mercoledì 25 settembre 2013

Il nuovo periodico di GCS


Eccolo! E' finalmente online il nuovo periodico di GCS!
Ci siamo dotati di uno strumento in più per approfondire tematiche, comunicare notizie ed eventi e soprattutto per parlare del nostro territorio: Grugliasco.
E dal prossimo mese sarà ancora più ricco, con più pagine e più articoli.
La possibilità di consultarlo dal nostro blog permetterà a tutti di conoscere le nostre attività e, per chi lo vorrà, inviare segnalazioni o articoli alla nostra mail grugliasco.sostenibile@gmail.com, sarà nostra premura valutare i contenuti e la forma prima della pubblicazione.

Un altro bel modo per partecipare e per collaborare tutti insieme.

Buona lettura, allora, e arrivederci al prossimo numero.


lunedì 23 settembre 2013

GCS incontra Giulietto CHIESA

Grandissima partecipazione, sabato sera, all'incontro organizzato con Giulietto CHIESA, tenutosi presso la nostra sede.

Ringrazio molto tutte le persone convenute, anche se, l'alta affluenza, ha costretto alcune di loro ad ascoltare buona parte dell'incontro appena fuori dalla nostra porta: sono riconoscente per la loro pazienza.

L'iniziativa, che ha visto la collaborazione tra GCS e il laboratorio politico ALTERNATIVA, era incentrata sulla presentazione dell'ultimo libro del noto giornalista: "Invece della catastrofe - Perché costruire un'alternativa è ormai indispensabile".
A raccogliere il nostro invito a partecipare alla serata anche Mauro Marinari, sindaco di Rivalta, amministratore di un Comune dalla giunta illuminata, che ha voluto così omaggiarci anche lui con la sua presenza l'inizio della nostra stagione di incontri.

L'oratoria di Giulietto Chiesa ha silenziato la sala per tutto il tempo del suo intervento: la crisi polisistemica, la corsa all'accaparramento delle risorse, i conflitti che ne seguiranno sono stati solo alcuni degli argomenti che hanno poi animato il dibattito succeduto.

I moniti lanciati dall'autore del libro sono tutti riconducibili, fondamentalmente, ai principi che hanno sostenuto la nascita di GCS: si rende necessaria un'informazione approfondita, una seria e responsabile presa d'atto dello stato della situazione, cui prenda seguito un'organizzazione solida che preluda la necessaria agitazione.
Senza questa sequenza di operazioni l'umanità, e l'Italia non ne è assolutamente esclusa, è destinata ad una sorte infausta. 

E in che modo bisognerebbe cambiare? 
Secondo il Presidente di Alternativa, non attraverso un'inutile quanto avventata uscita dai circuiti europei, che non provocherebbe altro che un indebolimento dell'efficacia delle nostre azioni, bensì con l'attuazione di un manifesto di stampo etico, che miri ad un piano legato alla diminuzione del consumo illogico e sfrenato, del prosciugamento delle risorse e dell'inquinamento ambientale e che punti invece al miglioramento dei nostri ritmi/lavoro, all'equa distribuzione delle risorse fra i popoli e al riequilibrio del rapporto umano/ambiente, il tutto orientato verso un obiettivo unico, comune e irrinunciabile: la Pace.

Utopia? Forse.
Rimandabile? Assolutamente no.
Le prospettive non ci lasciano uno spazio temporale così ampio da poter credere che alla fine arrivi qualcuno, o qualcosa, che risolverà ogni problema: questa volta più che mai tocca ad ognuno di noi impegnarsi in prima persona affinché non ci si trovi costretti a veder la nostra umanità spazzata via dall'accumulazione smodata e dal profitto speculatore, ovvero da quegli elementi che nel punto di collasso conducono alla guerra.

Come proclamato nei nostri documenti, e come ripetuto ancora l'altra sera, GCS è impegnata seriamente nell'affrontare questi temi e nel portare più persone possibili a sensibilizzarsi e ad attivarsi, perché lo riteniamo un nostro dovere.
Un dovere che abbiamo nei confronti di chi ha lavorato finora per la nostra evoluzione, e verso chi verrà dopo di noi, affinché non si trovi a scontare colpe non sue. 
Non possiamo permetterci di non provarci.

