giovedì 23 gennaio 2014

L'Italicum alla prova della democrazia

L'Italicum? L'ennesima privazione della sovranità popolare.
I comitati d'affari PD e FI vogliono un sistema elettore che, come il precedente e anche di più, limiti la rappresentanza dei cittadini attraverso due elementi chiave:
  • ideologicamente: con la propaganda della "stabilità", della "governabilità" e del "decisionismo";
  • strumentalmente: con premi di maggioranza, doppio turno, soglie di sbarramento, collegi uninominali.

Promuovono, ovvero, un sistema per il quale dal voto nell'urna alla sua proiezione nei seggi del parlamento, si mette un bell'imbuto, atto a far avere rappresentanza solo a quei 2-3, forse 4, comitati d'affari, tagliando fuori tutta una moltitudine di minoranze, anche consistenti, potenzialmente in grado di costruire, in prospettiva, una maggioranza alternativa.
Insomma, PD e FI (ma non solo) vogliono un sistema nel quale non debbano dare conto ad alcuna opposizione parlamentare e fare i loro interessi, delineando un ceto politico ancora più blindato e sempre meno rappresentante i cittadini.
 
Quindi, quando si sente parlare di "stabilità" e di "governabilità", si sappia che stanno propagandando un'ideologia che è in antitesi con la democrazia.
E quando si sente parlare di maggioritario, bipolarismo, doppio turno, premio di maggioranza, collegi uninominali, assenza di preferenze, soglie di sbarramento, premi di coalizione, sappi che stanno ponendo limiti alla democrazia, poiché tutti questi sono strumenti del ceto dominante per limitare la rappresentanza del ceto subalterno.

L'alternativa? La democrazia.
Ovvero il proporzionale: una testa un voto, così nelle urne, così nella proiezione dei seggi in parlamento.

La democrazia si regge sui rapporti di forza tra diversi interessi, espressi da diversi partiti.
L'unica legge elettorale in grado di far valere questi rapporti di forza, che sono l'unica leva di chi non ha in mano gli strumenti di potere e dell'economia, è quella PROPORZIONALE, per loro la più pericolosa.

La legge elettorale è chiamata a garantire tutti e favorire nessuno, mentre invece la discussione è imperniata, in maniera esplicita, su quale legge può garantire questa o quella maggioranza, questo o quel sistema di potere. Già solo questo elemento inficia tutta l'autorevolezza del gran ciarlare che fanno per giornali e televisioni.
L'unica cosa che deve garantire la legge elettorale è la rappresentanza, libera ed eguale, senza artifizi di sorta.
D'altra parte in merito a ciò è molto chiara anche la nostra Costituzione, che all'articolo 48 ci ricorda che:
 
"Il voto è personale ed eguale, libero e segreto."
 
Come a dire che qualunque legge elettorale che renda il voto non eguale, in entrata o in uscita, viola la Costituzione.
E noi siamo per la Costituzione.
 

                                         

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