martedì 30 luglio 2013

Libertà violate: l'attivismo alla sbarra

Sabato pomeriggio, orgogliosamente, la bandiera di GCS ha marciato fianco a fianco con le altre bandiere che componevano il corteo pacifico che da Giaglione si è mosso fino alle reti dell'area dove, si presuppone, si stia realizzando un'opera di utilità pubblica.
In corteo per strade e sentieri persone di tutte le età, numerose famiglie e amministratori della Valle. I manifestanti si sono limitati, nei momenti in cui passavano accanto a militari e polizia, a scandire slogan contro la militarizzazione della valle. Il corteo, si è dipanato per chilometri fino a raggiungere la zona di Chiomonte, zona dove è in corso l’allestimento di quel cantiere-caserma finalizzato, così viene dichiarato, alla costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione.

Un lungo serpentone di persone che si è mosso su per i sentieri della Val Clarea, o almeno di ciò che ne sta rimanendo, dopo gli impattanti interventi di cantierizzazione che ne hanno compromesso la sua naturale bellezza.
Un corteo che ha voluto ribadire il suo "NO" ad un'opera ormai riconosciuta, anche a livello internazionale, come inutile ed economicamente subordinabile a tante altre priorità.
Solo il Governo italiano continua imperterrito, in un modo talmente imbarazzante da rasentare il grottesco, a sostenere la necessità di procedere alla costruzione di un qualcosa che, anche se si dovesse completare nella sua quota di pertinenza, rimarrebbe una struttura monca, un binario morto che avrebbe come unico effetto quello di aver distrutto un'area naturale enorme, con ripercussioni negative su salute ed economia non quantificabili.

A tutto questo si affianca la gestione di tipo militare di tutta la situazione.
I paradossi e le ingiustizie, che colpiscono coloro che sono impegnati nel dimostrare l'inutilità dell'opera, hanno raggiunto, negli ultimi tempi, un livello ormai insopportabile: da parte della Procura di Torino sono state pronunciate accuse di terrorismo nei confronti degli attivisti No Tav. 
Accuse pesanti, che paragonano coloro che si stanno battendo non solo per la salvaguardia del loro territorio, ma per un principio democratico che non è mai stato rispettato, alle bande terroristiche, di cui la nostra storia ha ancora memoria viva.

A seguito degli avvisi di garanzia, emessi dai pubblici ministeri, sono scattate le perquisizioni in Valsusa e a Torino nei confronti degli attivisti "No TAV", praticate con una modalità che sin'ora s'era resa necessaria solo per il mondo della criminalità organizzata.
Terrorismo è una parola enorme, che predispone l'eventuale condanna a molti anni potenziali di carcere. 
E se è giusto che la legge espleti il suo compito, tutto diventa molto più inaccettabile a fronte della perpetrata reiterazione alla sottrazione dal giudizio della magistratura da parte di quei soggetti, spesso politici, che hanno fatto della persecuzione giudiziaria il loro cavallo di battaglia.

È ormai chiaro come, dietro queste decisioni, viga una logica che nulla ha a che fare con le azioni in se, ma che vuole creare un panico sociale che agisca su tutti quei soggetti che intendano ribellarsi a questo stato di cose: uno spauracchio che induca a rinunciare alla lotta, che dia una consapevolezza chiara di verso cosa si può andare incontro e a cosa si rischi di perdere.
Troppe volte la Costituzione Italiana è stata calpestata e troppe volte la Sovranità popolare non ha trovato riscontro presso gli organi di Governo, preposti delle garanzie costituzionali. A discapito di chi, lo sappiamo, a favore di chi, non ci è ancora ben noto.

Tutto questo è intollerabile.

Il Direttivo di GCS, pur prendendo le distanze da chi intende usare il movimento di resistenza "No TAV" come copertura per azioni violente di carattere individuale che esulino dal fine della lotta, condanna e deplora i sistemi da stato di polizia che si sono visti e che continuano ad essere alla base della gestione anti-democratica nella questione TAV.

