giovedì 30 gennaio 2014

Delle scelte sociali e del CLC dei Dottori

Per un resoconto dettagliato sul CLC di ieri, invito volentieri ad andarsi a leggere il post di Carlo Proietti, un professionista che conosce e sa analizzare le questioni che vengono affrontate in queste riunioni di matrice squisitamente tecnica (ieri si presentavano i valori del campione di persone scelto per il monitoraggio sanitario) in un modo che un cittadino qualunque ha sicuramente più difficoltà a fare. 

Io mi limiterò a fare un'analisi diversa, da cittadino.
Io non sono un tecnico, e non lo voglio essere, non la sopporto la società del deviconosceretutto, semplicemente perché non si può, de-professionalizza, e permette a qualcuno di assumere l'arrogante posizione di credere di sapere di qualunque cosa si stia parlando, incrementando presunzione e quindi profondendo errori a dismisura.
Io non sono un tecnico, non mi intendo di presenza di metalli pesanti in microgrammi o nanogrammi per metrocubo d'aria, io non so comprendere quali e se ci siano delle pericolosità di cui tener conto a seconda che un corpo umano sia più o meno esposto a questo genere di cose e a seconda delle patologie che si possono manifestare.
Io so, però, e non ci va una grande scienza, basta un pò di logica, comprendere quando la politica degli affari si nasconde dietro i paraventi dei dati tecnici per proseguire nel suo devastante operato a discapito dei cittadini e della società presente e futura.
Lo vediamo con la TAV, dove da anni si portano, a supporto di un'opera che non vuole e non serve a nessuno, se non alle lobby affaristiche, dati che non offrono nessun riscontro se non nelle chiuse stanze del potere, dove tutto deve andare come vuole il capitale finanziario.
Lo si capisce con il MUOS dove, il Paese che lasciammo che ci colonizzasse fin dal lontano '43, ha deciso che gli servivamo come strumento di guerra da utilizzare contro i nemici che si farà per la sua smania di controllo delle risorse che stanno esaurendo, principalmente peraltro, per causa sua, e in questo caso non si è nemmeno scomodato a presentare dei dati.
E l'inceneritore (termine ormai plurisdoganato da Arpa a ISS passando per LaSTAMPA) si incastra ad hoc in questo drammatico quadro.
Dice bene Proietti quando sostiene che tutto questo "è solo la faccia rozza di un approccio che usa gli strumenti scientifici come una clava", ed è proprio per questo che non accetto che improvvisamente amministratori delle nostre zone, fino a ieri scudieri fedeli di TRM, oggi, con la puzza di elezioni che li sovrasta (e questa la percepirebbero anche gli strumenti della Pannocchia), come folgorati sulla via per Capannori, si spertichino in questioni o domande specifiche e politicamente urticanti che fino all'altro ieri non si sarebbero neanche concessi il lusso di pensare.
Ed è per questo che non accetto che un "Dottore" mi dica che i cittadini campionati dall'Asl TO3 abbiano una percezione "alterata" solo per aver manifestato una chiara consapevolezza di essere soggetti a rischio di malattie.
O che una "Dottoressa" sostenga che "se lo studio di sorveglianza sanitaria dovesse dimostrare un aumento dell'assorbimento degli inquinanti e l'inceneritore nel contempo avesse rispettato i limiti di emissioni, l'aumento di assorbimento non potrebbe essere ricondotto all'inceneritore" - inconcepibile!
E lo è per il fatto che noi sappiamo già che se non ci fosse l'inceneritore, e ci si affidasse finalmente ad una politica reale del RifiutoZero, non ci sarebbe bisogno di un CLC che controlla quanti inquinanti vengano immessi nell'aria a metrocubo con l'attenzione a dove cada la virgola del valore tal-dei-tali per riuscire a farla franca di fronte alla legge dei numeri.
Noi sappiamo già che non abbiamo bisogno di treni sparati a 300 km/h in tunnel scavati nell'amianto e realizzati grazie ai manganelli della democrazia, come sappiamo che delle parabole di 18 metri non sono portatrici di pace nel mondo.
E quando i "responsabili" ti dicono che per loro non basterà un solo indicatore fuori norma per considerare l'attivazione di un allarme sanitario nei confronti della popolazione, che non si riterranno causa scatenate di alcuna patologia che dovesse essere imputabile all'attività dell'impianto, quando danno queste conclusioni, ci chiediamo se il loro senso civico, la loro coscienza civile e la loro umanità non siano stati immolate sull'altare della causa economica finanziaria.
E qui sta la differenza: le nostre idee non avranno mai un prezzo, e la salute noi la difenderemo in tutti i modi.

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