giovedì 29 maggio 2014

La Petizione Popolare per le scuole di Grugliasco

Scuola Materna Don Milani
La raccolta firme per la Petizione Popolare sul tema delle scuole di Grugliasco è in pieno svolgimento. L'argomento è abbastanza noto, e i punti che sono alla base dell'istanza che poi verrà presentata al Comune sono riassumibili in due principi: sicurezza e assenza di discriminazione.

Sicurezza perché, a tutt'ora, non abbiamo garanzie che i locali dell'Ungaretti siano a norma per quanto riguarda, ad esempio, le uscite di sicurezza: data la posizione di alcune aule, è previsto che circa 50 bambini, in caso di emergenza, dovranno evacuare l’edificio utilizzando le scale interne della scuola (e non quelle esterne metalliche), inoltre non sappiamo se sia stato redatto un nuovo piano di emergenza che tenga conto dell’aumento delle persone in caso di evacuazione.

Assenza di discriminazione perché la scuola dove verranno sistemati i circa 100 bambini provenienti dalla Don Milani, non avrà la possibilità di accogliere bambini affetti da disabilità del movimento a causa delle barriere architettoniche presenti nella struttura.
Nel 2014 trovare ancora questo tipo di situazioni è quanto meno imbarazzante, se non oltremodo vergognoso.

Sulla base di questi criteri i genitori e i cittadini sensibili e preoccupati da queste decisioni che non sembrano aver tenuto troppo conto della sorte scolastica di questi bambini, hanno deciso di scegliere la strada della raccolta firme soprattutto a fronte delle risposte infelice e per nulla esaustive ricevute durante gli incontri ufficiali.
Il sopralluogo compiuto dai genitori, compiuto alla fine del mese di aprile, poi ha fatto crollare ogni esitazione e li ha convinti della necessità di portare queste problematiche all'attenzione di tutta la Comunità.

Sul tema scuola, a Grugliasco, troppo spesso abbiamo assistito ad una gestione approssimativa e che andava a discapito dei servizi e dei diritti dei cittadini: i lavori all'Europa Unita avrebbero già dovuto essere terminati, ed invece sono ri-iniziati solo a fine aprile dopo mesi di fermo, con tutti i disagi che questo arresto ha comportato; la mensa scolastica ha rappresentato una problematica non da poco che ancora adesso è oggetto di discussione. Le strutture scolastiche hanno evidenti cedimenti dovuti al tempo e all'usura ed invece di intervenire ammodernandole e rendendole energicamente efficienti, le si preferisce abbattere per far di nuovo posto ad altri palazzi, costruiti sulla base di una domanda commerciale che nessuno ha ancora dimostrato esserci (aspettiamo ancora le risposte in merito al Censimento del Cemento di Salviamo il Paesaggio).

I nostri figli hanno bisogno di crescere in strutture scolastiche adeguate, che sappiano recepire le esigenze di tutte le realtà e che non siano considerate parcheggi dove piazzare i più piccoli, ma luoghi di costruzione delle identità future, e i cittadini di Grugliasco hanno diritto ad avere gli adeguati servizi modulati anche in base alle diverse zone della città: non è accettabile, ade esempio, che un'intera area come il quartiere di San Francesco si veda privare della scuola media Gramsci la quale verrà accorpata all'Europa Unita quando questa sarà terminata.

Nei prossimi giorni, al mercato (grazie alla disponibilità di alcuni gruppi politici) e presso la nostra sede di Grugliasco Comunità Sostenibile (Lun-Mer-Ven 17,00-19,30/20,30-23,00) si avrà la possibilità di firmare la petizione.

VI ASPETTIAMO!

I NOSTRI FIGLI MERITANO TUTTA LA NOSTRA ATTENZIONE!