La nostra associazione, nella sua forma assembleare, avrà il piacere ed il dovere di approfondire i temi in oggetto e di produrre un documento riepilogativo nella loro fattispecie.

SI PARTE E SI TORNA INSIEME!

Di seguito la conferenza stampa di Sandro Plano tenuta il 29/07/2013

martedì 23 luglio 2013

Prima riunione tra gli iscritti

Grugliasco, l'allegria sta arrivando!

Si è aperta così la prima riunione tra gli iscritti,
con quel motto parafrasato e adattato per la nostra città, ispirato dalla campagna referendaria cilena del 1988 che sostenne fortemente quel "NO" che avrebbe posto fine alla dittatura.

All'incontro hanno preso parte tanti associati desiderosi di conoscere e, per quanto loro possibile, di poter prendere parte alle attività dell'associazione, previste per il periodo autunnale.
Tante le cose esposte, come ad esempio il ruolo importante di GCS all'interno della campagna per la raccolta firme "RIFIUTI ZERO", fino ad arrivare alla necessità di mobilitarsi sui fronti della difesa dei nostri diritti e della nostra Carta Costituzionale, passando per un riassunto del bilancio consuntivo, il quale sarà sicuramente oggetto di discussione più articolata in occasione del primo congresso.

Il tono della riunione voleva avere un carattere divulgativo, ovvero finalizzato al mettere al corrente gli associati a riguardo delle posizioni di GCS sulle problematiche del territorio, e sulle quali il nostro impegno è già appurato, ma anche conviviale: al fine di non esasperare troppo dei contenuti che gioveranno degli approfondimenti necessari per mezzo di serate dedicate.

Così, finita la relazione illustrativa, si è potuto procedere ad un piacevole assaggio dei prodotti messi a disposizione dagli associati stessi, nel pieno spirito della condivisione, e apprezzare l'impegno culinario  casalingo più sano ed alternativo al degenerativo prodotto confezionato.

I più piccoli hanno trovato di loro gradimento lo spazio studiato per loro, ancora in fase di ultimazione, che ha permesso ai più grandi di poter seguire la riunione.

Questo piccolo esempio di comunità sostenibile sta funzionando, e lo dimostrerà ancora di più nei tempi a venire: il modello sostenibile, diffuso e applicato, sarà sicuramente conflittuale con certe politiche economiche ormai obsolete e deleterie per la salute dell'ambiente e delle comunità che ci vivono.

L'appuntamento dato con tutti è per settembre, quando verrà comunicato il calendario delle iniziative e degli incontri: noi stiamo già preparando le sedie in sala.

venerdì 19 luglio 2013

EMERGENZA COSTITUZIONALE!

In questi giorni alle Camere del Parlamento della nostra Repubblica stanno alacremente lavorando delle Commissioni costituite per analizzare, verificare e attivare delle modifiche che attengono alla seconda parte della nostra Carta Costituzionale.

Riepilogando brevemente: la nostra Costituzione è composta da 139 articoli, suddivisi in quattro sezioni:
 - Principi fondamentali (articoli 1-12);
 - Parte prima: "Diritti e Doveri dei cittadini" (articoli 13-54);
 - Parte seconda: "Ordinamento della Repubblica" (articoli 55-139);
 - Disposizioni transitorie e finali (articoli I-XVIII).

La nostra è una Carta cosiddetta rigida per due motivi:
1) le disposizioni emanate che risultino essere in aperto contrasto con la Costituzione vengono rimosse dalla Corte Costituzionale;
2) è necessario un procedimento parlamentare complesso per la riforma/revisione dei suoi contenuti, non basta la maggioranza semplice, bensì ne serve una qualificata di entrambe le Camere.

QUINDI NON E' VERO CHE E' IMPOSSIBILE MODIFICARLA, SEMPLICEMENTE SERVE UN LAVORO PIU' RICERCATO ANZICHE' UNA SEMPLICE LEGGE DEL GOVERNO COME SUCCEDEVA AI TEMPI DEL FASCISMO!

L'articolo 138 della nostra Carta disciplina le eventuali modifiche.