Aspettiamo Giulietto per altri incontri, in futuro: la nostra associazione è al fianco del suo impegno e della struttura di cui è responsabile.
Dal canto suo sappiamo che lo animano i medesimi intenti nei nostri confronti.

Gli associati di GCS, adesso, sanno di poter contare su un alleato in più.

sabato 14 settembre 2013

GCS sostiene END ECOCIDE



L'ECOCIDIO è un effetto creato dall'essere umano che ha pesanti ricadute sull'ambiente, con effetti spesso disastrosi ed irreversibili.
La definizione esatta l'ha proposta Polly Higgins, avvocato e sostenitrice legale della campagna per il riconoscimento del reato di ecocidio:


"La distruzione estensiva, il danno o la perdita di ecosistemi di un dato territorio da parte di agenti umani o altre cause ad un livello tale da compromettere seriamente il godimento pacifico degli abitanti di questo territorio".

GCS sostiene questa campagna e invita tutti a firmare l'appello per il riconoscimento di tale reato.

Qui di seguito riportiamo le informazioni dal sito ufficiale:

LA LEGGE DELL’ECOCIDIO

La distruzione ambientale deve diventare un crimine. Un crimine per il quale le persone colpevoli devono essere ritenute responsabili.
Questo crimine ha un nome: Ecocidio
Eco-cidio deriva dal greco oikos che significa casa. In latino, caedere significadistruggere, demolire, uccidere. Ecocidio si può intendere come la distruzione della nostra casa.

PERCHE’ NE ABBIAMO BISOGNO

  • Per avere una legge che ponga fine a diversi tipi di distruzione ambientale
  • Perché le persone in grado di decidere siano tenute responsabili
  • Per preservare e proteggere la biodiversità
  • Per proteggere gli ecosystemi, non solo I suoi component come il suolo, l’aria, la flora e la fauna
  • Per avviare la trasformazione verso un mondo sostenibile
  • Per assicurare un futuro alle prossime generazioni
  • Per contribuire a un cambiamento nei valori e ai diritti che diamo alla terra


venerdì 13 settembre 2013

Il Comitato di Grugliasco in difesa della Costituzione


Ieri sera a Grugliasco, presso la sede della Sezione ANPI "68 Martiri", si è riunito il Comitato per la difesa della Costituzione, costituitosi il 25 luglio scorso.
Ne fanno parte partiti, liste civiche ed associazioni del territorio, tra cui naturalmente GCS, e si è costituito con l'obiettivo di evitare che passi la riforma costituzionale voluta così ansiosamente dal governo Letta, riforma che, se dovesse essere approvata, permetterebbe di bypassare l'art. 138 della Costituzione, ovvero quello che regola e norma le sue modifiche.

Come descritto già in un nostro precedente articolo, riteniamo questo tentativo di aggiramento del regolamento un atto antidemocratico e liberticida, soprattutto se ragionato secondo i fini per cui è stato pensato il DDL.

La sua recente approvazione al Senato agevola la strada per l'approvazione alla Camera, dopodiché, compiuto anche questo passaggio, la Costituzione sarà modificabile senza più passare dall'art. 138.
L'obiettivo principale è di rendere quello che nel nostro ordinamento corrisponde al potere esecutivo (il Governo) un potere legislativo, ruolo affidato al Parlamento, vera emanazione del mandato elettorale, e trasformando così l'Italia in una repubblica presidenziale. 

Il Comitato di Grugliasco si impegnerà, di concerto con tutti gli altri Comitati che stanno sorgendo in Italia, nell'organizzare iniziative ed attività che coinvolgano i cittadini ed aiutino a comprendere la gravità della situazione.
Non si può permettere che avvenga questa usurpazione legislativa.

