venerdì 13 settembre 2013

Il Comitato di Grugliasco in difesa della Costituzione


Ieri sera a Grugliasco, presso la sede della Sezione ANPI "68 Martiri", si è riunito il Comitato per la difesa della Costituzione, costituitosi il 25 luglio scorso.
Ne fanno parte partiti, liste civiche ed associazioni del territorio, tra cui naturalmente GCS, e si è costituito con l'obiettivo di evitare che passi la riforma costituzionale voluta così ansiosamente dal governo Letta, riforma che, se dovesse essere approvata, permetterebbe di bypassare l'art. 138 della Costituzione, ovvero quello che regola e norma le sue modifiche.

Come descritto già in un nostro precedente articolo, riteniamo questo tentativo di aggiramento del regolamento un atto antidemocratico e liberticida, soprattutto se ragionato secondo i fini per cui è stato pensato il DDL.

La sua recente approvazione al Senato agevola la strada per l'approvazione alla Camera, dopodiché, compiuto anche questo passaggio, la Costituzione sarà modificabile senza più passare dall'art. 138.
L'obiettivo principale è di rendere quello che nel nostro ordinamento corrisponde al potere esecutivo (il Governo) un potere legislativo, ruolo affidato al Parlamento, vera emanazione del mandato elettorale, e trasformando così l'Italia in una repubblica presidenziale. 

Il Comitato di Grugliasco si impegnerà, di concerto con tutti gli altri Comitati che stanno sorgendo in Italia, nell'organizzare iniziative ed attività che coinvolgano i cittadini ed aiutino a comprendere la gravità della situazione.
Non si può permettere che avvenga questa usurpazione legislativa.

Dalle righe di questo spazio sosterremo, per quanto più ci sarà possibile fare, la necessità di difendere l'integrità della Costituzione, il dovere preciso di ognuno di noi di impedire che si faccia scempio dei nostri diritti.
Cambiarla in questo modo non significherebbe solo accettare una dinamica che esuli dai principi fondamentali di un meccanismo democratico più puro possibile, ma vorrebbe anche dire accettare definitivamente che sia il Capitale privato a stabilire le regole sociali degli anni a venire. 
Vorrebbe dire arrendersi definitivamente al progetto degli oligarchi del potere economico, i quali da sempre, non vedono di buon occhio le garanzie che ancora tutelano i cittadini nel settore sociale, lavorativo, dell'istruzione e della salute.
La pressione esercitata da coloro che vorrebbero uno stato meno sociale e più sfruttabile trova terreno fertile in una politica di governo totalmente soggiogata al potere economico internazionale.
Le dichiarazioni che recentemente sono state rilasciate da questi soggetti trovano riscontro nella celerità dei processi di trasformazione costituzionale che stanno avvenendo senza tenere conto dell'imprescindibile rispetto delle regole. 

Negli anni recenti hanno attaccato lo Statuto dei Lavoratori, privandolo dell'art. 18 e delle garanzie ai sindacati, hanno derogato la tutela della salute pubblica alle cliniche private, hanno permesso che i Comuni rimanessero vittime della morsa del patto di Stabilità, legandolo al pareggio di bilancio presente in Costituzione (riforma voluta dal governo dei banchieri).
Hanno votato guerre, permesso la speculazione del Capitale verso i lavoratori, concesso la salute dell'ambiente e dei territori all'interesse privato e permesso che delinquenti, ladri e mafiosi sedessero negli scranni più alti del nostro stato.
Leggi inqualificabili svuotano e indeboliscono già i principi scritti nella nostra Carta, e tutto ciò che ancora ci permette di appellarci ad un'integrità morale e civile, tutto ciò che ancora conserva la possibilità di difenderci dai continui attacchi perpetrati da chi le persone le vorrebbe usare, sfruttare e poi buttare come oggetti, risiede in quegli articoli principali che stabiliscono la forma di governo del nostro Stato.
Nella nostra Costituzione non risiede solo la bontà delle nostre leggi, ma trova manifestazione la statura morale e civile delle persone che vivono in Italia, per l'Italia.
Nella nostra Costituzione risiede il valore morale ed etico che riguarda tutti noi, che fa parte della nostra natura evolutiva e che punta al miglioramento degli individui nel solco dei principi che l'hanno scaturita.

GCS c'è in questa campagna e farà la sua parte nel Comitato di Grugliasco, e cercherà di coinvolgere tutte quelle realtà che sentiranno l'esigenza di gridare forte la necessità che la nostra Costituzione non vada modificata, ma APPLICATA. 
Invitiamo tutti i cittadini a sensibilizzarsi nei confronti di questa vera e propria Emergenza e ad accorrere in sostegno di questa campagna anche andando a firmare l'appello del Fatto Quotidiano, del quale potete trovare il link anche sulla nostra pagina principale del blog.

Vogliamo vedere i nostri diritti rispettati, e non permetteremo a nessuno di impedircelo.

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