venerdì 19 luglio 2013

EMERGENZA COSTITUZIONALE!

In questi giorni alle Camere del Parlamento della nostra Repubblica stanno alacremente lavorando delle Commissioni costituite per analizzare, verificare e attivare delle modifiche che attengono alla seconda parte della nostra Carta Costituzionale.

Riepilogando brevemente: la nostra Costituzione è composta da 139 articoli, suddivisi in quattro sezioni:
 - Principi fondamentali (articoli 1-12);
 - Parte prima: "Diritti e Doveri dei cittadini" (articoli 13-54);
 - Parte seconda: "Ordinamento della Repubblica" (articoli 55-139);
 - Disposizioni transitorie e finali (articoli I-XVIII).

La nostra è una Carta cosiddetta rigida per due motivi:
1) le disposizioni emanate che risultino essere in aperto contrasto con la Costituzione vengono rimosse dalla Corte Costituzionale;
2) è necessario un procedimento parlamentare complesso per la riforma/revisione dei suoi contenuti, non basta la maggioranza semplice, bensì ne serve una qualificata di entrambe le Camere.

QUINDI NON E' VERO CHE E' IMPOSSIBILE MODIFICARLA, SEMPLICEMENTE SERVE UN LAVORO PIU' RICERCATO ANZICHE' UNA SEMPLICE LEGGE DEL GOVERNO COME SUCCEDEVA AI TEMPI DEL FASCISMO!

L'articolo 138 della nostra Carta disciplina le eventuali modifiche.

Ebbene, la commissione costituita al Senato, presieduta dalla sen. Anna Finocchiaro (PD), e istituita con procedura d'urgenza il 12 giugno 2013 dal Ministro senza portafoglio per le riforme costituzionali Gaetano Quagliariello (PDL), è concentrata nella modifica della seconda parte della Costituzione, ovvero sull' ORDINAMENTO della REPUBBLICA, seguendo un iter ritenuto URGENTE, spiegato in queste righe riprese dalla relazione alle Camere: 
"Negli atti di indirizzo delle Camere è evidenziata la necessità di definire tempestiva-mente, attraverso l’approvazione di un’apposita legge costituzionale, una procedura straordinaria di revisione costituzionale che consenta di avviare un lavoro comune dei due rami del Parlamento, di programmare una tempistica certa e in linea con le attese del Paese dell’esame dei progetti di legge di revisione della parte seconda della Carta, nonché di assicurare il consenso parlamentare più ampio possibile [...]".

Adesso, quello che ci chiediamo noi è questo: da dove deriva tutta questa fretta?
Perché tutta questa urgenza che necessita addirittura di una procedura d'emergenza che bypassa l'art. 138?
Provando ad applicare la Costituzione per come è OGGI, in realtà, risolveremmo i problemi del Paese, perché le vere misure urgenti semmai riguardano gli investimenti, riguardano le applicazioni delle sentenze nei confronti di chi ha trasgredito le leggi, riguardano l'istruzione, la sanità e l'applicazione dei diritti internazionali a tutela dei più deboli.

In realtà le modifiche che vorrebbero apportare non sono la priorità per il nostro Paese, bensì una necessità per chi lavora per demolire i principi dello stato sociale su cui ancora si base la nostra Costituzione, frutto dei valori che animarono la Resistenza e strumento atto ad impedire che il nostro Stato potesse nuovamente essere consegnato nelle mani di un solo uomo, così come era avvenuto con l'esperienza fascista.

Calamandrei: "La Costituzione contiene in sé un programma politico concordato, diventato legge, che è obbligo realizzare".

Non permettiamo che questa classe politica, peraltro non scelta dai cittadini, se non nelle sue espressioni partitiche, demolisca ciò che venne ottenuto col sacrificio di tante donne e tanti uomini che combatterono per rendere la libertà, perduta col fascismo, al nostro Paese. 
Impediamo che gli interessi privati intervengano per l'ennesima volta a sfaldare i capisaldi del diritto che ci riguarda tutti, e che è il nostro principale elemento di protezione contro chi ha interesse a far sì che nel mondo esistano persone di categorie diverse.

Colpire la Carta Costituzionale, in questo momento, vuol dire, de facto, intervenire sulle libertà dei Cittadini di questa Nazione, e senza una Costituzione sbilanciata a favore del diritto non esisteremmo più come Cittadini, bensì come esseri assoggettati ai poteri economici forti del momento.

MOBILITIAMOCI PER DIFENDERE LA NOSTRA COSTITUZIONE, GCS SI UNIRA' ALLE FORZE DEL TERRITORIO CHE SI IMPEGNERANNO IN QUESTA BATTAGLIA.

Di seguito i documenti per un approfondimento e una comprensione migliore della materia in oggetto.

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