martedì 30 settembre 2014

Decreto sblocca-Italia (DL 133/2014) sblocca-inceneritori!


Il decreto sblocca-italia (decreto-legge 133/2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.212 del 12-9-2014) è un regalo alla lobby degli inceneritori. Vediamo cosa prescrive caro Renzi in proposito:

Art. 35 (Misure urgenti per l'individuazione e la realizzazione di impianti di recupero di energia, dai rifiuti urbani e speciali, costituenti infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale)

  1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, individua, con proprio decreto, gli impianti di recupero di energia e di smaltimento dei rifiuti urbani e speciali, esistenti o da realizzare per attuare un sistema integrato e moderno di gestione di tali rifiuti atto a conseguire la sicurezza nazionale nell'autosufficienza e superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. Tali impianti, individuati con finalita' di progressivo riequilibrio socio economico fra le aree del territorio nazionale concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio mentre deprimono il fabbisogno di discariche. Tali impianti di termotrattamento costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale ai fini della tutela della salute e dell'ambiente.
  2. Tutti gli impianti, sia esistenti che da realizzare, devono essere autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall'articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n.46. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorita' competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali.
  3. Tutti gli impianti di nuova realizzazione dovranno essere realizzati conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui al punto R1 (nota 4), allegato C, del decreto legislativo 3 aprile 2006 n.152.
  4. Entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti esistenti, le Autorita' competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1, revisionando in tal senso e nello stesso termine, quando ne ricorrono le condizioni, le autorizzazioni integrate ambientali.
  5. Ai sensi del decreto legislativo n.152 del 2006 e successive modificazioni non sussistendo vincoli di bacino per gli impianti di recupero, negli stessi deve essere data priorita' al trattamento dei rifiuti urbani prodotti nel territorio nazionale e a saturazione del carico termico, devono essere trattati rifiuti speciali non pericolosi o pericolosi a solo rischio sanitario, adeguando coerentemente le autorizzazioni integrate ambientali alle presenti disposizioni nei termini sopra stabiliti.
  6. I termini previsti per l'espletamento delle procedure di espropriazione per pubblica utilita', di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1, sono ridotti alla meta'. Se tali procedimenti sono in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono ridotti della meta' i termini residui.
  7. In caso di mancato rispetto dei termini di cui ai commi 2, 4, 5 e 6 si applica il potere sostitutivo previsto dall'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131.

In parole povere ci pare di capire che:
  • Gli inceneritori sono "infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale", ovvero possono essere trattate come zone militari (vedi cantiere TAV Torino-Lione).
  • Hanno "finalità di tutela della salute e dell'ambiente".
  • Sono impianti che "concorrono allo sviluppo della raccolta differenziata e al riciclaggio"(!!)
  • Devono lavorare a pieno regime ("saturazione del carico termico").
  • In conseguenza del punto precedente, i rifiuti possono arrivare da qualunque parte ("non sussistendo vincoli di bacino") e se i rifiuti urbani non bastano, si brucieranno rifiuti speciali e rifiuti pericolosi sanitari.
  • Si dimezzano i termini di espropriazione, di Valutazione d'Impatto Ambientale e di Autorizzazione Integrata Ambientale.
  • Qualora gli enti preposti non si sottomettano a questi diktat, provvede il Governo direttamente (potere sostitutivo) nominando un commissario.
Decisamente si tratta di sovvertire ogni senso logico, specie dove si dice che gli inceneritori tutelano la salute e sviluppano il riciclaggio. Scandaloso.

Se il decreto verrà approvato dal parlamento così com'è, al Gerbido arriveranno migliaia di tonnellate di rifiuti da ogni parte d'Italia, con buona pace di qualunque politica di riduzione dei rifiuti o di riciclaggio.

fonte CARP

lunedì 29 settembre 2014

News dalla Commissione cementizia di Grugliasco/2


Succede a New York che ci si sfidi, tra i vari quartieri, a colpi di “parchi pubblici”.
Incredibile, in una della città più urbanizzate che si conosca, tra le prime venti al mondo per densità abitativa, si trova un’amministrazione che invece di continuare a costruire perché, come si dice a Grugliasco, “c’è una forte domanda di abitazioni”, lì invece si provveda a recuperare tutta un’area dismessa per trasformarla nel Brooklyn Bridge Park.
Era già successo con il recupero della “High Line” una linea sopraelevata costruita tra il 1929 e il 1934 e, in seguito alla sua dismissione, riutilizzata come passeggiata-giardino pensile.
Forse, qui da noi, per ritornare a vedere un cartello che presenti il progetto di un nuovo parco (non la risistemazione di uno già esistente) bisognerà arrivare ad avere prima i grattacieli chilometrici di Manhattan, ma se è solo per quello, siamo già sulla buona strada.

