martedì 29 ottobre 2013

Una serata di ragioni più che sostenibili

Cosa accomuna il dissenso dei popoli del NOTAV, del NOMUOS e del NODALMOLIN
Ne abbiamo parlato venerdì sera, davanti ad una nutrita presenza di associati e nuovi ospiti, per capire quali ragioni animano le loro lotte, e come si collocano nel panorama della sostenibilità. 

Luca GIUNTI, che ha gentilmente raccolto il nostro invito a venire a sostenere la parte dei NOTAV, ha presentato un lavoro dedicato al tema, portando, a sostegno delle tesi del Movimento, dati raccolti in vent'anni di presenza sul posto, comprensivi di grafici, flussi di traffico, analisi dei costi, il tutto a confutare le traballanti, se non del tutto inconsistenti, posizioni dei tifosi dell'opera.
Così come è stata anche molto completa l'esposizione dell'esponente del Comitato NOMUOS di Torino, Giada DI GIOVANNI, che ha saputo riepilogare che cosa il governo americano vuole costruire nella base di Niscemi: tre parabole di 18 metri di diametro finalizzate al potenziamento delle telecomunicazioni militari e per la guida a distanza dei droni da impiegare in guerra. Niente di sano.
Così come non c'è niente di sano nemmeno nella questione della base aerea militare del DALMOLIN, a partire dalla garanzia della sovranità popolare: nel 2008 un NO forte ed importante usciva dalle urne del referendum che chiedeva alla gente del posto se era d'accordo con l'allargamento della base americana già presente. Il suo esito non è stato assolutamente rispettato, e ancora oggi ci si oppone, come si può, a quell'ingiustizia.
Analisi dettagliate e preparate ci hanno mostrato queste opere per ciò che in realtà sono: un sopruso del diritto dell'essere vivente a vivere serenamente nel suo habitat. Nient'altro. 
Sarebbe riduttivo riportare, in questo spazio, quanto è stato detto durante la serata, a noi serve arrivare a conclusioni che determinino l'aspetto della liceità di questi progetti. Per un'associazione che ha come elemento caratteristico la sostenibilità, la conoscenza di elementi determinanti per sostenere la totale dissonanza dai naturali bisogni dell'uomo è motivo di ferma opposizione alle loro realizzazioni.
Di certo c'è che non sono oggetti in linea con gli sviluppi evolutivi dell'essere umano e dell'ambiente che lo circonda, perchè se un'opera, realizzata col consenso di quello stesso Stato che dovrebbe essere garante e tutore dei beni pubblici intesi nel senso assoluto del termine, diventa la causa della diminuzione di risorse idriche, o del proliferare di tumori e leucemie o di nuovi e più facili bombardamenti futuri, ecc ecc, se un'opera ricade in almeno uno di questi motivi, che pure rappresentano una minima parte degli effetti che ne deriverebbero dalla loro realizzazione, allora è un'opera che non deve essere fatta.
E quindi la domanda, parafrasando un vecchio scritto di Benedetto Croce, nasce spontanea: perchè non possiamo non definirci NOTAV? o NOMUOS? o NODALMOLIN?
Perchè non possiamo sentirci esentati dal prendere una posizione contraria a queste volontà di distruzione? Perchè dobbiamo invece credere fermamente che il nostro futuro non debba dipendere dal foro di una montagna, o da tre parabole giganti o da un'area più grande per i bombardieri statunitensi.
Abbiamo di che scegliere, abbiamo in mano tante alternative, sarà bello trovarci per farne nascere ancora di più valide e migliori. 
Non accetteremo mai che ci privino della possibilità di credere in qualcosa di diverso dai loro disegni grigio-cemento.
I nostri sono colorati, hanno alte montagne e distese di sughereti e soprattutto hanno il sapore della LIBERTA'.

