giovedì 27 marzo 2014

Il piano scuola a Grugliasco: tra abbattimenti e confusione

Ieri sera si è tenuto l'incontro tra la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo "Di Nanni" e i genitori dei bambini che frequentano la "Don Milani".
Come si sapeva già da tempo, la scuola deve essere soggetta a bonifica, a causa della presenza di amianto nel tetto, ed è pertanto previsto un periodo di lavori durante i quali l’edificio non sarà agibile. 
Tutto normale fino a qui, se non fosse che è stato annunciato ai genitori che, in seguito a questo intervento, la scuola verrà definitivamente abbattuta.


Ne son nate ovviamente una serie di questioni da dirimere, a partire ad esempio dalla ricollocazione dei bambini, che abbiamo saputo verranno smistati in altri due plessi: scuola elementare "Ungaretti" (via Leonardo da Vinci) e scuola elementare "Di Nanni" (via Roma 13).
L’"Ungaretti", per chi non l'avesse mai vista, versa in condizioni disastrose ed è evidente che necessita di lavori di risanamento, ma i genitori si chiedono quando saranno effettuati.
La Dirigente scolastica, posta la questione, ha esposto un, a suo dire, rassicurante progetto, che è poi quello definito dal Sindaco nel famoso articolo:
- completamento e apertura della scuola media "Europa Unita" (via Cotta 18) entro settembre 2016 (che i grugliaschesi sanno da quanti anni vanno avanti quei lavori);
- trasferimento di (tutti? una parte? bho) i ragazzi dalle medie dell'istituto "Gramsci" (via Leonardo Da Vinci 135) presso il succitato complesso;
- trasferimento di (tutti? una parte? bho) i bambini dalla scuola materna ed elementare "Ungaretti" alla scuola media "Gramsci".
Chiaro, no?

Ma se già ora la "Ungaretti" necessita di urgenti lavori di risanamento (dire che cade a pezzi non è solo un eufemismo), risulta sicuro stipare tutti questi bimbi in questo edificio, per tutta la durata di questi anni di lavoro che ci sono stati presentati? E che dire poi della "Gramsci", che addirittura ha attualmente delle aree delimitate con nastro rosso e bianco perchè ritenute non sicure?
A domande poste si sono avute risposte vaghe. 
Non si sa, infatti, con precisione come e quando verranno ultimati i vari lavori, quando saranno dati i relativi appalti, ma soprattutto se attualmente ci sono i fondi per realizzare davvero tutto questo progetto.
A quel punto i genitori della "Don Milani" si sono sentiti in dovere di chiedere se, viste tutte queste problematiche, fosse realmente necessario abbattere questo plesso scolastico, oppure intervenire solo sulla sua messa in sicurezza  mettendolo così in condizione di poter tornare ad ospitare i bambini, sgravando in questo modo gli altri plessi della presenza di altri alunni, e consentendo ai genitori di riorganizzarsi secondo i ritmi che si erano dati sin’ora. 
Anche questa volta, la risposta fornita aveva gli stessi connotati della precedente.
Ma i genitori chiedono di maggiori garanzie, e allora le risposte dovranno essere molto più chiare.

martedì 18 marzo 2014

L'ESM e la sua costituzionalità


La Corte Costituzionale tedesca ha decretato costituzionale il Fondo salva-stati, l'ESM, i giudici supremi tedeschi hanno ribadito la legittimità delle azioni avviate da Bruxelles e dalla Banca centrale europea per salvare l'euro.


Di fatto i giudici hanno stabilito che il fondo da 700 miliardi di euro, approntato per salvare l'euro da attacchi speculativi, non viola i diritti del parlamento tedesco in materia di politiche economiche: almeno fino a quando, comunque, il Bundestag avrà sufficiente potere di controllo sullo stesso ESM. Mica male come garanzia.

fonte immagine: internet
Qual è il compito dell'ESM? La sua mission è acquistare bond (obbligazioni) in scadenza dei Paesi in difficoltà sul mercato, in cambio di titoli a lunga scadenza; concedere prestiti fino a un massimo di 15 anni e ricapitalizzare le banche comunitarie attraverso prestiti anche per gli Stati che non hanno firmato un programma di salvataggio, come l’Italia e la Spagna. In pratica, c'è un capitale stanziato da alcuni Stati membri e con quello si compiono le azioni necessarie utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ma la cifra a disposizione difficilmente basta a coprire le necessità che si presentano nelle varie economie nazionali, complici la perenne drammatica (ricercata) congiuntura economica e il circolo vizioso dell'inestinguibile debito contratto con le stesse banche (per il fatto che la massa monetaria che viene prodotta dalle banche non include il denaro per pagarne gli interessi che poi esse richiedono).