Ebbene, la commissione costituita al Senato, presieduta dalla sen. Anna Finocchiaro (PD), e istituita con procedura d'urgenza il 12 giugno 2013 dal Ministro senza portafoglio per le riforme costituzionali Gaetano Quagliariello (PDL), è concentrata nella modifica della seconda parte della Costituzione, ovvero sull' ORDINAMENTO della REPUBBLICA, seguendo un iter ritenuto URGENTE, spiegato in queste righe riprese dalla relazione alle Camere: 
"Negli atti di indirizzo delle Camere è evidenziata la necessità di definire tempestiva-mente, attraverso l’approvazione di un’apposita legge costituzionale, una procedura straordinaria di revisione costituzionale che consenta di avviare un lavoro comune dei due rami del Parlamento, di programmare una tempistica certa e in linea con le attese del Paese dell’esame dei progetti di legge di revisione della parte seconda della Carta, nonché di assicurare il consenso parlamentare più ampio possibile [...]".

Adesso, quello che ci chiediamo noi è questo: da dove deriva tutta questa fretta?
Perché tutta questa urgenza che necessita addirittura di una procedura d'emergenza che bypassa l'art. 138?
Provando ad applicare la Costituzione per come è OGGI, in realtà, risolveremmo i problemi del Paese, perché le vere misure urgenti semmai riguardano gli investimenti, riguardano le applicazioni delle sentenze nei confronti di chi ha trasgredito le leggi, riguardano l'istruzione, la sanità e l'applicazione dei diritti internazionali a tutela dei più deboli.

In realtà le modifiche che vorrebbero apportare non sono la priorità per il nostro Paese, bensì una necessità per chi lavora per demolire i principi dello stato sociale su cui ancora si base la nostra Costituzione, frutto dei valori che animarono la Resistenza e strumento atto ad impedire che il nostro Stato potesse nuovamente essere consegnato nelle mani di un solo uomo, così come era avvenuto con l'esperienza fascista.

Calamandrei: "La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".

Non permettiamo che questa classe politica, peraltro non scelta dai cittadini, se non nelle sue espressioni partitiche, demolisca ciò che venne ottenuto col sacrificio di tante donne e tanti uomini che combatterono per rendere la libertà, perduta col fascismo, al nostro Paese. 
Impediamo che gli interessi privati intervengano per l'ennesima volta a sfaldare i capisaldi del diritto che ci riguarda tutti, e che è il nostro principale elemento di protezione contro chi ha interesse a far sì che nel mondo esistano persone di categorie diverse.

Colpire la Carta Costituzionale, in questo momento, vuol dire, de facto, intervenire sulle libertà dei Cittadini di questa Nazione, e senza una Costituzione sbilanciata a favore del diritto non esisteremmo più come Cittadini, bensì come esseri assoggettati ai poteri economici forti del momento.

MOBILITIAMOCI PER DIFENDERE LA NOSTRA COSTITUZIONE, GCS SI UNIRA' ALLE FORZE DEL TERRITORIO CHE SI IMPEGNERANNO IN QUESTA BATTAGLIA.

Di seguito i documenti per un approfondimento e una comprensione migliore della materia in oggetto.

martedì 16 luglio 2013

La procura indaga sull'Inceneritore del Gerbido

L'inceneritore del Gerbido non è una soluzione. Sono mesi, anni che si va ripetendo questo concetto, razionale, tecnico e scientifico, è un generatore di danni salutari, ambientali ed economici.
Le comunità impegnate sui territori a combattere contro questi "mostri" lo stanno cercando di provare in tute le maniere, e il ricorso a sistemi di controllo sanitari privati è solo l'ultimo degli strumenti di cui ci si è dotati per confermare queste valutazioni.

