venerdì 14 giugno 2013

Emissioni fuori controllo il 2 maggio 2013 confermate dall'ARPA - Segnalazione alla magistratura

L'inceneritore del Gerbido di Grugliasco è il tema più delicato che in questi mesi ha preoccupato la nostra comunità.
Il suo principio di funzionamento, il suo utilizzo e i suoi scopi, oltrechè la natura stessa del progetto di smaltimento dei rifiuti per cui è stato concepito, non sono un sinonimo di efficienza verde e di garanzia in termini di salute per la popolazione.
Le criticità dell'opera sono state più volte evidenziate, sia in sede di Comitato di Controllo Locale, con le sottolineature del tecnico di Rivalta, Michele Bertolino persona di grande esperienza, per anni responsabile del settore rifiuti in Legambiente Piemonte, che nell'ambito delle manifestazioni di piazza e degli incontri aperti tenuti, anche, dai promotori della Proposta di Legge RIFIUTI ZERO.
La società TRM, responsabile della costruzione e delle attività dell'inceneritore, ha la volontà di mantenere alta la produttività e quindi, in parole povere, di bruciare più tonnellate di rifiuti possibili, ma i limiti della struttura sembrano essere emersi già dopo pochi giorni di attività.
A seguito degli ultimi eventi occorsi, CARP, il Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte, ha voluto esprimere le sue perplessità producendo un documento, riportato qui di seguito, e segnalando la questione alla magistratura.
In attesa di chiarimenti, siamo tutti invitati a non abbassare l'attenzione su un problema di natura salutare/ambientale che riguarderà tutti noi.



Ven, 14/06/2013 - 10:15 — CARP
Nel corso della riunione del Comitato Locale di Controllo del 13/6/2013, ARPA ha confermato che durante l'incidente occorso all'inceneritore del Gerbido il 2 e 3 maggio 2013 non si sa che emissioni inquinanti ci siano state, perché la centralina di controllo posta a camino è andata in black-out.

Insomma, nel momento più critico quando sarebbe stato necessario il massimo controllo, la centralina di controllo delle emissioni a camino era spenta, pur essendo teoricamente collegata al quadro elettrico del gruppo elettrogeno di emergenza. Come mai?

Forse "per sbaglio" è stata scollegata per evitare che rilevasse picchi elevatissimi di emissione, ben dimostrati dalle fotografie? Oppure la gestione di un impianto altamente inquinante viene fatta in maniera approssimativa e superficiale? Tentativo doloso di insabbiare dati scomodi o incapacità? Lo stabilità la magistratura.

Infatti, ARPA ha evidenziato che i comportamenti di TRM durante l'incidente sono stati ritenuti non conformi alle autorizzazioni ambientali, e pertanto ARPA stessa ha segnalatoil comportamento di TRM alla magistratura. Non sono stati forniti paricolari perchè coperti dal segreto istruttorio.

Naturalmente, silenzio assoluto sugli organi di (dis)informazione: sarebbe cattiva pubblicità a TRM e all'inceneritore nuovo di zecca voluto dal PD di Saitta-Chiamparino-Fassino & C. ed appena regalato ai privati da quest'ultimo per salvare la sua poltrona di Sindaco dal commissariamento. Alla faccia della salute di tutti.

1 commento:

  1. veramente si legge che ARPA ha segnalato alla magistratura, non CARP

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