Può essere legittimo, uno strumento del genere?
Chi decide allora delle nostre economie? Come nascono i vincoli economici che costringono le economie nazionali a scelte anti-sociali e culturalmente inaccettabili? Quali scelte politiche risulterebbero più sane in un simile contesto europeo?

Sarebbe bene capirlo a pochi mesi dalle elezioni europee.

giovedì 6 marzo 2014

Molto Internazionale, poco imparziale

Quando uno dice che l'informazione non è a senso unico.
Basta dare un'occhiata alla copertina dell'Internazionale di questa settimana per capire che in realtà una corrente certe riviste ce l'hanno ed è anche piuttosto manifesta.
La copertina è abbastanza eloquente: STRATEGIA IMPERIALE, è il titolo che sovrasta l'immagine di Putin che scende da un elicottero a fianco dei militari, uno schema psicologico e semantico ben studiato che non fa altro che cercare di indurre il lettore alla conclusione a priori che , nella questione-Ucraine, le mire imperialiste appartengano solamente alla Russia.
Un meccanismo che spinge a voler far dimenticare le dichiarazioni dell’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland che lo scorso dicembre dichiarava che gli Stati Uniti hanno investito 5 miliardi di dollari «al fine di dare all'Ucraina il futuro che merita» aggiungiamo noi, permettendo l'organizzazione militare dei gruppi neonazisti come Svoboda. Nessuna mira imperialista, mha.
Come non c'era nessun doppio fine neanche quando, sempre a dicembre, il sen. John McCaine, famoso per le sue posizioni anti russe, si recava a Kiev per sostenere il leader dell'opposizione ucraina Vitaly Klichko: semplice simpatia politica, non avete mai visto la Clinton far campagna elettorale per Berlusconi?
E anche quando l'altro giorno John Kerryanche lui ex-candidato alla Casa Bianca, è volato a Kiev, è stato per una semplice visita di cortesia, anche se è arrivato portando la promessa di 1 miliardo di dollari in supporto tecnico e garanzie su prestiti, e l'impegno di aiutare il Paese a trovare nuovi mercati e a combattere contro la corruzione in preparazione delle elezioni fra 3 mesi
Una robina buttata lì, che non prevede nessuna organizzazione a priori.
E in tutta questa vicenda Putin, che comunque non è un garante della democrazia e della correttezza politica, anzi, molte sono le ombre che segnano il suo operato politico, è comunque l'unico che sta passando per guerrafondaio imperialista, che non vuole mollare la Crimea all'Ucraina (ovvero USA-UE) per interessi economici e di mire espansionistiche.
Sarà forse perché non ha ancora un Premio Nobel per la pace nel suo curriculum: con quello in bacheca si possono fare tutte le guerre che si vuole, preventive e non, sovvertire ordini costituiti riconosciuti, rovesciare regimi e ficcarne altri più compiacenti, nonché annettersi tutti gli Stati che si vuole, alla faccia della sovranità popolare e di tutti i trattati internazionali vigenti in materia. 
Perché tanto lo si sta facendo in nome della PACE.
Non stupisce certamente che un giornale "occidentale" si faccia interprete delle vicende, invece di provare a riportarne la cronaca stimolando al massimo degli spunti di riflessione, però dispiace se a farlo è un settimanale che col suo nome poteva ambire a diventare una bella e imparziale finestra sul mondo, invece di relegarsi a semplice servo dell'informazione dei soliti apparati.
E' un nostro dovere cercare sempre di affinare la nostra ricerca dei canali di informazione, per non rischiare di cadere in quel nebuloso calderone mediatico che ha già deciso per noi chi sono i buoni e chi i cattivi.