giovedì 30 gennaio 2014

Delle scelte sociali e del CLC dei Dottori

Per un resoconto dettagliato sul CLC di ieri, invito volentieri ad andarsi a leggere il post di Carlo Proietti, un professionista che conosce e sa analizzare le questioni che vengono affrontate in queste riunioni di matrice squisitamente tecnica (ieri si presentavano i valori del campione di persone scelto per il monitoraggio sanitario) in un modo che un cittadino qualunque ha sicuramente più difficoltà a fare. 

Io mi limiterò a fare un'analisi diversa, da cittadino.
Io non sono un tecnico, e non lo voglio essere, non la sopporto la società del deviconosceretutto, semplicemente perché non si può, de-professionalizza, e permette a qualcuno di assumere l'arrogante posizione di credere di sapere di qualunque cosa si stia parlando, incrementando presunzione e quindi profondendo errori a dismisura.
Io non sono un tecnico, non mi intendo di presenza di metalli pesanti in microgrammi o nanogrammi per metrocubo d'aria, io non so comprendere quali e se ci siano delle pericolosità di cui tener conto a seconda che un corpo umano sia più o meno esposto a questo genere di cose e a seconda delle patologie che si possono manifestare.
Io so, però, e non ci va una grande scienza, basta un pò di logica, comprendere quando la politica degli affari si nasconde dietro i paraventi dei dati tecnici per proseguire nel suo devastante operato a discapito dei cittadini e della società presente e futura.
Lo vediamo con la TAV, dove da anni si portano, a supporto di un'opera che non vuole e non serve a nessuno, se non alle lobby affaristiche, dati che non offrono nessun riscontro se non nelle chiuse stanze del potere, dove tutto deve andare come vuole il capitale finanziario.
Lo si capisce con il MUOS dove, il Paese che lasciammo che ci colonizzasse fin dal lontano '43, ha deciso che gli servivamo come strumento di guerra da utilizzare contro i nemici che si farà per la sua smania di controllo delle risorse che stanno esaurendo, principalmente peraltro, per causa sua, e in questo caso non si è nemmeno scomodato a presentare dei dati.
E l'inceneritore (termine ormai plurisdoganato da Arpa a ISS passando per LaSTAMPA) si incastra ad hoc in questo drammatico quadro.
Dice bene Proietti quando sostiene che tutto questo "è solo la faccia rozza di un approccio che usa gli strumenti scientifici come una clava", ed è proprio per questo che non accetto che improvvisamente amministratori delle nostre zone, fino a ieri scudieri fedeli di TRM, oggi, con la puzza di elezioni che li sovrasta (e questa la percepirebbero anche gli strumenti della Pannocchia), come folgorati sulla via per Capannori, si spertichino in questioni o domande specifiche e politicamente urticanti che fino all'altro ieri non si sarebbero neanche concessi il lusso di pensare.
Ed è per questo che non accetto che un "Dottore" mi dica che i cittadini campionati dall'Asl TO3 abbiano una percezione "alterata" solo per aver manifestato una chiara consapevolezza di essere soggetti a rischio di malattie.
O che una "Dottoressa" sostenga che "se lo studio di sorveglianza sanitaria dovesse dimostrare un aumento dell'assorbimento degli inquinanti e l'inceneritore nel contempo avesse rispettato i limiti di emissioni, l'aumento di assorbimento non potrebbe essere ricondotto all'inceneritore" - inconcepibile!
E lo è per il fatto che noi sappiamo già che se non ci fosse l'inceneritore, e ci si affidasse finalmente ad una politica reale del RifiutoZero, non ci sarebbe bisogno di un CLC che controlla quanti inquinanti vengano immessi nell'aria a metrocubo con l'attenzione a dove cada la virgola del valore tal-dei-tali per riuscire a farla franca di fronte alla legge dei numeri.
Noi sappiamo già che non abbiamo bisogno di treni sparati a 300 km/h in tunnel scavati nell'amianto e realizzati grazie ai manganelli della democrazia, come sappiamo che delle parabole di 18 metri non sono portatrici di pace nel mondo.
E quando i "responsabili" ti dicono che per loro non basterà un solo indicatore fuori norma per considerare l'attivazione di un allarme sanitario nei confronti della popolazione, che non si riterranno causa scatenate di alcuna patologia che dovesse essere imputabile all'attività dell'impianto, quando danno queste conclusioni, ci chiediamo se il loro senso civico, la loro coscienza civile e la loro umanità non siano stati immolate sull'altare della causa economica finanziaria.
E qui sta la differenza: le nostre idee non avranno mai un prezzo, e la salute noi la difenderemo in tutti i modi.