martedì 6 maggio 2014

GCS incontra Fulvio GRIMALDI: Partigiano dell'informazione

Cosa ti lascia una serata passata in compagnia di Fulvio Grimaldi?
Se dicessi che è un po’ come aver parlato con la Storia, probabilmente lui mi riprenderebbe, ma per me è così. 
Come Storia, inteso come materiale da archivio storico, è il suo ultimo lavoro "FRONTE ITALIA - PARTIGIANI DEL 2000 - DAI NO TAV AI NO MUOS, TUTTI I NO DELLA RESISTENZA"  che abbiamo avuto l’onore, purtroppo non senza qualche problema tecnico, di proiettare nella nostra sede in anteprima nazionale.
Un lavoro “alla Grimaldi” con momenti di puro reportage, intervallati da passaggi importanti di riflessione, per culminare nel pathos inteso nel senso più bello del termine.
Un docufilm incentrato su quelle zone d’Italia dove la resistenza si pratica, con fatica, tra mille difficoltà e sacrifici, come ogni resistenza degna di questo nome.
Un racconto per immagini, suoni, parole e gesti che coglie lo spirito, l’essenza, la naturalità di quei Movimenti che hanno deciso che il loro modello di sviluppo non era quello che gli stava appioppando addosso un governo servo del capitale, o un’impresa in odore di mafia o uno Stato d’oltreoceano, benché questo sia il più potente del Mondo.
E' il racconto dei Movimenti che hanno decretato, come loro priorità, la salvaguardia degli individui che si riconoscono in quei territori e che vogliono vivere in quei territori, preservandone l'habitat naturale.
Quanto sarebbe facile, per lo Stato italiano se improvvisamente tutti i NO TAV se ne andassero dalla ValSusa, o per quello Americano se emigrassero tutti gli abitanti di Niscemi.
E quanto diventerebbe facile la vita anche per chi si è trovato pinzato in queste decisioni dettate dai giganti dell’economia e della finanza: niente più perquisizioni, niente più schedature, niente più ridicoli processi o pene detentive sproporzionate, tutto finito, niente più problemi. Eppure.
Eppure la gente rimane lì, ostinatamente, caparbiamente, sfidando dei colossi che quei colossi stessi non avrebbero mai il coraggio di affrontare.
Chi se lo vede il governo italiano occupare i terreni destinati alle installazioni delle parabole del MUOS? Forti con i deboli è il motto degli sconfitti, di quelli sconfitti dentro, pusillanimi opportunistici, e tristemente consapevoli d’esserlo.
Ci voleva, dunque, un racconto così, realizzato da un occhio amico ma estraneo a quei luoghi, a quegli ambienti, benché sicuramente ammiratore di coloro che hanno intrapreso quel percorso. Un occhio che sapesse cogliere tutte quelle sfumature che in questi anni non erano ancora state catturate da penna od obiettivo.
A ottobre, a una nostra serata, erano venuti a trovarci i compagni del Comitato NO MUOS di Torino e Luca Giunti per esporci quelle che chiamammo le ragioni del NO, ovvero le motivazioni del dissenso a queste grandi opere, e nelle loro descrizioni c’erano tutti gli elementi utili per decifrare perché, a livello sociale, ambientale ed economico queste opere non sono proponibili, perché devono essere fermate e perché la strada intrapresa dai governi decisi a  portarle a termine sia deprecabile, oltreché devastante, per gli effetti che queste opere genereranno.
Ma nel lavoro di Grimaldi è catturata tutta l’umanità di questi Movimenti, che diventano una sola persona e cantano e marciano e ridono e discutono come fossero un’unica mente, un unico corpo, un unico cuore
E allora si capisce che cosa stanno cercando di distruggere i poteri costituiti quando attaccano e cercano di sferrare quei micidiali colpi a questi Movimenti: cercano di colpire l'essenza dell'umanità, dell'unità a prescindere dalle differenze. Una cosa che peraltro loro stessi hanno generato mettendo quelle persone in condizione di ritrovarsi, spingendole ad unirsi a legarsi l’una con l’altro, in un unico moto, costante incessante, sulla spinta di quelle ingiustizie che si stanno compiendo sui loro territori. Un moto che è pericoloso perché è contagioso, attecchisce, e non per bisogno, non prende per fame o per miseria, no, quando attecchisce lo fa perché trasmette il sapore di libertà, un sapore forte, non adatto a tutte le bocche e che gli esseri che vogliono rimanere liberi riconoscono, abbracciano e non lasciano più. Chi brama la propria libertà culturale, mentale, intellettuale, collettiva e individuale ed entra in contatto con queste realtà non può più liberarsi da dosso questo senso di armonia con sé stessi e con gli altri, che richiama ineluttabilmente alle necessità dell’individuo: la terra, gli animali, gli alberi, l’Ambiente.
Tutto torna, e allora, quando poi qualcuno, non importa chi, non importa se una cravatta o un casco o un manganello fuori ordinanza, quando qualcuno di questi elementi, anomali a quel mondo, prova ad attaccare questa armonia per assoggettarla ai propri interessi scatta la difesa, forte, agguerrita, coraggiosa, necessaria, utile. Utile anche a chi, ancora, se ne frega di quello che succede da quelle parti e pensa che tanto, tutto quel trambusto, non lo riguarderà mai: sciocchi irresponsabili, sottoprodotti di questa politica corrotta e violenta, troppo tardi comprenderanno le conseguenze della loro indifferenza.
E dunque cosa ti lascia una serata passata con Fulvio Grimaldi che racconta di te come non pensavi di essere? Che ci lascia il DVD del suo lavoro dicendoci "fatelo pure vedere, organizzate altre serate, trovatevi e guardatelo, guardatevi". Ti lascia tanto, soprattutto la comprensione, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che ciò per cui stiamo lottando è giusto, e questo ha uno splendido sapore di libertà ma soprattutto, più di tutto il resto, autorizza tutti coloro, che lottano e che credono in questa nuova Resistenza, ad annoverarsi tra i Partigiani del 2000. Grazie.