Dalle righe di questo spazio sosterremo, per quanto più ci sarà possibile fare, la necessità di difendere l'integrità della Costituzione, il dovere preciso di ognuno di noi di impedire che si faccia scempio dei nostri diritti.
Cambiarla in questo modo non significherebbe solo accettare una dinamica che esuli dai principi fondamentali di un meccanismo democratico più puro possibile, ma vorrebbe anche dire accettare definitivamente che sia il Capitale privato a stabilire le regole sociali degli anni a venire. 
Vorrebbe dire arrendersi definitivamente al progetto degli oligarchi del potere economico, i quali da sempre, non vedono di buon occhio le garanzie che ancora tutelano i cittadini nel settore sociale, lavorativo, dell'istruzione e della salute.
La pressione esercitata da coloro che vorrebbero uno stato meno sociale e più sfruttabile trova terreno fertile in una politica di governo totalmente soggiogata al potere economico internazionale.
Le dichiarazioni che recentemente sono state rilasciate da questi soggetti trovano riscontro nella celerità dei processi di trasformazione costituzionale che stanno avvenendo senza tenere conto dell'imprescindibile rispetto delle regole. 

Negli anni recenti hanno attaccato lo Statuto dei Lavoratori, privandolo dell'art. 18 e delle garanzie ai sindacati, hanno derogato la tutela della salute pubblica alle cliniche private, hanno permesso che i Comuni rimanessero vittime della morsa del patto di Stabilità, legandolo al pareggio di bilancio presente in Costituzione (riforma voluta dal governo dei banchieri).
Hanno votato guerre, permesso la speculazione del Capitale verso i lavoratori, concesso la salute dell'ambiente e dei territori all'interesse privato e permesso che delinquenti, ladri e mafiosi sedessero negli scranni più alti del nostro stato.
Leggi inqualificabili svuotano e indeboliscono già i principi scritti nella nostra Carta, e tutto ciò che ancora ci permette di appellarci ad un'integrità morale e civile, tutto ciò che ancora conserva la possibilità di difenderci dai continui attacchi perpetrati da chi le persone le vorrebbe usare, sfruttare e poi buttare come oggetti, risiede in quegli articoli principali che stabiliscono la forma di governo del nostro Stato.
Nella nostra Costituzione non risiede solo la bontà delle nostre leggi, ma trova manifestazione la statura morale e civile delle persone che vivono in Italia, per l'Italia.
Nella nostra Costituzione risiede il valore morale ed etico che riguarda tutti noi, che fa parte della nostra natura evolutiva e che punta al miglioramento degli individui nel solco dei principi che l'hanno scaturita.

GCS c'è in questa campagna e farà la sua parte nel Comitato di Grugliasco, e cercherà di coinvolgere tutte quelle realtà che sentiranno l'esigenza di gridare forte la necessità che la nostra Costituzione non vada modificata, ma APPLICATA. 
Invitiamo tutti i cittadini a sensibilizzarsi nei confronti di questa vera e propria Emergenza e ad accorrere in sostegno di questa campagna anche andando a firmare l'appello del Fatto Quotidiano, del quale potete trovare il link anche sulla nostra pagina principale del blog.

Vogliamo vedere i nostri diritti rispettati, e non permetteremo a nessuno di impedircelo.

mercoledì 4 settembre 2013

Il pericolo non vuole essere il nostro mestiere

Un mese fa, percorrendo la ciclabile di via Baracca, mi imbattevo in un cartello affisso sulle precarie recinzioni che circondavano l'area dei tre blocchi inabitati sottoposti, da tempo immemorabile, a bonifica dall'amianto, e lasciati andare al degrado più impietoso. 
Qualcuno, forse stanco di quell'indecenza, aveva deciso di dire la sua su quella condizione così infelice.
Un cartello bianco che denunciava lo stato inaccettabile di un'area confinante con abitazioni e, in particolar modo, con un parco giochi per bambini.

Ma va bè, la bontà o la provocazione di quel gesto potrebbe essere inteso anche come atto politico, come peraltro ormai è moda intendere tutto ciò che riguarda il contesto sociale, anche quando questo rilevi una situazione oggettiva, quindi non ne discuterò la natura, che peraltro mi è ignota, e che qui potrebbe anche interessare poco.

Tra l'altro gli elementi atmosferici dei giorni successivi levarono l'imbarazzante manifestino, e, chissà, forse anche a seguito di quell'azione, qualche tempo dopo, due piccole draghe iniziavano a ripulire l'area da erbacce a quant'altro, indicando questa come "area di cantiere" e proibendo, giustamente, l'accesso ai non autorizzati.