mercoledì 29 gennaio 2014

Dubbi privati, e pubbliche anomalie

Allora, l'inceneritore "svampa" che è una bellezza, ma TRM ci aveva annunciato, qualche giorno fa che nella prima metà di febbraio "verrà effettuato un periodo di fermo programmato delle tre Linee del termovalorizzatore finalizzato a realizzare gli interventi tecnici".
A che cosa serviranno questi interventi? I solerti tecnici del mostro ce lo spiegano così "si sono resi necessari a seguito dei test effettuati nella prima fase dell’esercizio provvisorio dell’impianto" - Quindi?
E' stato riscontrato un malfunzionamento? La progettazione dell'impianto non era adeguata, e gli sforamenti emissivi sono stati causa di questi errori progettuali, o comunque realizzativi? Quanto veleno è dovuto uscire, oltre a quello consentito dai finti-limiti, per convincere TRM ad intervenire sull'impianto?
Non si sa, o meglio, non ce lo dicono.
In compenso ci rassicurano sul fatto di non essere loro causa dei forti odori dei quali molti cittadini si sono lamentati, e chi ce lo conferma? Antonella Pannocchia, dirigente Arpa, che con certezza tende sempre ad escludere che gli odori che si sentono dipendano dall'inceneritore. Il problema è che, una volta data la sponda a TRM per scagionarsi ulteriormente da un'eventuale responsabilità, non sappia però da dove questi odori arrivino: che ci vogliamo fare, lei è solo brava ad escludere, non chiedetele altro.
Intanto oggi ci sarà il CLC, spostato a Torino per agevolare la partecipazione da parte del Dott. Alimonti dell'ISS, l'Istituto Superiore della Sanità.
In una ricerca da lui condotta, intitolata "Morbo di Parkinson: biomonitoraggio degli elementi chimici e del danno ossidativo", nelle conclusioni viene evidenziato come ci sia "una crescente evidenza che l’alterata omeostasi di alcuni metalli giochi un ruolo cruciale nella patogenesi di molti disordini neurodegenerativi."
Tradotto: essere esposti a concentrazioni rilevanti di metalli ed elementi chimici di un certo tipo può generare forti criticità nel sistema immunitario. 
Chissà se oggi, il Dott. Alimonti, per il quale è stato spostato un CLC apposta per lui, la ricorderà questa cosa, ad alcuni particolari personaggi che animano il Circomitato.

venerdì 24 gennaio 2014

La semantica dell'Inceneritore

Gran bella cosa la semantica, compresa quella frasale, è uno studio così affascinante, certo perde un pò di fascino quando invece viene usata per raggirare i termini, e magari un pò confondere, comunque offuscare.
Sul numero di dicembre di Grugliasco15, a pag. 15, appare un articoletto, veloce veloce, che racconta, ai fiduciosi grugliaschesi, come si è comportato l'inceneritore a ottobre.
O meglio, la Linea 1.

"La compatibilità ambientale dell'impianto del Termovalorizzatore" - è scritto- "è dimostrata dai dati delle analisi sulle emissioni di diossine, furani, Ipa (Idrocarburi Policiclici Aromatici) e metalli condotte nel mese di ottobre sulla Linea 1. I valori, infatti, sono tutti ampiamente sotto i limiti previsti dalla legge".

Mi sembra di leggere una certa parzialità in queste informazioni, e per questo mi sorgono alcuni dubbi:
1) perché parlano di rilevamento dei dati della Linea 1, quando erano in funzione anche la Linea 2 e la 3? 
2) Perché queste non vengono considerate nel report?
3) Quando si parla di "valori sotto i limiti di legge" ci si riferisce a tutti gli agenti inquinanti che escono dal camino, o solo a quelli che loro opportunamente riportano nell'articolo?
La partita si gioca sull'analisi semantica del testo, ma per incoraggiare la riflessione proviamo a guardare alcune tabelle relative al mese di ottobre, il mese nel quale, è scritto, è stata analizzata solo la Linea 1.

Ad esempio, il grafico sotto riportato, riguarda le emissioni di CO nella prima settimana: praticamente la Linea 1 non lavora, al contrario della Linea 2 che invece addirittura sfora i limiti consentiti.
Questo invece mostra come nella terza settimana i valori di CO siano al limite, ma sempre della Linea 3. E si nota come anche la Linea 2 stia funzionando.
Nella quarta e nella quinta settimana, poi, praticamente la Linea 1 non funziona neanche, ma, a detta loro, visto che parlano di ottobre, continua ad essere monitorata.


