giovedì 6 marzo 2014

Molto Internazionale, poco imparziale

Quando uno dice che l'informazione non è a senso unico.
Basta dare un'occhiata alla copertina dell'Internazionale di questa settimana per capire che in realtà una corrente certe riviste ce l'hanno ed è anche piuttosto manifesta.
La copertina è abbastanza eloquente: STRATEGIA IMPERIALE, è il titolo che sovrasta l'immagine di Putin che scende da un elicottero a fianco dei militari, uno schema psicologico e semantico ben studiato che non fa altro che cercare di indurre il lettore alla conclusione a priori che , nella questione-Ucraine, le mire imperialiste appartengano solamente alla Russia.
Un meccanismo che spinge a voler far dimenticare le dichiarazioni dell’assistente del segretario di Stato Victoria Nuland che lo scorso dicembre dichiarava che gli Stati Uniti hanno investito 5 miliardi di dollari «al fine di dare all'Ucraina il futuro che merita» aggiungiamo noi, permettendo l'organizzazione militare dei gruppi neonazisti come Svoboda. Nessuna mira imperialista, mha.
Come non c'era nessun doppio fine neanche quando, sempre a dicembre, il sen. John McCaine, famoso per le sue posizioni anti russe, si recava a Kiev per sostenere il leader dell'opposizione ucraina Vitaly Klichko: semplice simpatia politica, non avete mai visto la Clinton far campagna elettorale per Berlusconi?
E anche quando l'altro giorno John Kerryanche lui ex-candidato alla Casa Bianca, è volato a Kiev, è stato per una semplice visita di cortesia, anche se è arrivato portando la promessa di 1 miliardo di dollari in supporto tecnico e garanzie su prestiti, e l'impegno di aiutare il Paese a trovare nuovi mercati e a combattere contro la corruzione in preparazione delle elezioni fra 3 mesi
Una robina buttata lì, che non prevede nessuna organizzazione a priori.
E in tutta questa vicenda Putin, che comunque non è un garante della democrazia e della correttezza politica, anzi, molte sono le ombre che segnano il suo operato politico, è comunque l'unico che sta passando per guerrafondaio imperialista, che non vuole mollare la Crimea all'Ucraina (ovvero USA-UE) per interessi economici e di mire espansionistiche.
Sarà forse perché non ha ancora un Premio Nobel per la pace nel suo curriculum: con quello in bacheca si possono fare tutte le guerre che si vuole, preventive e non, sovvertire ordini costituiti riconosciuti, rovesciare regimi e ficcarne altri più compiacenti, nonché annettersi tutti gli Stati che si vuole, alla faccia della sovranità popolare e di tutti i trattati internazionali vigenti in materia. 
Perché tanto lo si sta facendo in nome della PACE.
Non stupisce certamente che un giornale "occidentale" si faccia interprete delle vicende, invece di provare a riportarne la cronaca stimolando al massimo degli spunti di riflessione, però dispiace se a farlo è un settimanale che col suo nome poteva ambire a diventare una bella e imparziale finestra sul mondo, invece di relegarsi a semplice servo dell'informazione dei soliti apparati.
E' un nostro dovere cercare sempre di affinare la nostra ricerca dei canali di informazione, per non rischiare di cadere in quel nebuloso calderone mediatico che ha già deciso per noi chi sono i buoni e chi i cattivi.

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