giovedì 24 ottobre 2013

Il presidio di Libera a Grugliasco

Maria Josè Fava e Pietra Selva
al Teatro Perempruner
Ieri sera al teatro Perempruner di Grugliasco c’è stato il primo incontro organizzato da Libera, l’associazione che fa capo a don Luigi Ciotti, con la finalità di creare un presidio specifico per il nostro territorio.
Tanti i soggetti coinvolti e che si sono dimostrati interessati: associazioni, compagnie teatrali e poi giovani, tanti giovani che si sono presentati incuriositi dalla possibilità di impegnarsi concretamente per una realtà da sempre attiva sul terreno dell’antimafia.
A presentare l’iniziativa c’erano Maria Josè Fava, coordinatrice di Libera Piemonte, e Pietra Selva, direttrice artistica del Teatro, la quale ha voluto rimarcare la forte contiguità che esiste tra la sua compagnia e Libera: due forze che da sempre trovano modo di fare antimafia in maniera efficace e propositiva.
«L’idea del presidio» ha descritto Pietra «nasce dall’idea di evolvere le campagne già attive, contro le organizzazioni mafiose e ciò che rappresentano, in un legame forte con i concetti di cittadinanza e di legalità», e poi continua «il presidio nasce per provare a cambiare qualcosa che non funziona, e il suo risultato sarà il derivato del lavoro di color che vi parteciperanno».
A turno ognuno dei presenti ha potuto presentarsi e raccontare perché era lì e che cosa lo spingeva a voler collaborare.
La Sezione A.N.P.I. “68 Martiri” di Grugliasco, rappresentata da Fulvio Grandinetti, ha tenuto ha manifestare la ferma intenzione a cooperare attivamente. Fulvio ha voluto porre l’accento sulla questione della definizione dei termini di mafia e di legalità, poiché, come sottolineato nell’intervento, «nella piena legalità, ad esempio, stanno modificando la nostra Costituzione, che l’A.N.P.I. sta peraltro difendendo strenuamente, e la stanno trasformando in qualcosa di totalmente diverso da quello che era stato il progetto dei nostri Costituenti: uno dei primi lavori da fare è sul piano dialettico che determina poi le scelte di campo».
Oltre alla loro partecipazione, hanno voluto contribuire all' incontro anche soggetti come le compagnie teatrali Viartisti, Camaleonte e Orme, il gruppo di Progetto Giovani, l’associazione La Casa Sicilia nella figura di Gianni Pesce, l'associazione Pensiero Libero, il Comitato RifiutiZero - NoINC di Grugliasco e due insegnanti delle scuole “66 Martiri” e "Gramsci" di Grugliasco: tutti hanno manifestato chiare intenzioni di adesione e di collaborazione con l’associazione di don Ciotti.
Naturalmente non potevamo mancare noi di GCS che riteniamo la guerra alle mafie una priorità, prima di tutto culturale, e in secondo luogo fondamentale anche per la salvaguardia del nostro territorio, per la sua salubrità ambientale e  per tutti quei fattori della collettività che si trovano compromessi nella loro serenità, quando, a governare uno spazio sociale, è un’organizzazione mafiosa. Abbiamo voluto sottolineare la nostra totale disponibilità e volontà a contribuire fattivamente, offrendo anche lo spazio della Biblioteca, ove fosse necessario per incontri futuri.
Maria Josè ha descritto la presenza di Libera che solo sul Piemonte conta ben 40 presidi, i quali sicuramente necessitano di coordinamento, ma che, fondamentalmente, devono saper camminare con le proprie gambe, e ha voluto precisare alcune cose.
La prima, importante, è quella che «bisogna capire che cos’è Libera e come lavorano i presidi, quali direzioni tiene e di quali strumenti si dota per trasmettere i suoi messaggi» e ha voluto specificare che la ricerca della legalità deve essere un «ponte per costruire giustizia, e non una scusa per l’applicazione di una repressione».
Ci saranno degli incontri che permetteranno di formarsi e di comprendere bene la materia, dopodiché verranno decise le attività migliori per coinvolgere e sensibilizzare più persone possibili.
Meglio ancora riuscirà il tutto se queste attività verranno fatte all’insegna dell’allegria perché, come dice sempre una grande della lotta alla mafia, Letizia Battaglia, bisogna «godersi la vita ed essere limpidi e puri» perché «essere contro la mafia è allegria».
Il prossimo appuntamento, data l’indisponibilità del Teatro per una rappresentazione, si svolgerà proprio presso la nostra Biblioteca Popolare, mercoledì 27 novembre alle 21.00: in quell’occasione si capirà chi avrà il desiderio di continuare questo progetto e si proveranno ad abbozzare le prime idee per comprendere che cosa si potrà fare fin da subito. La campagna per la legalità passa da Grugliasco: GCS è già pronta.