Domanda riassuntiva di tutto: PERCHE'? 
Più dettagliata: come vengono analizzati i fumi dell'inceneritore, e quali criteri vengono seguiti?
Questo vuol dire che i controlli non vengono fatti su tutte le linee, o che si preferisce non divulgarne i dati riassuntivi?
E poi, perché si pretende di dare una valutazione mensile dell'operato della Linea 1 se questa, ed è palese, ad un certo punto smette di funzionare?
Le risposte credo ci siano già, ma forse, a questo punto, è meglio aspettare il prossimo Comitato Locale di Controllo.

giovedì 23 gennaio 2014

L'Italicum alla prova della democrazia

L'Italicum? L'ennesima privazione della sovranità popolare.
I comitati d'affari PD e FI vogliono un sistema elettore che, come il precedente e anche di più, limiti la rappresentanza dei cittadini attraverso due elementi chiave:
  • ideologicamente: con la propaganda della "stabilità", della "governabilità" e del "decisionismo";
  • strumentalmente: con premi di maggioranza, doppio turno, soglie di sbarramento, collegi uninominali.

Promuovono, ovvero, un sistema per il quale dal voto nell'urna alla sua proiezione nei seggi del parlamento, si mette un bell'imbuto, atto a far avere rappresentanza solo a quei 2-3, forse 4, comitati d'affari, tagliando fuori tutta una moltitudine di minoranze, anche consistenti, potenzialmente in grado di costruire, in prospettiva, una maggioranza alternativa.
Insomma, PD e FI (ma non solo) vogliono un sistema nel quale non debbano dare conto ad alcuna opposizione parlamentare e fare i loro interessi, delineando un ceto politico ancora più blindato e sempre meno rappresentante i cittadini.
 
Quindi, quando si sente parlare di "stabilità" e di "governabilità", si sappia che stanno propagandando un'ideologia che è in antitesi con la democrazia.
E quando si sente parlare di maggioritario, bipolarismo, doppio turno, premio di maggioranza, collegi uninominali, assenza di preferenze, soglie di sbarramento, premi di coalizione, sappi che stanno ponendo limiti alla democrazia, poiché tutti questi sono strumenti del ceto dominante per limitare la rappresentanza del ceto subalterno.

L'alternativa? La democrazia.
Ovvero il proporzionale: una testa un voto, così nelle urne, così nella proiezione dei seggi in parlamento.

La democrazia si regge sui rapporti di forza tra diversi interessi, espressi da diversi partiti.
L'unica legge elettorale in grado di far valere questi rapporti di forza, che sono l'unica leva di chi non ha in mano gli strumenti di potere e dell'economia, è quella PROPORZIONALE, per loro la più pericolosa.

La legge elettorale è chiamata a garantire tutti e favorire nessuno, mentre invece la discussione è imperniata, in maniera esplicita, su quale legge può garantire questa o quella maggioranza, questo o quel sistema di potere. Già solo questo elemento inficia tutta l'autorevolezza del gran ciarlare che fanno per giornali e televisioni.
L'unica cosa che deve garantire la legge elettorale è la rappresentanza, libera ed eguale, senza artifizi di sorta.
D'altra parte in merito a ciò è molto chiara anche la nostra Costituzione, che all'articolo 48 ci ricorda che:
 
"Il voto è personale ed eguale, libero e segreto."
 
Come a dire che qualunque legge elettorale che renda il voto non eguale, in entrata o in uscita, viola la Costituzione.
E noi siamo per la Costituzione.
 

                                         

mercoledì 22 gennaio 2014

/\/\ la Squola! \/\/ la Cas..sa!

La fame di case, per questa amministrazione, è insaziabile e sta già mietendo un'altra "vittima".
La scuola materna Don Milani
Infatti la scuola materna "Don Milani" di via Gen. Cantore, circa 100 bambini, è in procinto di essere demolita.
Se da altre parti i Comuni virtuosi decidono di investire sulla qualità della vita, edificando nuove strutture per la società, qui a Grugliasco si preferisce erigere case su case in nome di una non ben specificata domanda di nuove residenze.
Nell'articolo de La Stampa, il sindaco Montà, parlando della Don Milani, dichiara che, dopo l'avvenuta bonifica dall'amianto, questa "verrà abbattuta e si realizzeranno case o attività produttive": lungimiranza, non pervenuta.
E i bambini-pacchetto? Per ora tutti spostati nella elementare "Ungaretti", ma anche quella rischia: è fatiscente e non sono mai stati fatti interventi efficaci per metterla in sicurezza, e la sua demolizione era già stata ventilata. 
E così, nell'arco di breve, ci potremmo ritrovare due plessi scolastici in fase di smantellamento, a favore di queste nuove maledettissime case che nessuno compra perché nessuno ha i soldi e perché nessuno vuole più venire a Grugliasco perché non c'è più lavoro, e fra un pò nemmeno più futuro. 
Case che però sappiamo produrre quei famosi oneri di urbanizzazione coi quali si crede di mettere i conti comunali a posto.
Questa volta la questione è alquanto sporca in quanto, ancora in tempi recenti, erano giunte dichiarazioni confortanti a riguardo, anche dalla stessa Direzione scolastica, che sembravano scongiurare una soluzione di questo tipo.
Invece, non solo nel frattempo si era deciso per altro, ma a quanto pare qualcuno dei rappresentanti di Istituto, messo al corrente dei fatti, aveva ritenuto opportuno omettere queste informazioni ai genitori, macchiandosi così di una colpa moralmente grave.
Da parte di questa amministrazione non si sta manifestando alcun riguardo per la qualità della nostra vita, a partire da, neanche c'è da dirlo, l'inceneritore, per arrivare alle scelte strategiche in tema di scuola e sviluppo.
Noi vediamo solo la volontà di rendere Grugliasco un grande dormitorio, e un Sindaco che pensa che il mandato elettorale corrisponda all'investitura di monarca assoluto, ma lo Stato siamo noi, i cittadini di questo Comune, martoriato da scelte scellerate e irresponsabili come queste che vanno assolutamente contrastate.
L'articolo de La Stampa