Venerdì sera, a Grugliasco, non New york, si è tenuta la riunione dell’allegra “Commissione cementizia” (termine che non si può naturalmente affibbiare a chi invece, al suo interno, non è per nulla allineato sulle posizioni dei “cementificatori di maggioranza”).
All’esame la prima (di una lunga serie) variante al nuovo, ma già vecchio, PRG.
Due temi: il primo riguardante la nuova RSA di Grugliasco, che poi servirà anche altre zone dell’area urbana ovest di Torino, questa sarà la prima opera che si vedrà avantaggiata dalle nuove disposizioni in materia di oneri ricavati dall’urbanizzazione: 30% di decurtazione dei costi per l’impresa: totale 140.000 Euro in meno per le casse comunali, che ci dicono sempre bisognose di nuove risorse.
Il guadagno sembrerebbe risiedere in uno sconto che riceveranno i grugliaschesi che chiederanno ricovero presso quella struttura.
Era il risultato migliore? Mha, chissà, anche se ad un ulteriore approfondimento viene risposto che o era così, o l’ente costruente prospettava già l’idea di migrare da Grugliasco…
Ricatti privati e pubbliche virtù.
Il secondo riguarda invece la questione della caserma di carabinieri di Corso Torino.
L’area interessata è quella dell’ex campo da calcio del Borgo San Remo, vago ricordo di uno spazio ancor verde, deputata ad ospitare i nuovi palazzoidi.
Su quest’area era stato ricavato uno spazio di circa 2.500 mq utile per costruirci la nuova caserma dei carabinieri, più adatta, di quella attuale, per esigenze di sicurezza per una città come la nostra.
Riecheggiano ancora le parole del buon Mazzù «La novità più importante – confidava l'allora sindaco nel 2009 – è sicuramente il fatto che avremo, tra due anni o poco più, una nuova caserma dei carabinieri, che sarà il doppio dell’attuale, centrale e ben visibile, su corso Torino a due passi dall’Università. E tutto a costo zero». A dare i soldi sarebbero dovuti essere, infatti, degli investitori privati. FUFFA!
Dopo qualche tempo il Ministero fa sapere di non essere più interessato all’area, e qualcuno ci tiene a ricordare che è sempre andata così, e che queste cose spesso vengono usate come specchietto per le allodole per avere la scusa di far arrivare le ruspe su una determinata area che, una volta svanito il piano di Interesse pubblico, permettono di far subentrare quello di interesse privato.
E quindi che si fa? Si edifica!
Però l’assessore si vanta di aver spalmato su una superficie più ampia i mq che prima erano impilati, permettendosi così di “costruire meglio” (dunque lo sapeva che stava costruendo male…).
Qualcuno alza il ditino e chiede se non sia possibile preservare quella zona a verde pubblico: non sia mai – afferma l’assessore -  non abbiamo più i soldi per mantenere i giardini esistenti, figuriamoci crearne di nuovi.
Però intanto facciamo gli sconti sugli oneri di urbanizzazione…


Che poi lo sappiamo, non è tanto per il mq in più o in meno di giardinetto o di area verde che loro dovrebbero magnanimamente concedere alla cittadinanza. 
Il problema è il buio più totale che si legge nei loro piani futuri per questa città.
Il dramma risiede in questo continuo marciare a vista che tutto provoca tranne che sicurezza: Facciamo la caserma - no non la facciamo… tiriamo giù una scuola, due scuole, la terza la ristrutturiamo, no tiriamo giù anche quella – e le altre scuole? vedremo... 
E  poi palazzi come se fossimo in pieno boom demografico – ma i dati per sapere la richiesta reale di abitazioni? – bho!ma le case già esistenti perderanno molto valore a fronte delle nuove offerte del mercato? – può darsi, ma che importa, noi intanto costruiamo...

