giovedì 6 febbraio 2014

Dalla parte (sbagliata) del Sistema

Esiste un Sistema? E soprattutto che cos'è un Sistema? 
Qualcuno ci sta facendo una rappresentazione teatrale, a riguardo e, una sera, ce lo verranno anche a raccontare.
Ma per provare a darne una definizione, sulla base delle esperienze personali, diciamo che un Sistema rappresenta quell'anomalia sociale che, nella meccanica dei rapporti e degli equilibri, sostituisce la finalità dell'utilità pubblica con il dominio ultimo dell'interesse privato. 
Bella, eh?
Questa "roba", però, non si limita a compiacersi delle fette di potere che di volta in volta acquisisce e concentra nelle sue mani, si prende anche la libertà, nonché il piacere, di cercare di convincerci che questo Sistema, appunto, sia giusto e, soprattutto, che sia l'UNICO.
Lavora per farci capire che non esistano altre vie, altre possibilità, che tutto sia ormai deciso e nulla sia modificabile, perché tanto, dove ti giri ti giri, ci sarà sempre il Sistema a farla da padrone.

La prima fonte dei nostri problemi? La maggior parte delle persone ci crede, pensa sia realmente così, ne è talmente convinta al punto di essere tra i primi apologeti del Sistema stesso, permettendogli così di risparmiare in propaganda.
Un Sistema raccoglie vari settori della vita, non lascia nulla a sé stesso, e la prima cosa sulla quale punta è evitare di farsi scoprire, di far capire alle persone che esso esista.
Se non puoi individuare il "nemico" non puoi fargli la "guerra": semplice, no?

Non ha confini fisici o ideologici, perché quello che si crede che appartenga ad una parte territoriale ben definita, in realtà si ripresenta, con le dovute modifiche, nel comune limitrofo. 
O 50 km più in là, o a 1.800 più a sud.

E' contagioso: a chi lo esercita piace, a chi lo subisce fa comodo.
Fa comodo perché permette quel rilassamento della coscienza, al quale molti ambiscono, che fa si che non ci si debba più scalmanare per cercare di intervenire per cambiare le cose: 
- Oh Sistema, noi ti invochiamo, dicci dove dobbiamo andare a fare la spesa? 
- All'Ipersupermegamercato! 
- E cosa faremo questa sera a casa? 
- Guarderete una fiction che racconta di quanto si stava bene sotto il fascismo! 
- E dove metteremo i nostri rifiuti? 
- Nell'Inc... ehm... nel Termovalorizzatore, naturalmente, che fa bene alla salute e ci da tanta energia!

Ce lo dice il Sistema, ce le dà lui le soluzioni, e alle persone, alcune ma molte, va bene così.

E' il Sistema che stabilisce che non ci debba più essere separazione tra controllato e controllore, è Lui che permette che chi amministra una realtà pubblica di poter essere anche l'esercente dei servizi dei quali il suo territorio ha bisogno per funzionare.

Quando vige il profitto, il meccanismo, fatte salve quelle situazioni che comunque fanno eccezione, prevede uno schema che cede la virtù all'introito economico. E questo avviene sempre, ad esempio in tutto ciò che ci dicono necessiti di essere privatizzato, (s)venduto, ricollocato: sanità, scuola, previdenza, tutte le volte che dalla gestione pubblica si passa al controllo privato assistiamo inesorabilmente al tracollo del diritto dei tanti per il profitto dei pochissimi.

Tutto questo non è sano, perché, chissà come mai, tutti sappiamo che per vivere si deve mangiare, ma chissà perché, se capita che qualcun altro nel mondo non abbia questa possibilità, lo accettiamo. Perché? Perché non posso mica salvare tutti, io.
A nessuno piace essere trattato a male parole, ma quando ci capita di farlo noi, abbiamo sempre una buona giustificazione per averlo fatto. Perché? Perché ogni tanto capita anche a me, che invece sono sempre buono con tutti, io.
Tutti siamo contro la guerra, ma poi noi le bombe e le mine, che mutilano e ammazzano, le produciamo. Perché? Bé, perché è un lavoro, devo pur vivere, io.

E' il Sistema.
E' quello che ci permette di scagionarci dalle nostre colpe, è lo strumento che ci de-responsabilizza e soprattutto, ci de-umanizza
Perdiamo contatto con la realtà, per non sentire il sempre più flebile richiamo delle nostre coscienze che ci mette in allarme da ciò che non sta funzionando, ma noi ostinatamente non vogliamo ascoltare, e così ci facciamo rubare tempo, salute, e felicità reale in nome di una "promessa felicità" che, è provato, non si realizzerà mai.
E non perché essa non esista, ma, semplicemente, perché è quella sbagliata, impostata su metodi deviati e confusi, e lo capiamo perché, nel credere di avvicinarci, invece di sentirci sempre più sereni, e appunto felici, ci scopriamo invece più logorati, arrabbiati, infelici.

La felicità non è quella che altri ci stanno costruendo per noi, ma è quella che ognuno di noi è chiamato a costruire per tutti.
Il Sistema ha già manifestato il suo fallimento e ha svelato un punto altamente critico, sembra un mostro metallico indistruttibile, come il palazzosanpaolointesa, ma in realtà lo si abbatte facilmente, semplicemente aggiungendo, nelle nostre bellissime vite, un pò più di consapevolezze e di responsabilità.

E tanta tanta UMANITA'!



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