lunedì 20 gennaio 2014

Presentazione del libro: "5 eroi - dalla verità alla libertà"

Un'altra bella e interessante serata, riuscita grazie al contributo fondamentale del CIVG nelle figure di Flavio Rossi e Andrea Galileo, autori del libro "Cinque eroi - dalla verità alla libertà".
La questione dei 5 cubani, i cui nomi sono: Gerardo Hernàndez, Ramòn Labanino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzàles e Renè Gonzàles, non è solo una storia di controspionaggio e di intelligence, è una storia d'impegno, di responsabilità, una storia d'amore per il proprio Paese e per il proprio popolo. 


Un esempio di partigianeria alle soglie del XXI secolo, quando, per fermare, o quantomeno arginare, il proliferare degli attacchi verso Cuba, questi cinque compagni coraggiosi si introdussero negli ambienti dei gruppi terroristici di Miami, dove, con l'avvallo USA, si decidono i tempi e i modi di questi attacchi, in uno dei quali peraltro morì il nostro connazionale Fabio Di Celmo.
Da qui iniziarono a fornire materiale informativo al loro governo, permettendogli di prendere precauzioni e contromisure utili a intraprendere contromisure difensive.

Il loro sacrificio si compie quando, individuati e arrestati, vengono praticamente segregati nelle celle USA, e alle continue richieste di tradire il loro mandato e il loro Paese, anche a fronte di offerte economiche allettanti, questi si rifiutano categoricamente, finendo così per subire il carcere duro (17 mesi di isolamento) e condanne pesantissime (un ergastolo a testa per quattro di loro, una condanna a quindici anni per René Gonzalez, già messo in libertà vigilata.

La detenzione è anche un pretesto, un modo per infierire nei confronti di un sistema che, alternativo e fuori dal controllo USA, è sempre stato considerato pericoloso e quindi emarginato dalla comunità mondiale filo-americana. Perchè l'alternativa ai grandi poteri economici, fa paura, e l'unico modo che questi possiedono per far si che smetta di preoccuparli è distruggerla, demolirne l'esempio, "vaporizzarla" direbbe Orwell.

C'è una campagna di sostegno per la loro liberazione perchè loro non possono diventare lo sfogo brutale di una Nazione che non riesce a sconfiggerne un'altra, nonostante gli embarghi, nonostante la demonizzazione costante, nonostante  il perpetrare delle azioni violente sul suo territorio (sono 2.000 i morti almeno 3.000 i feriti, per mano statunitense).
Cuba, come il Vietnam, ha già vinto.

Che cosa rimane Cuba, per noi? Un sogno? Un ideale mancato? Un'utopia irrealizzata? Forse tutte queste cose, ma soprattutto rappresenta una prospettiva di società che qualcuno, pur con tutti i suoi errori, ha provato a costruire, con la variante, rispetto agli altri modelli ai quali siamo stati abituati, e che si vantano di essere portatori di uguaglianza, che quella prospettiva, di cui s'è fatta carico, aveva una destinazione collettiva e sociale, senza esclusivismi o elitarismi. Tanto basta per far tremare le gambe al colosso a Stelle e Strisce, e tanto basta a noi, tra un progetto e l'altro, per continuare a sognare ancora un pò.

venerdì 17 gennaio 2014

Il limite dell'autoreferenzialità

"Cosa entra nell'inceneritore e che cosa esce dal suo camino?", "A che cosa serve questo CLC?".
Chi c'era ieri in una più che gremita Sala Consiliare avrà sentito più volte porre queste domande, al CLC (Comitato di Controllo Locale) durante la seduta convocata d'urgenza grazie alle reiterate richieste dei cittadini di Beinasco e Grugliasco, a seguito agli ultimi sforamenti dei limiti degli agenti inquinanti.

