giovedì 7 novembre 2013

Rappresentanti di sé stessi

Nei primi di dicembre avverrà la quarta lettura del discusso DDL 813, 1359 per la Camera, che, se verrà votato, permetterà la deroga dell'art. 138 della Costituzione, autorizzando l'insediamento di una commissione di 42 parlamentari per legiferare, in materia costituzionale, sui Titoli I-II-III e V della seconda parte del nostro testo costituzionale.
Come abbiamo più volte scritto su questo blog, riteniamo questa azione una palese violazione del procedimento costituzionale, un insulto violento ai Costituenti e uno sfregio alla storia e alle vicende che portarono alla nascita di quella Costituente.
Una serie di giuristi ritiene che questo sia un provvedimento totalmente inadeguato e ingiustificato: basterebbe applicarla, la Costituzione, dicono loro.
Ma la politica di palazzo sembra pensarla diversamente.
Perché? Mha, di risposte se ne possono formulare di diverse, e alcune portano a formulare tesi abbastanza consistenti.
Forse bisognerebbe mettere in ordine i fatti e gli eventi che si sono succeduti da una ventina di mesi a questa parte, ovvero da quando il disastroso governo dei banchieri introdusse il fantomatico pareggio di bilancio in Costituzione andando a modificare l'art. 81. 
Era così necessaria, questa modifica? Lo dettavano impellenti misure di natura sociale? 
Non credo proprio visto che, ad esempio, secondo il Fondo Monetario Internazionale, l'Italia non raggiungerà il pareggio di bilancio almeno fino al 2017, e l'indebitamento era l'unico strumento rimasto per continuare a garantire certi servizi.
Direi una misura più aziendale che sociale. 
Come aziendale fu l'ispirazione che portò a modificare l'art.18 dallo Statuto dei Lavoratori, frutto di tenaci lotte ed enormi sacrifici, che ha privato il lavoratore di una tutela fondamentale per il mantenimento del posto di lavoro.
Fine legislatura, cambio di governo, arrivano le larghe intese di due partiti che si erano fatti battaglia in campagna elettorale, risultato: una bell'intruglio di PD-PDL-Scelta Civica (Monti).
Incapacità ed incertezza si alternano nello modus vivendi di questa amministrazione, ma su una cosa vi è un'intesa perfetta, sul colpo decisivo da sferrare, sull'ultimo schiaffo da dare alla storia dei nostri partigiani e dei nostri diritti: la modifica della seconda parte della Costituzione, quella che stabilisce l'ordinamento della Repubblica.
Una caduta parabolica dei nostri diritti.
La spiegazione ufficiale? Bisogna dare stabilità e operatività ai governi. 
Nei fatti? Sottrarre ai cittadini rappresentatività e garantismo.
Intorno dichiarazioni come quella della JP Morgan che pochi mesi fa consigliava agli stati dell' Eurozona di liberarsi al più presto delle costituzioni antifasciste.
Prospettiva: un Presidente su tutti, una Camera che scrive, esamina e si approva le leggi, e noi con ancora meno diritto pronti a scannarci nell'illusione di una fittizia felicità promessa.
E i partiti che si stanno lanciando in questa triste quanto criminale impresa quali sono? Possono ritenersi immagine specchiata del garantismo? Anche qui, mha...
Uno sopravvive grazie agli emolumenti elargiti, da un vecchio e pregiudicato satrapo, a una corte di corrotti e invertebrati che muove la testa solo in base alle indicazioni ricevute.
L'altro si garantisce la partecipazione ai suoi congressi locali, utili alla farsa del nazionale, grazie a tesseramenti che si moltiplicano come i pani e i pesci dei racconti biblici.
Attività politica di Scelta Civica: non pervenuta.
Ecco, questi qua si sbracciano per far approvare riduzione dei parlamentari, concentrazione dei poteri, plurigaranzie per i sistemi maggioritari.
A questo punto, voi vi fidereste a mangiare del cibo uscito da una cucina con evidenti criticità igieniche e gestita da cuochi con dubbie capacità culinarie? 
Siamo più intelligenti di come ci vogliono far credere. Attiviamoci!

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