Bene, dunque, finalmente si vedeva muoversi qualcosa.
Effettivamente era diventata ormai insopportabile la vista di quei tre blocchi tufacei esposti alle intemperie e igienicamente pericolosi per la salubrità dell'area circostante, simbolo peraltro di tristi scelte edili passate.

Ma ieri, portando i miei figli in quel parchetto così tristemente vicino all'area di cantiere, ho notato come la sicurezza non sia assolutamente disciplinata, e che anzi si siano creati ancora più pericoli: i monconi dei paletti della vecchia recinzione arrugginiti sbucano dai blocchi di cemento ad un'altezza-bimbo che non fa assolutamente stare tranquilli, i pezzi di legno grezzi, che probabilmente servivano prima come elemento di limitazione, adesso sono buttati a terra alla mercé di chiunque, col rischio di ferirsi con schegge o parti taglienti, inoltre, l'agibilità ad un'area soggetta a lavorazioni dovrebbe essere totalmente impedita ai non addetti, al fine di evitare rischi gravi per la salute, e questa cosa qui non è rispettata.
In più, dovrebbe essere esposto un cartello sul quale siano riportate le informazioni di chi sta eseguendo le opere, per conto di chi e chi ne è il responsabile: non rilevato.



Le leggi in materia di sicurezza dei cantieri, e dei luoghi di lavoro in generale, si muovono in due direzioni: la prima è evitare che chi opera all'interno dell'area soggetta a lavorazioni possa incidentalmente farsi del male, la seconda è scongiurare la possibilità di fare del male a soggetti terzi, riducendo al minimo le situazioni che possono offendere, anche e soprattutto, coloro che non sono addetti ai lavori, come ad esempio passanti, o bambini che si possono trovare a giocare in un parchetto che in questo caso casualmente ne è adiacente.

Lì il rischio c'è, perché bambini non sempre sorvegliati possono ferirsi gravemente con ciò che ho elencato, e peggio ancora accedere ad edifici pericolanti e igienicamente compromessi.

Decisamente le famiglie che frequentano quel parchetto non possono sentirsi serene, e sfido chiunque a sostenere il contrario.

So che può non essere facile sorvegliare tutto ciò che accade nella propria area comunale, e con questo articolo voglio contribuire alla segnalazione di una problematica riscontrata sul territorio.

Però, nel bilancio delle azioni di questa amministrazione, mi sento di porre una questione, che invece trovo assai rilevante, ovvero mi sembra di notare delle priorità che invece di essere orientate verso la tutela e la salvaguardia dell'ambiente, mi sembra che si concentrino di più su una corsa all'edificazione piuttosto spudorata ed incontrollata, che peraltro sta segnando e danneggiando il nostro territorio in maniera irreversibile, e che non i sembra che trovi riscontro in una domanda così forte di nuove abitazioni civili.

Non può sempre e solo dominare il concetto di fare cassa, perché con un presupposto simile è impensabile credere di rendere vivibile un ambiente  per i suoi residenti.

Sottrarre ancora, e ancora altro terreno alla natura vuol dire compromettere equilibri già di per sé molto precari, incidendo inesorabilmente sulla nostra salute fisica e psicologica.

E questo è un elemento di responsabilità che passa anche da ciò che si decide di immettere nell'atmosfera (vedasi inceneritore), fino alla gestione di quelle situazioni di tutti i giorni che rischiano di creare non pochi problemi all'integrità fisica di chi frequenta il nostro territorio. 

E quindi, adesso, chissà quale sarà il destino di quest'area: un nuovo supermega palazzo di 40 piani? o un piccolo inceneritore da usare in caso di guasto (quindi sarebbe spesso) di quel mostro che capeggia al Gerbido?
Mha... 

Io provo ad essere positivo, e a pensare, e illudermi, che questa amministrazione abbia ritenuto che di cemento ne sia già stato versato fin troppo, e che quindi quello spazio possa essere destinato ad area verde, regalando così un piccolo polmoncino ad una zona che ne avrebbe tanto bisogno.

Magari il tutto pagato con una parte degli oneri di compensazione.