Ieri è successa una cosa importante: si è celebrato il de profundis all'Autoreferenzialità di questa politica/partitica, ieri a Grugliasco, è avvenuta la fine morale di un meccanismo che, negli anni, ha inquinato l'ambiente politico partecipato deturpandolo nella sua natura e inducendo il credo, purtroppo diffuso, che tanto non si può cambiar nulla.

Ieri Cittadine e Cittadini si sono riappropriati della politica mettendo in crisi un Sistema semplicemente ponendo domande, benchè non fosse concessa l'autorizzazione (perchè questo è il loro senso di democrazia), e con quelle domande hanno schiacciato al muro della verità amministratori locali e provinciali, responsabili dell'ARPA e dirigenti di TRM che più volte hanno provato a replicare ma invano. Da parte loro solo silenzi o omissioni: l'insulto l'hanno fatto loro derubricando le nostre legittime e motivate perplessità.

Noi Cittadini siamo preparati, siamo informati, passiamo il tempo, che dovremmo dedicare ai nostri figli o al nostro risposo, a leggerci i dati, a decifrare tabulati, ad apprendere le leggi in materia e ad approfondire le conoscenze del funzionamento di questi impianti.
E questo perchè sappiamo che non ci possiamo più fidare, perchè non ci si può fidare quando ti dicono che l'inceneritore va bene, e che "anche se ha sforato qualche volta" (monossido di carbonio = veleno), "adesso faremo in modo che non succeda più" [dirigente TRM]. 
O che "la puzza" (molestie olfattive, le chiama l'ARPA, com'è bello, detto così, il puzzo di ammoniaca) "è da imputare alla presenza della Servizi Industriali": alla signora, moglie di consigliere regionale (loro il conflitto d'interessi l'hanno risolto così), ricordiamo che lì c'è gente che abita da quasi trent'anni, e che in tutto questo tempo non ha mai rilevato "molestie olfattive" simili.
Non hanno più il minimo briciolo di credibilità e quasi stona, in quel circo partitico, la presenza di due persone come l'assessore di Rivalta, Gianna De Masi, e il tecnico incaricato, Michele Bertolino, gli unici capaci, perchè mossi da coscienza e da dovuta preparazione, di porre questioni puntuali e nevralgiche rimaste, anch'esse, prive di risposta: si modifichi il regolamento del CLC, per ammettere anche una rappresentanza delle associazioni ambientaliste e di cittadini: niente; si faccia chiarezza sui dati che vengono presentati da ARPA: nisba.

Questo è il Sistema Torino e Dintorni, questo è il risultato della politica dell'interesse, della commistione tra fondi pubblici e profitti privati, che non riesci più a capire chi è il controllato e chi il controllore.
E siamo arrabbiati? Certo che lo siamo, certo che non possiamo rimanere seduti bravi e zitti nei nostri posti mentre vediamo degli sconsiderati che decidono che in fin dei conti il monossido di azoto può essere tollerato, anche se è un "irritante per gli occhi ed il tratto respiratorio. L'inalazione può causare edema polmonare, inoltre può avere effetti sul sangue, causando formazione di metaemoglobina. Nei casi più gravi può portare alla morte" [fonte Wikipedia].

Ma la nostra rabbia non ha il fine di mandare tutti a-quel-paese per dare sfogo ad un malessere per poi aspettare che qualcuno faccia qualcosa, la nostra è rabbia perchè siamo già organizzati, perchè siamo preparati, perchè sappiamo cosa vogliamo, coscienziosamente, e sappiamo cosa non vogliamo più, a partire dall'inceneritore: siamo il Comitato RifiutiZero - NoINC di Grugliasco, c'è un progetto, e noi come GCS cerchiamo di diffonderlo e portarlo avanti.
E dunque ecco la risposta alla prima domanda: da quel camino esce veleno e non solo quando si superano i limiti prestabiliti da una discutibilissima norma, ma SEMPRE!
Ogni volta che si vede fumo sappiamo che da quel maledetto camino escono almeno 170 sostanze inquinanti (fonte EPA), a dispetto di quelli che vengono riportati in verosimili tabelle.

La seduta viene aggiornata dalla Presidente, Erika FAIENZA, a data da destinarsi, e rimane ancora la seconda domanda: "Qual è l'utilità di questo comitato? Perchè siamo qua, oggi?" 
"Perchè questo comitato rappresenta la Repubblica nell'esercizio di controllare e tutelare che la salute dei cittadini non venga messa a repentaglio, in base all'art. 32 della Costituzione Italiana e alla legge morale di cui ci facciamo portatori, in quanto responsabili incaricati di una realtà sociale costituita, secondo norme e leggi, chiamata Stato", questo avrebbe dovuto rispondere, egregia Presidente, solo che ormai non riuscite più a dirlo, neanche per finta.

giovedì 16 gennaio 2014

NO InCLC!