E adesso lo sblocca i-taglia farà il resto…

Intanto una relazione dell'Arpa (niente anarco-insurrezionalisti) riporta: 



Il consumo di suolo causato dalla costruzione di nuove aree residenziali, industriali e commerciali nonché servizi, aree estrattive, strade, ferrovie eccetera, rappresenta un serio problema, sia a livello nazionale che europeo, che porta alla sigillatura (Soil sealing) o impermeabilizzazione dei suoli.
L’impermeabilizzazione compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Si riduce la superficie disponibile per lo svolgimento delle funzioni del suolo, tra cui l’assorbimento di acqua piovana per l’infiltrazione – che porta all’aumento dei deflussi, con possibili inondazioni dagli effetti talvolta catastrofici – ed il filtraggio. Inoltre, il paesaggio appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo isolati per ospitare determinate specie, con la conseguente perdita di biodiversità, e la produzione agricola risulta inesorabilmente compromessa.

Buonanotte popolo!

lunedì 22 settembre 2014

Il Sistema Torino incontra il Sistema Grugliasco

Spettacolare sabato sera a Grugliasco!

Gli amici di Sistema Torino ci hanno regalato un momento di incontro, formazione e confronto veramente bello.
Una chiaccherata tra amici (tanti!) che ha lasciato tutti con la voglia di andarsi a leggere il libro di Maurizio Pagliassotti "Sistema Torino - Sistema Italia" e a vedere le prossime repliche dello spettacolo "Il Sistema Torino non esiste" scritto da Massimo Giovara.
A coronare la serata un Mariano Turigliatto in gran forma che ci voluto raccontare (una parte) del Sistema che lui incontrò e cercò di smantellare, in parte riuscendoci, quando si ritrovò sindaco della nostra città.

Buona parte di questa storia è riportata nel libro di Salvo Anzaldi "Fuori dal Comune", che volendo si può trovare nella nostra ormai fornitissima biblioteca.
Ma ecco, si odono i cori giungere dai banchi della maggioranza (peraltro, costantemente non pervenuta): "Turigliatto, hanno invitato Turigliatto, avete visto, dunque? Ecco dov'è la loro imparzialità..."
E a una probabile, quanto vacua, polemica ci vien da rispondere che primo: noi siamo sempre stati di parte, ovvero dalla parte della Costituzione, dei diritti civili, della giustizia sociale e quindi di chi combatte per ottenerla, nonché dalla parte di chi amministra bene il proprio territorio, visto che ci viviamo e ci vivono i nostri figli.
E su questo punto credo che qualunque critica sia totalmente risibile.
Secondo: noi invitiamo chi ci pare in base ai nostri principi statutari, se non invitiamo gente di altra fattura e specie è perché, in questi prinicipi, non ci rientra nemmeno un loro globulo rosso, anzi bianco...
Di cosa si parla nel libro e cosa si può apprezzare nello spettacolo l'abbiamo detto diverse volte: sono, questi, veri e propri grimardelli che demoliscono letteralmente quel muro di cemento che nasconde l'ipocrisia, la vergogna e l'antidemocrazia che caratterizza i soggetti che ci governano e amministrano, in quasi tutti i settori nevralgici del nostro Paese.
Autonominatosi sacerdoti di questo tempo si ritengono gli unici soggetti abili ad intrepretare le forme di cambiamento necessarie (l'Europa lo vuole...) per la nostra società, il tutto in nome del loro "quarantavirgolaottopercento" che ritengono dia loro poteri assoluti e illimitati.

Fragilità e incompetenza sono invece le peculiarità dei loro caratteri, contraddistinti da una "chiacchiera strabordante e inconcludente " (cit.).

Ne faremo ancora di momenti all'aperto come questo, amplificheremo ancora la nostra voce per renderla il più possibile udibile a tutti: metteremo ancora a nudo il re.
Divertendoci, come sempre, scuoteremo ancora le serate di una Grugliasco che ha bisogno, sempre di più, di essere agitata e svegliata da questo letale torpore che la sta lentamente consumando.

