mercoledì 22 maggio 2013

"Su la testa!". Ciao Don Gallo, prete, comunista, Uomo.



Andrea Gallo, è partito per l'ultimo viaggio oggi nel suo 85° anno di vita.
Don Gallo, prima ancora di essere un uomo di chiesa, è stato un Uomo, capace di non soffocare negli egoismi di oggi e nell'indifferenza dilagante, la propria umanità.

Partigiano, da sempre critico e irriverente nei confronti della gerarchia ecclesiastica, ha saputo raccogliere apprezzamenti sia dai non credenti sia dai cattolici, offrendo loro un cattolicesimo più umano e schierato realmente con disinteresse dalla parte dei bisognosi. (verrebbe da dire "un cattolicesimo dal volto umano")

Dalla parte dei più deboli fin dai suoi inizi, ha sempre fatto del suo ruolo religioso una leva da mettere nelle mani di chi, oppresso dal tallone di ferro del potere, potesse così trovare una valida sponda per emergere e tentare di farsi valere. Per questi motivi ha dovuto anche subire all'interno della chiesa "l'accusa" di essere comunista, come se potesse essere una colpa o uno svilimento della persona. Anzi, nel libro "Angelicamente Anarchico" (2005) scrive, "Comunque è vero, sono comunista. Non dimentico mai la Bibbia e il Vangelo. E non dimentico mai quello che ha scritto Marx."

Tra le sue ultime battaglie ricordiamo la lotta per la pace al fianco del movimento No Dal Molin, la parità di diritti di ogni scelta di genere, la rivendicazione delle radici antifasciste, la lotta No TAV, il referendum per l'acqua pubblica.

Gli uomini passano e quello che lasciano, nel bene e nel male, è il loro esempio.
Andrea Gallo, che era anche un prete, ci ha lasciato l'alto esempio di chi rende attiva la propria cittadinanza e di chi, con umiltà e risolutezza, mette al servizio di chi ha ragione ma non ottiene giustizia la propria "posizione privilegiata", dalla quale è meno arduo ottenere ascolto.

Ma c'è un altro esempio che Don Gallo ci ha lasciato e a cui teniamo molto: è esercitare il diritto spesso disconosciuto dagli stessi oppressi, di alzare la testa ed esprimere con fermezza la propria disobbedienza allo status quo e alle sue gerarchie.

Come sempre non limitiamoci a dispiacerci della scomparsa di un uomo, che pure ci mancherà, ma rinnoviamo in noi quanto di buono ha avuto l'ardire di ricordarci, praticandolo a nostra volta e tramandandolo a chi ci è accanto.

Hasta siempre, Compagno Andrea!

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