Oggi, 16 gennaio, alle ore 17,00, presso la Sala Consiliare del Comune di Grugliasco, si riunirà il Comitato Locale di Controllo, abbreviato CLC, ovvero quella struttura che, come si legge dal sito di TRM, "è stato concepito per consentire ai Comuni compresi nell'Area di influenza del termovalorizzatore e alla Provincia di Torino, l'esercizio di un controllo "privilegiato" sulle fasi di progettazione, realizzazione e gestione dello stesso."

In pratica è quell'organo che dovrebbe garantire che la società che amministra e gestisce l'inceneritore, TRM, lo faccia in maniera virtuosa, e, quando ciò non avvenga, intervenire pesantemente con richiami e quant'altro rientri nelle sue competenze, in primis per tutelare la salute delle cittadine e dei cittadini che sono maggiormente esposti alle emissioni che ne fuoriescono.
Bene, chi è stato a quelle riunioni, ha potuto rendersi conto invece di quale farsa becera e autorefenziale la "partitica" (per indicare l'USO che ne fanno della Politica molti partiti che si trovano oggi ad amministrare e a governare) sia in grado di mettere in piedi.
E' tutto un salutarsi a vicenda, un complimentarsi vicendevolmente per il bel lavoro svolto ed evitare in tutti i modi che le questioni più urticanti possano in qualche modo turbare quell'aria da Ancient regime.
Le corti francesi a confronto sembrano un ritrovo degli ultras prima della partita.
Se non fosse per la presenza dei rappresentanti del Comune di Rivalta che hanno lavorato sapientemente, tanto da incaricare un tecnico specializzato che sapesse trattare l'argomento, molte questioni, in quella giostra delle ipocrisie che è il CLC, non sarebbero mai state affrontate.
Ma sono soli, soli contro una manica di personaggi che non si sta dimostrando realmente preoccupata per la nostra salute.
La riunione di oggi arriva dopo le continue lamentele dei cittadini di Beinasco e Grugliasco che hanno richiesto un incontro chiarificatore a seguito dei continui incidenti, quindi emissioni fuori norma, dell'impianto dell'inceneritore.
Sappiamo già che non arriveranno le risposte che meritiamo perchè non è nel loro interesse, non sarebbe utile, per loro, spiegare perchè una struttura nuova ha la media di 1,5 incidenti al mese, senza contare il lungo periodo di fermo estivo. Non potrebbero spiegare che cosa succede nel nostro corpo ogni volta che respiriamo una quantità eccessiva di ammoniaca,  o di monossido di carbonio o di ossido di azoto. Non riuscirebbero a giustificare il fatto che continuiamo a respirare veleni pericolosi e dannosi, per la nostra salute, per la salute dei nostri piccoli e dei nostri cari, ogni volta che da quel camino esce fumo. Fumo e non vapore acqueo, perchè il vapore acqueo viene rilasciato dalle centrali di raffreddamento che sono poste più in basso rispetto al camino.
Da quel maledetto camino esce il veleno anche quando i valori sono all'interno di quelli che vengono definiti limiti autorizzati, e non è plausibile credere che se questi non vengono superati, allora va tutto bene. Come un assassino che decide, invece di spararti, di legarti e di avvelenarti poco a poco: non è meno assassino!
Non possono arrivare risposte sensate, da un organismo così, e oggi spero ci siano tante e tante persone per ribadire che non si gioca con la salute dei cittadini, è scritto nella nostra Costituzione, art. 32, è documentato nei testi dei più importanti ricercatori, l'inquinamento dell'aria provoca tumori: chi potrebbe ribattere ad una contestazione simile, con qualcosa di sensato e ragionato?
Non ci sono risposte, non esistono giustificazioni, se qualcuno inquina l'aria, l'acqua, la terra, il nostro ambiente in generale, se danneggia quelli sono i nostri beni comuni, e li danneggia irreparabilmente, non ha giustificazioni: è un ECO-OMICIDA, e come tale va trattato.
Spero che oggi vengano in tanti, spero che venga tutta quella società che si è resa conto che la delega totale non è funzionale, spero che vengano tutte quelle persone che hanno capito che se chi ti amministra è un incompetente, la sua incompetenza, presto o tardi, le danneggerà, spero vengano le mamme e i bambini, per ribadire che il futuro è loro, e che nessuno si può permettere in nome di un interesse privato, di rovinarglielo. Spero siano in tanti oggi, per sentirci vicini, uniti, per gridare un reale BASTA a chi crede di essere padrone delle nostre vite. BASTA! 