lunedì 15 settembre 2014

GCS incontra Domenico FINIGUERRA

Serata meravigliosa, quella di sabato sera, passata in compagnia di un generosissimo Domenico FINIGUERRA.
Una serata alla quale hanno partecipato volentieri anche gli amici di Vivi Piossasco e del Comitato Torinese di SALVIAMO IL PAESAGGIO.
Finiguerra, dopo aver presenziato ad un incontro nel pomeriggio, si è prestato molto volentieri a voler far visita alla nostra associazione raccontandoci della sua esperienza come Sindaco in quel di Cassinetta di Lugagnano, e delle scelte coraggiose e importanti che si è trovato a compiere in quel ruolo.
L’abbandono del consumo di suolo, la scommessa del rilancio del paesaggio e del territorio, il blocco vincolante del cemento selvaggio, e poi la nascita dei comitati locali e infine del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio: insomma, sicuramente una filosofia di rottura, se paragonato a ciò che ci circonda.
Una strada certamente faticosa, legata ad un modo di agire diverso, che si basa sul rapportarsi con l’ambiente in maniera equilibrata e che oggi, benché non ci sia più lui ad amministrare, la cittadinanza di Cassinetta ha ormai fatto propria continuando a scegliere in questo senso.
La dimostrazione reale e concreta che la partecipazione e il coinvolgimento, unite ad una cultura sapiente e consapevole della necessità della sostenibilità, hanno vinto sulle scelte miopi e opportunistiche che altri amministratori spesso abbracciano rovinando e danneggiando irreparabilmente i nostri territori.

Insomma la presenza di Finiguerra in GCS l’altra sera ha dimostrato soprattutto una cosa: ESISTONO ALTERNATIVE! 
E sono praticabili, quando non addirittura necessarie, e chi sostiene il contrario è solo perché probabilmente ha interessi molto personali…

Un grazie particolare perché spesso, le persone umane, sentono il peso della rinuncia a viversi i momenti della loro in vita insieme ai loro cari, alla loro famiglia.
Però sanno anche che ciò che portano in giro è un messaggio importante, custodito all'interno di una figura significativa: persone così conoscono e praticano il valore del sacrificio e dell'impegno volontario, ed è per quello che poi vederle indossare la nostra maglietta ci riempie di grande orgoglio.

 

giovedì 11 settembre 2014

Iniziativa sulla Palestina - a cura del CIVG

Segnaliamo questa bella ed importante iniziativa degli amici del CIVG (Centro Iniziative per la Verità e la Giustizia) dedicata alla Palestina, che si terrà martedi 16 settembre, alle ore 20.45, presso la LIBRERIA BELGRAVIA di Via Vicoforte 14 a Torino

Diego SIRAGUSA presenterà il libro della della compianta Livia Rokach: “Vivere con la spada – il terrorismo sacro di Israele” con prefazione di Noam Chomsky.
Livia era ebrea/palestinese, figlia dell’ex ministro degli Interni Israel Rokach. Lavorava in Italia per la radio israeliana che la licenziò per le notizie “non allineate” che aveva dato sulla Guerra dei Sei giorni. Scelse di stare in Italia e svolse una intensa opera pubblicistica sempre contro l’imperialismo e tutte le ingiustizie. Morì suicida a Roma nel 1984.
Nessuno volle pubblicare il suo libro in Italia. I sionisti fecero di tutto per ostacolarla. Grazie a Noam Chomsky, il libro uscì negli USA, nonostante le minacce di azione giudiziaria dello stato d’Israele.

I proventi della vendita del libro andranno in solidarietà al Progetto GAZA AID.




Diego Siragusa: <<Ho avuto il piacere di tradurre e di introdurre per l’edizione italiana il libro della compianta Livia Rokach “Vivere con la spada – il terrorismo sacro di Israele” con prefazione di Noam Chomsky.
Livia era ebrea/palestinese, figlia dell’ex ministro degli Interni Israel Rokach. Lavorava in Italia per la radio israeliana che la licenziò per le notizie “non allineate” che aveva dato sulla Guerra dei Sei giorni. Scelse di stare in Italia e svolse una intensa opera pubblicistica sempre contro l’imperialismo e tutte le ingiustizie. Morì suicida a Roma nel 1984.
Nessuno volle pubblicare il suo libro in Italia. I sionisti fecero di tutto per ostacolarla. Grazie a Noam Chomsky, il libro uscì negli USA, nonostante le minacce di azione giudiziaria dello stato d’Israele.
- See more at: http://www.iskrae.eu/?p=18738#sthash.q7aoNgXd.dpuf
Diego Siragusa: <<Ho avuto il piacere di tradurre e di introdurre per l’edizione italiana il libro della compianta Livia Rokach “Vivere con la spada – il terrorismo sacro di Israele” con prefazione di Noam Chomsky.
Livia era ebrea/palestinese, figlia dell’ex ministro degli Interni Israel Rokach. Lavorava in Italia per la radio israeliana che la licenziò per le notizie “non allineate” che aveva dato sulla Guerra dei Sei giorni. Scelse di stare in Italia e svolse una intensa opera pubblicistica sempre contro l’imperialismo e tutte le ingiustizie. Morì suicida a Roma nel 1984.
Nessuno volle pubblicare il suo libro in Italia. I sionisti fecero di tutto per ostacolarla. Grazie a Noam Chomsky, il libro uscì negli USA, nonostante le minacce di azione giudiziaria dello stato d’Israele.
- See more at: http://www.iskrae.eu/?p=18738#sthash.q7aoNgXd.dpuf