giovedì 10 ottobre 2013

La Costituzione è la nostra VIA MAESTRA

Che cos'è la Costituzione della Repubblica parlamentare italiana?
E' un insieme di principi immodificabili, e di prassi generali, su cui si fonda il nostro Stato e il nostro vivere quotidiano, che passa dalla divisione netta dei tre poteri fondamentali (legislativo, esecutivo, giudiziario) alla libertà di espressione e di circolazione.
E', in sintesi, il patto (si potrebbe dire "il contratto") sociale condiviso che ci rende ognuno cittadino dell'altro, con gli stessi doveri e diritti, fondati entrambi su un principio di eguaglianza, libertà e rispetto. La nostra Costituzione è discendente diretta non solo della Resistenza antifascista, ma è anche nipote dell’esperienza della  Repubblica Romana del 1849.
Racchiude in sé la parte migliore dei 150 anni di storia italiana: il primo Risorgimento, con le tre guerre d'indipendenza, e il secondo Risorgimento, già citato, con la guerra di liberazione.
E' dunque frutto di grandi moti popolari, di molti sacrifici, sangue, profondi processi emancipatori, avanzamento culturale e conquiste sociali.

Data la sua forza egualitaria e il suo essere baluardo dei diritti della persona e delle collettività, la Costituzione italiana è stata da sempre bersaglio di chi aveva interesse nel rendere più debole e meno consapevole l'individuo e le masse, nonché minare e decostruire le nostre radici civili.
Ultimo, in ordine cronologico, quello a cui stiamo assistendo oggi, un attacco di una pericolosità mai vista, poiché portata avanti da una maggioranza schiacciante in Parlamento (ma de facto minoranza nel Paese) che trascina con sé un progetto di revisione di ben 69 articoli sul totale dei 139, praticamente metà.
Il progetto di riscrittura profonda della Costituzione (in sostanza un'abrogazione) mira a modificare, innanzi tutto, il bilanciamento e la divisione tra i tre poteri fondamentali dello Stato, spostando la bilancia del potere in favore di poche persone (il Governo) a scapito dell'Assemblea elettiva popolare (il Parlamento).
Qualunque cittadino, che si riconosca come tale, dovrebbe insorgere al solo sentire che uno Stato di 60 milioni di persone è più efficiente se a decidere delle sue sorti sono una decina di persone invece che 900. Solo un cieco d'intelletto non vedrebbe all'orizzonte più prossimo la certezza della rapida perdita delle garanzie minime, come la libertà personale, di pensiero, d'espressione, d'aggregazione, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

Ecco qual è la portata del pericolo che oggi stiamo vivendo. Ed ecco perché, con grande forza, tanti cittadini da tutta l'Italia stanno gridando che la nostra Costituzione è LA VIA MAESTRA, fra questi i noti Don Ciotti, Rodotà, Landini.

Gridiamo forte il fatto che noi ci riconosciamo appieno in essa e che questa debba essere applicata, resa viva nella sua attuazione, affinché, finalmente, la nostra Patria possa tornare ad essere quel fulgido esempio, aperto al futuro, che avevano sognato i nostri Costituenti.
La Costituzione non ci è stata regalata e, una volta portata via, ci toccherà affrontare gli stessi sacrifici che hanno dovuto portare sulle spalle le generazioni passate.
Per questo, sabato 12 ottobre, a Roma, ci sarà una grande manifestazione, alla quale GCS prenderà parte, per dire che questa Costituzione, figlia della nostra storia migliore, non può essere modificata da un Parlamento di nominati, che è privo di ogni credibilità e di sovranità, sia nella forma che nella sostanza.
La nostra Costituzione va solamente applicata, seguendo quei principi teorici ma illuminati che, al momento della redazione, si tradussero in lettere.
Sabato ne difenderemo l’integrità e l’essenza, come deve essere fatto e come, i nostri partigiani e i nostri Costituenti,  avrebbero voluto che facessimo, tutti quanti insieme.