lunedì 13 gennaio 2014

Esercizi pratici di antifascismo

"Avete visto?" diranno con tono supponente "non è successo niente di rilevante e voi vi siete allarmati per nulla".
Probabilmente così reagiranno in molti, a fronte dei nostri continui richiami alla vigilanza territoriale nei riguardi della possibilità che si potessero verificare nuovamente i fatti del 9 dicembre, ad opera dei c.d. "forconi" guidati da quegli improbabili leader così ambigui, così controversi.
Nei giorni 9, 10, 11 e 12 dicembre ci preoccupammo molto per ciò che stava avvenendo, poiché stavamo assistendo ad un proliferare di violenza incontrollata, organizzazioni di estrema destra affiancate e sostenitrici di quei movimenti disordinati che imperversavano per strade, piazze e rotonde, presenziando e ostruendo i punti nevralgici di una grande città come Torino. E dintorni.
Sì, perché in molti si sono già dimenticati di ciò che, in quei gironi, è avvenuto al centro commerciale Le Gru di Grugliasco, dell'invasione di gruppetti incitanti la chiusura delle serrande dei locali in nome di una non ben definita "rivoluzione", e del blocco degli accessi stradali che impedivano l'ingresso delle auto ai parcheggi della struttura commerciale.
E davanti alle banche? O agli istituti di credito o ai centri della finanza?  Niente, neanche un cartello grande come un francobollo.
Ovvero davanti ai soggetti principali delle rimostranze dei Calvani e dei Ferro, davanti agli accusati principali del malessere sociale, della disoccupazione e di tante sofferenze dettate da quelle che sono le impossibilità di adempiere agli stili di vita che la linea occidentale ci ha imposto, davanti ai c.d. criminali finanziari non succedeva niente, la ribellione chiamava in causa la merceria, il giornalaio, o il bar, meglio ancora se entrandogli dentro e finendogli le brioches e le pizzette. 
La "rivoluzione", in fondo, va nutrita.
Violenze e minacce si sono susseguite, con le istituzioni che, al contrario di altre volte, hanno preferito stare a guardare, piuttosto che agire.
E i manifestanti, chi erano? Fascisti? Anarcoidi? Masse convulse in cerca di una rivalsa sociale? Un po di tutto, questo sì, e sicuramente le etichette sarebbero riduttive e semplicistiche. 
I problemi esistono, non si può assolutamente negare, e le richieste e le invocazioni di trovare una soluzione non trovano orecchio disposto ad accoglierle e mano pronta a porvi rimedio. 
Come si potrebbe condannare il tentativo di riscatto dalla sofferenza, sarebbe inadeguato oltreché ingiusto.
Ma chi ha mosso, quelle masse, chi le ha istigate, chi le ha convinte che, a seguito di quelle azioni, avrebbero giovato dei benefici di un cambiamento dai livelli paradisiaci, questi responsabili vanno condannati, perché hanno compiuto un vero e proprio raggiro, una truffa intellettuale fomentate dalla disperazione della propria condizione. E dobbiamo essere veramente coscienti di ciò che è successo e a quale matrice apparteneva questo fenomeno, perché in quei giorni ciò che ricorreva di più era il richiamo nazionalistico, il fascino, ancora una volta, di potersi ritenere migliori di altri per diritto di nascita, quel concetto assurdo e fuorviante del Salviamo gli italiani veri e che soccombano tutti gli altri.
L'esaltazione della figura dell'italiano vero, neanche avessimo chissà quanti motivi per autoincensarci, è qualcosa di pericoloso, ha un richiamo troppo forte a periodi bui e nefasti della nostra storia, soprattutto se condita con il populismo becero e arrabbiato.

Ma qual è la discriminante da usare nel valutare la loro azione?
Questa risiede nel fine dell'azione: il nostro è nell'efficacia di una lotta dai risvolti del benessere collettivo.
Il nostro è quello dei beni comuni, beni comuni che sono presenti nella nostra Costituzione.
Nella nostra Carta vengono chiamati utilità sociale e furono inseriti dai Costituenti come guida per la costruzione dello Stato e per il suo governo futuro.
Noi sappiamo, nelle nostre azioni, di rifarci a quei principi, quei concetti, quei valori e seguendo quei precetti continueremo nell'idea che non vogliamo il lavoro a tutti i costi, che non vogliamo la casa o la sanità a tutti i costi, accettando i terribili compromessi che ne deriverebbero, perché, quando si accettano, prima o poi qualcuno ne chiede il conto, in termini di consenso e di limitazione delle libertà personali e collettive.
Non creeremmo solo un'altra ingiustizia se la nostra sofferenza venisse sostituita da quella di un'altra persona?
Cosa si sarebbe risolto effettivamente?
Noi vogliamo equità, diritti, dignità, ma per tutti i CITTADINI, senza distinzione di razza, censo o provenienza, ovvero senza quelle distinzioni alle quali siamo stati abituati da coloro che invece ne approfittano di queste divisioni.
Pensiamo e crediamo fortemente che tutte le persone che nascono e vivono su questa Terra abbiano il diritto ad accedere a ciò che è necessario per vivere, senza che qualcuno vi imponga un prezzo che non ha diritto a richiedere.
Noi non abbiamo un prezzo, soprattutto quando quello richiesto è la nostra libertà.

