giovedì 10 ottobre 2013

La Costituzione è la nostra VIA MAESTRA

Che cos'è la Costituzione della Repubblica parlamentare italiana?
E' un insieme di principi immodificabili, e di prassi generali, su cui si fonda il nostro Stato e il nostro vivere quotidiano, che passa dalla divisione netta dei tre poteri fondamentali (legislativo, esecutivo, giudiziario) alla libertà di espressione e di circolazione.
E', in sintesi, il patto (si potrebbe dire "il contratto") sociale condiviso che ci rende ognuno cittadino dell'altro, con gli stessi doveri e diritti, fondati entrambi su un principio di eguaglianza, libertà e rispetto. La nostra Costituzione è discendente diretta non solo della Resistenza antifascista, ma è anche nipote dell’esperienza della  Repubblica Romana del 1849.
Racchiude in sé la parte migliore dei 150 anni di storia italiana: il primo Risorgimento, con le tre guerre d'indipendenza, e il secondo Risorgimento, già citato, con la guerra di liberazione.
E' dunque frutto di grandi moti popolari, di molti sacrifici, sangue, profondi processi emancipatori, avanzamento culturale e conquiste sociali.

Data la sua forza egualitaria e il suo essere baluardo dei diritti della persona e delle collettività, la Costituzione italiana è stata da sempre bersaglio di chi aveva interesse nel rendere più debole e meno consapevole l'individuo e le masse, nonché minare e decostruire le nostre radici civili.
Ultimo, in ordine cronologico, quello a cui stiamo assistendo oggi, un attacco di una pericolosità mai vista, poiché portata avanti da una maggioranza schiacciante in Parlamento (ma de facto minoranza nel Paese) che trascina con sé un progetto di revisione di ben 69 articoli sul totale dei 139, praticamente metà.
Il progetto di riscrittura profonda della Costituzione (in sostanza un'abrogazione) mira a modificare, innanzi tutto, il bilanciamento e la divisione tra i tre poteri fondamentali dello Stato, spostando la bilancia del potere in favore di poche persone (il Governo) a scapito dell'Assemblea elettiva popolare (il Parlamento).
Qualunque cittadino, che si riconosca come tale, dovrebbe insorgere al solo sentire che uno Stato di 60 milioni di persone è più efficiente se a decidere delle sue sorti sono una decina di persone invece che 900. Solo un cieco d'intelletto non vedrebbe all'orizzonte più prossimo la certezza della rapida perdita delle garanzie minime, come la libertà personale, di pensiero, d'espressione, d'aggregazione, con tutto ciò che ne potrebbe conseguire.

Ecco qual è la portata del pericolo che oggi stiamo vivendo. Ed ecco perché, con grande forza, tanti cittadini da tutta l'Italia stanno gridando che la nostra Costituzione è LA VIA MAESTRA, fra questi i noti Don Ciotti, Rodotà, Landini.

Gridiamo forte il fatto che noi ci riconosciamo appieno in essa e che questa debba essere applicata, resa viva nella sua attuazione, affinché, finalmente, la nostra Patria possa tornare ad essere quel fulgido esempio, aperto al futuro, che avevano sognato i nostri Costituenti.
La Costituzione non ci è stata regalata e, una volta portata via, ci toccherà affrontare gli stessi sacrifici che hanno dovuto portare sulle spalle le generazioni passate.
Per questo, sabato 12 ottobre, a Roma, ci sarà una grande manifestazione, alla quale GCS prenderà parte, per dire che questa Costituzione, figlia della nostra storia migliore, non può essere modificata da un Parlamento di nominati, che è privo di ogni credibilità e di sovranità, sia nella forma che nella sostanza.
La nostra Costituzione va solamente applicata, seguendo quei principi teorici ma illuminati che, al momento della redazione, si tradussero in lettere.
Sabato ne difenderemo l’integrità e l’essenza, come deve essere fatto e come, i nostri partigiani e i nostri Costituenti,  avrebbero voluto che facessimo, tutti quanti insieme.


Fabrizio Grandinetti

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