Adesso la Procura indagherà e farà il suo percorso giuridico, speriamo senza intoppi.
Ma rimane il problema culturale: perchè i nostri amministratori, invece di scegliere il bene per le loro comunità, continuano a reiterare errori gravi che pregiudicano negativamente la vita delle persone?
Perchè preferiscono che la società, che dovrebbero amministrare sapientemente, sia invasa di tumori e leucemie dovute all'esposizione ad agenti cancerogeni prodotto delle loro decisioni?
Perchè permettono che i nostri figli rischino di avere serie complicanze salutari come effetti delle loro scelte sconsiderate?
Le menzogne usate per ritorni economici sono ormai smascherate, non valgono più neanche le "solleticazioni alle sensibilità del portafoglio" che avrebbero dovuto portare i cittadini a considerare l'opera dell'inceneritore come proficua almeno sul piano economico: le ultime bollette hanno chiaramente demolito questa "sirena".

L'interesse di pochi non può incidere in maniera nefasta sulla nostra salute, il profitto dei soliti (ig)noti non deve pregiudicare la nostra salute.

Adesso vogliamo un'inchiesta che tenga conto di tutti i dati, che riesca a fornire un supporto giuridico alle dimostrazioni scientifiche già ampiamente verificate, e che finalmente ponga serie criticità al proliferare di questi mostri ambientali.
Vogliamo che gli organi dello Stato compiano il loro dovere: difendano le persone! 

Noi, dal canto nostro continueremo la nostra battaglia, continueremo a raccogliere firme per la "Proposta di Legge Rifiuti Zero" e continueremo ad informare.

Noi ci siamo e ci saremo sempre!



lunedì 8 luglio 2013

Il battito d'ali delle farfalle dell'Amazzonia

L'Effetto Farfalla è un'espressione che trova origine nei racconti di Ray Bradbury, dove si sostiene la consequenzialità degli eventi e le correlazioni tra gli effetti: "l'idea è che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine di un sistema (Wikipedia)".

Dall'altra parte del mondo, rispetto a noi, un indio, insieme alla sua tribù, decide di porre rimedio ai disastri naturali prodotti dalla scelleratezza dei taglialegna che operano nelle loro foreste, e organizza un piano pluridecennale per la riforestazione del territorio.


All'apparenza una lotta impari, eppure Almir Surui, che all'epoca in cui iniziò la battaglia contro la deforestazione aveva solamente 22 anni, i suoi risultati li sta già conseguendo, e i suoi strumenti più efficaci sono internet, Google Earth e la tecnologia Gps.
Centinaia le mail inviate in giro per il mondo in cerca di sostegno e di finanziamento per la loro lotta, con Google ha dato vita ad una collaborazione straordinaria per la digitalizzazione delle immagini e dei dati relativi all'intera area che possa favorire l’individuazione dei “bracconieri del legno”, e grazie a tutti gli altri mezzi utilizzati per informare e ottenere appoggio questi indio stanno portando avanti un'impresa che non può lasciare indifferenti.

Il piano è ovviamente a lungo termine, 50 sono gli anni previsti da Almir per salvare la foresta amazzonica, e a tuttora il progetto è poco più che allo stadio iniziale, con 120mila alberi piantati contro le decine di milioni di obiettivo, ma a lungo termine lo sono anche le idee e la volontà del giovane indio famoso in tutto il mondo per aver trovato una via per salvare la foresta amazzonica.

I battiti delle ali delle farfalle indio scatenano il desiderio di partecipare e di affiancare i coraggiosi di questa impresa, provocandoci la necessità di far nostra la loro lotta, e pensando a quanto sarebbe efficace anche qui un progetto del genere: qui non c'è l'Amazzonia da salvare, ma ci sono intere aree che stanno venendo sottratte alla natura in nome di un "progresso edilizio" quanto meno discutibile, che non risponde ad esigenze reali abitative e che non fa altro che depauperare i nostri territori e inficiare il benessere salutare dei nostri habitat, in nome delle scorciatoie economiche utili ai bilanci amministrativi.

Sicuramente anche qui, a Grugliasco, un Almir escogiterebbe il suo piano per vedere di nuovo crescere, al posto del cemento e dell'asfalto, qualche albero in più, e chissà che un battito d'ali in più potrebbe innescare effetti simili da qualche altra parte nel globo.

venerdì 5 luglio 2013

Grugliasco, l'allegria sta arrivando: la sede!