giovedì 2 gennaio 2014

Auguri di un 2014 più che sostenibile

Buon 2014 a tutti!
Non si poteva iniziare diversamente il primo articolo dell'anno, un anno che auspichiamo portare maggior senso civico e responsabilità a tutti, in primis ai nostri amministratori e governanti.
Questo è il primo anno che vede GCS come realtà già presente sul territorio, con ancora tanti aspetti da migliorare, certamente, ma con le idee sempre più chiare su cosa voler dire, proporre e fare.
Anche quest'anno gli impegni non mancheranno, organizzeremo incontri sui temi che più riteniamo debbano godere della nostra attenzione, incontri che serviranno a conoscere e a conoscerci, e a capire meglio come possiamo conseguire quei risultati sociali che adesso ci sembrano così lontani ed irrealizzabili.

Tanto per provare a fare un veloce riassunto: nell'anno appena passato, nel periodo settembre-dicembre, le serate organizzate sono state ben 8, più una preparata con il Comitato RifiutiZero in Sala Consiliare, su un totale di 13 fine settimana disponibili, alle quali bisogna aggiungere l'inaugurazione della mostra fotografica "Ex-Moi Villaggio olimpico occupato", il presidio per la Costituzione, avvenuto in occasione della Manifestazione per la Via Maestra a Roma, e l'allegra festicciola per Halloween per i bambini.
Senza contare le ore dei laboratori per i più piccoli e per gli adulti: tante bellissime esperienze che hanno giovato all'apprendimento per i primi e alla condivisione per gli altri.

Insomma, tante cose sono state fatte nell'ottica della partecipazione e dalla convivialità, e spesso i consigli degli associati sono stati di grande aiuto per il nostro operato: preziose perle che ci hanno permesso spesso di risparmiare tempo, costi e fatica.

Nel 2014 vorremmo che tutto questo aumentasse, in quantità ma soprattutto in qualità.
Vorremmo interagire con ancora più realtà, e per questo faremo in modo di creare tante occasioni grazie alle quali ci sarà la possibilità di incontrarsi e di unire le nostre energie in un'ottica di prospettiva comune.
A partire già dall'8 gennaio, quando riapriremo la Biblioteca, rimasta chiusa in questo periodo per darci modo di rifiatare e di riorganizzarci per bene.
Per farlo nel miglior modo possibile confidiamo nella sempre maggior disponibilità degli associati: l'impegno condiviso diminuisce la fatica e non può far altro che migliorne il risultato. 

Il nostro motto, che ripetiamo abbastanza spesso perchè lo riteniamo un'ottima sintesi, è quell'esortazione pensata da un uomo considerato soggetto fondamentale della nostra costruzione culturale, Antonio GRAMSCI.
Un uomo che nelle difficoltà maggiori della vita seppe perseguire le proprie idee, idee finalizzate al benessere sociale e diffuso, idee sicuramente scomode, per quel potere che invece puntava all'esclusivismo e al benessere selettivo, un potere che infatti lo segregò e che cercò di renderlo incapace di proseguire la sua lotta. 
Ma la sua tenacia e la sua caparbietà vinsero sul giogo violento e assassino dei suoi carcerieri e le sue parole arrivarono dove nemmeno Gramsci stesso avrebbe mai potuto sperare.
Sì, certo, questo volle dire sacrificio, il più grande che si può chiedere ad un essere umano, ma nulla vale così tanto quanto il lascito di un insegnamento sublime per chi vien dopo. 
"Informatevi, Agitatevi, Organizzatevi", la chiave per evitare la triste e desolata deriva della nostra società risiede in questi tre semplici verbi, i quali racchiudono la volontà del sapere, la consapevolezza della responsabilità, la necessità dell'azione.

Questa sarà ancora la nostra rotta, e le nostre vele saranno ancora spiegate al vento dell'umanità che ci auguriamo continui a soffiare per condurci verso una grande e diffusa evoluzione... sostenibile.

mercoledì 1 gennaio 2014

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