domenica 18 agosto 2013

Impietoso messaggio del sen. Stefano Esposito


Purtroppo il paradosso è stato fatto diventare realtà.
Qui non siamo più sul crinale del "SI TAV/NO TAV", qui si è al revisionismo storico utile per rimescolare le carte e portarsi su un piano dove non esiste più la competenza ma solo l'arroganza del potere affiancata all'ignoranza più pericolosa. 

Non si sostiene il contrario della frase twittata dal sen. Stefano Esposito

Riterrei pericolosamente generalizzante descrivere come fascisti coloro che appartengono ai corpi di Polizia e che si impegnano per mantenere e difendere la buona salute delle leggi del nostro Paese, benché sia fatto certo che alcuni appartenenti alle Forze dell'Ordine abbiano spesso esercitato la loro professione in modi discutibili e condannabili secondo termini di legge.

Ma se ai NO TAV si vuole affibbiare, a tutti i costi e sulla base del niente, i titoli di eversivi e terroristi della democrazia italiana, a chi pensa cose simili si potrebbero accostare gli epiteti di eversivo e terrorista della STORIA ITALIANA!

Personalmente, queste persone, gradirei non vederle più ai 25APRILE o alle commemorazioni di quei partigiani che, durante l'occupazione nazi-fascista, si schierarono contro quelle che erano considerate le truppe "regolari", quelle con l'uniforme e il diritto riconosciuto dallo Stato vigente in quel momento (la Repubblica di Salò) di annientare i gruppi dei cosiddetti "briganti", i partigiani, ovvero gli eversivi dell'epoca. 
Chi è senatore di questo Stato, Stato che è potuto diventare democratico proprio GRAZIE a quegli "eversivi", dovrebbe portare rispetto per chi decide di lottare per un ideale, un credo ed un principio che nulla ha a che vedere con la propria mansione professionale. 
C'è chi le lotte è chiamato a sedarle, c'è chi lotte si sente di animarle. 

I diritti e i fondamenti del nostro stato di diritto hanno, nel loro DNA, la violazione di una regola, l'infrazione di una legge che in quel contesto storico era ritenuta normale e legittima, ma che nella realtà opprimeva libertà altrui, impedendo de facto la democrazia e l'uguaglianza.
In questo concetto dovrebbe essere anche inquadrata la lotta NOTAV.

GCS, nella figura del suo Presidente, deplora le parole riportate su tweeter (strumento peraltro discutibile per esternare simili affermazioni) dal sen. del PD Stefano Esposito, e lo esorta a ripercorrere le pagine dei libri di quella Storia che forse egli ha dimenticato, magari riscoprendo così la giusta evoluzione dei fatti.

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