Domenica 30 giugno, Grugliasco Comunità Sostenibile ha inaugurato la sua sede che, come previsto dal suo  Statuto, sarà una biblioteca: la Biblioteca Popolare "Il Faggio Rosso", che si trova in via La Salle al numero 22.
La particolarità di questa scelta è ricaduta sul fatto di rendere la sede di GCS il più viva possibile, non limitandola solamente a quelle che possono essere le attività amministrative o organizzative che un'associazione richiede, ma offrendo uno spazio, ai propri associati, dove trascorrere tanto tempo immersi nella lettura, a contatto con persone con le quali potersi confrontare su temi di vario genere, e dove partecipare agli incontri ed alle iniziative che verranno di volte in volta comunicate. 

Quando a marzo è nata questa Associazione, una delle priorità era proprio quella di trovare una sede dove poterci rendere attivi e fattivi sul territorio.
La ricerca non è stata facile: l'obiettivo consisteva nel cercare uno spazio che combinasse le disponibilità economiche con le necessità legate ai nostri intenti.
Una volta trovato l'ambiente adatto, si è trattato poi di attrezzarlo come biblioteca, e dopo tre settimane di duro lavoro, ecco finalmente realizzato questo bellissimo e importante progetto.

Un nostro principio di base è stato quello di dimostrare che si possono far cose nuove partendo dal riuso, e proprio la libreria più grande ne è un esempio: una cameretta dismessa pronta a diventare rifiuto, ha trovato nuova vita andando ad ospitare i nostri testi.
Tutto il legno di cui essa era composta è stato tagliato, adattato e poi rimontato secondo il nostro progetto, usando le serate dopo il lavoro e giornate tolte a distrazioni e ad altri tipi di divertimento.

Discorso simile è stato fatto per i libri: dopo aver presentato la nostra iniziativa a diverse case editrici, molte di loro hanno voluto manifestare la propria simpatia ed il loro incoraggiamento donandoci parecchi libri, spesso nuovi, altre volte sottratti al destino del macero. Il passaparola tra le persone ha fatto il resto, tanti sono coloro che hanno portato il loro piccolo contributo letterario, e di questo gliene ne saremo sempre riconoscenti.
Risultato: il giorno dell'apertura si contavano più di 350 libri, nella libreria principale, e 150 in quella dell'area-bimbi. E il numero continua a salire.

All'inaugurazione hanno partecipato tanti amici e curiosi che hanno voluto prendere visione di questa novità per Grugliasco, una novità che speriamo possa diventare presto una realtà affermata del nostro territorio.
Inoltre non poteva mancare la persona che per primo ha creduto in noi: Fabrizio Biolè, grazie all'aggiudicazione del bando messo a disposizione dal suo Gruppo Progetto Partecipato, abbiamo potuto coprire le spese relative ai costi vivi del locale, che è ovviamente in affitto, e rendere concrete le nostre idee.

Adesso aspettiamo tanti grugliaschesi che abbiano voglia di vivere qualcosa di diverso in Grugliasco, qualcosa che li metta nella possibilità di avere uno spazio dove poter semplicemente leggere un buon libro, ma anche potersi incontrare e confrontarsi. L'area-bimbi è stata pensata per dare un bel intrattenimento ai piccoli lettori, mentre il genitore potrà godersi la sua lettura nella stanza a fianco.
Per ora l'apertura avverrà per tre giorni alla settimana, lunedi, mercoledi e venerdi dalle ore 17,00 alle 22,00 limitandoci prettamente all'attività bibliotecaria, poi, da settembre, inizieranno gli incontri con gli autori e con personaggi del mondo dell'impegno sociale, piccole rappresentazioni teatrali e momenti di music&reading.

Abbiamo tante idee per coinvolgere la nostra comunità, e adesso, dopo tutto il nostro investimento di tempo e risorse, abbiamo bisogno di tutta la forza e di tutto il sostegno per far sì che questo sforzo di 5 sognatori, non rimanga vano.