Fabrizio Grandinetti

mercoledì 2 ottobre 2013

Comunicato situazione lavoratori ABIT

L'Associazione Grugliasco Comunità Sostenibile esprime tutta la sua solidarietà ai 97 lavoratori dell'azienda ABIT di corso Allamano, per il difficile momento che stanno attraversando.

Vittime dell'ennesimo inganno speculativo: rispettosi dell'impegno preso con la proprietà, in questi mesi, si erano anche astenuti dal manifestare con gli scioperi la loro drammatica situazione.

Lo sforzo degli amministratori del territorio comunale e provinciale non è bastato per evitare lo smantellamento del sito di Grugliasco per il quale, già da luglio, la Cooperativa "Tre Valli" aveva annunciato la mobilità per tutti i dipendenti al fine di spostare la produzione.

Questo volantino, siglato dai sindacati in lotta, è stato affisso in numerose copie sugli edifici circostanti il Comune:



Noi di GCS, pur nella nostra piccola realtà, siamo a fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro famiglie, e, per quanto ci sarà possibile, ci mettiamo a disposizione per iniziative di incontro e di confronto sul tema.

Gli addetti ABIT non molleranno, e noi con loro!


martedì 1 ottobre 2013

GCS incontra le UOMAN

Nuovamente tutto esaurito, adesso rischiamo di abituarci troppo bene.
Il primo ringraziamento va a tutte quelle persone che hanno preso parte alla serata e siamo riconoscenti a coloro che han voluto restare nonostante fossero impossibilitati ad accedere in sala.

UOMAN, di (e con) Alice Rondana, Selene Baiano, Giulia Santabarbara, Francesca Pisano e Pamela Tomaino e Anita Romanello, ci ha fatto veramente emozionare e divertire, sabato sera. 
Un susseguirsi di battute a effetto su semplici stereotipi, alternate ad alti momenti di riflessione, hanno creato la giusta miscela tale da non lasciare nulla al caso, e innescando quel processo che induce chi assiste a ragionare su una visione alternativa del vivere quotidiano.
Una piccola rivoluzione culturale, così come anche loro dichiarano di voler fare, che GCS è onorata di poter sostenere e affiancarcisi.
Lo spettacolo nasce dalla volontà di fare il punto sulla situazione della tanto sospirata emancipazione femminile, e, osservando sulle differenze tra i generi, crogiolandosi un po’ sui difetti femminili e scherzando sulle mancanze maschili, costruisce piano piano una brillante analisi del contesto sociale, spingendo verso una liberazione la donna ancora bloccata da vincoli che le impediscono una totale emancipazione femminile e provando, magari, a farne iniziare una per il mondo maschile.
Uno sforzo mica da niente.

Al termine dello spettacolo c'è stato modo di conoscere le interpreti e di creare un dibattito tra loro e il pubblico su temi come il sessismo, il femminismo, i messaggi pubblicitari, la comunicazione e la tradizione culturale ereditata, senza tralasciare ovviamente la relazione uomo-donna.
Argomenti che sicuramente approfondiremo in GCS, magari con dei cicli tematici dedicati.

Alla fine, foto di rito tutti insieme e tanta voglia di festeggiare per la buona riuscita della serata.

Ringraziamo quindi le “UOMAN” e le invitiamo sin d'ora a replicare la loro piece. E chissà che, per la prossima volta, non riusciremo a organizzarla in uno spazio più confacente al loro pubblico, che auguriamo loro diventare sempre più numeroso ed emancipato.


Per chi avesse piacere di ricevere maggiori informazioni: pagina Facebook di UOMAN.