lunedì 20 gennaio 2014

Presentazione del libro: "5 eroi - dalla verità alla libertà"

Un'altra bella e interessante serata, riuscita grazie al contributo fondamentale del CIVG nelle figure di Flavio Rossi e Andrea Galileo, autori del libro "Cinque eroi - dalla verità alla libertà".
La questione dei 5 cubani, i cui nomi sono: Gerardo Hernàndez, Ramòn Labanino, Antonio Guerrero, Fernando Gonzàles e Renè Gonzàles, non è solo una storia di controspionaggio e di intelligence, è una storia d'impegno, di responsabilità, una storia d'amore per il proprio Paese e per il proprio popolo. 


Un esempio di partigianeria alle soglie del XXI secolo, quando, per fermare, o quantomeno arginare, il proliferare degli attacchi verso Cuba, questi cinque compagni coraggiosi si introdussero negli ambienti dei gruppi terroristici di Miami, dove, con l'avvallo USA, si decidono i tempi e i modi di questi attacchi, in uno dei quali peraltro morì il nostro connazionale Fabio Di Celmo.
Da qui iniziarono a fornire materiale informativo al loro governo, permettendogli di prendere precauzioni e contromisure utili a intraprendere contromisure difensive.

Il loro sacrificio si compie quando, individuati e arrestati, vengono praticamente segregati nelle celle USA, e alle continue richieste di tradire il loro mandato e il loro Paese, anche a fronte di offerte economiche allettanti, questi si rifiutano categoricamente, finendo così per subire il carcere duro (17 mesi di isolamento) e condanne pesantissime (un ergastolo a testa per quattro di loro, una condanna a quindici anni per René Gonzalez, già messo in libertà vigilata.

La detenzione è anche un pretesto, un modo per infierire nei confronti di un sistema che, alternativo e fuori dal controllo USA, è sempre stato considerato pericoloso e quindi emarginato dalla comunità mondiale filo-americana. Perchè l'alternativa ai grandi poteri economici, fa paura, e l'unico modo che questi possiedono per far si che smetta di preoccuparli è distruggerla, demolirne l'esempio, "vaporizzarla" direbbe Orwell.

C'è una campagna di sostegno per la loro liberazione perchè loro non possono diventare lo sfogo brutale di una Nazione che non riesce a sconfiggerne un'altra, nonostante gli embarghi, nonostante la demonizzazione costante, nonostante  il perpetrare delle azioni violente sul suo territorio (sono 2.000 i morti almeno 3.000 i feriti, per mano statunitense).
Cuba, come il Vietnam, ha già vinto.

Che cosa rimane Cuba, per noi? Un sogno? Un ideale mancato? Un'utopia irrealizzata? Forse tutte queste cose, ma soprattutto rappresenta una prospettiva di società che qualcuno, pur con tutti i suoi errori, ha provato a costruire, con la variante, rispetto agli altri modelli ai quali siamo stati abituati, e che si vantano di essere portatori di uguaglianza, che quella prospettiva, di cui s'è fatta carico, aveva una destinazione collettiva e sociale, senza esclusivismi o elitarismi. Tanto basta per far tremare le gambe al colosso a Stelle e Strisce, e tanto basta a noi, tra un progetto e l'altro, per continuare a sognare ancora un pò.

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