mercoledì 3 settembre 2014

Don Milani/Ungaretti: il (non) senso della vergogna


Sulla vicenda delle scuole, ci eravamo fermati, per così dire, alla raccolta firme, ma la cosa è andata avanti: un breve riepilogo.
Il Comune (il Sindaco) decide di buttare giù due scuole, Don Milani, Borgata San Francesco, e Casalegno, Borgata Gerbido, nonostante la moria di posti per gli alunni della scuola dell’infanzia.
Così quelli che fino all’anno scorso andavano alla Don Milani si vedono smistati tra Di Nanni e Ungaretti, e la motivazione è la seguente: il terreno su cui è collocata la struttura scolastica deve essere ceduto all’edilizia privata per fare cassa. Non male, e in cambio i cittadini cosa riceverebbero? Una Gramsci che, ci raccontano Sindaco e Dirigenti, smetterebbe di essere scuola media per diventare la nuova materna/elementare, rifatta grazie ai soldi ottenuti dalla vendita del terreno della Don Milani.
Spiegazione interessante che praticamente mette in luce il fatto che il Sindaco sappia già quanto ricaverà dalla messa in vendita: 1 mln di Euro, ci conferma.
Ma i condizionali sono tutti d’obbligo, perché poi a luglio veniamo a scoprire che non solo non esiste un progetto di rifacimento della Gramsci (Binda dixit), ma non esiste nemmeno un “Piano scuola” generale, il che tradotto vuol dire non ci sono idee, non ci sono progetti per il futuro delle scuole di Grugliasco, ma solo grandi volontà di recuperare soldi marciando sui diritti dei cittadini.
Inoltre, come se già tutto questo non bastasse, viene anche dichiarato che l’Ungaretti non potrà accogliere persone affette da disabilità motoria. Una dichiarazione da niente, se fossimo nel 2014 A.C.
Il Comitato Genitori Scuola Sicura, sorto proprio per interessarsi direttamente di queste problematiche, presenta una Petizione Popolare con la quale si richiede che l’Ungaretti venga messa in condizione di ospitare anche disabili e che il terreno su cui sorge la Don Milani mantenga la sua destinazione d'uso, ovvero venga restituito alla Comunità per farci un'altra scuola.
Ma visto che i tempi, scelti ad hoc dagli artefici dello spostamento, sono contingentati e settembre è prossimo ad arrivare, ad agosto il Comitato presenta una diffida al Comune nella quale lo esorta a non procedere in tal senso in quanto la struttura di destinazione possiede caratteristiche socialmente discriminanti e non risponde ai requisiti prescritti dalla legge (D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503).

A questo punto uno si aspetterebbe che, non diciamo persone serie ma almeno dotate di un minimo senso civico, si fermassero, riflettessero e poi ritornassero sui loro passi: “scusate, effettivamente ci siam sbagliati, abbiamo fatto le cose in maniera un po’ avventata, rivedremo il tutto e poi vi faremo sapere…”. E i cittadini avrebbero anche capito, perché gli errori si commettono, gli sbagli, soprattutto quando si amministra una realtà come quella di una cittadina come Grugliasco, possono accadere. Sì, è vero, noi e il Comitato è un po’ di mesi che lo andiamo ribadendo, ma magari, di fronte ad una diffida inviata anche alla Regione e all’Asl competente, nonché alla Prefettura di Torino, ecco, magari di fronte ad un documento del genere, motivato, non dettato dall’impulso, qualcuno si sarebbe anche potuto ravvedere. Magari… Nemmeno di fronte a tutto questo hanno ascoltato il loro buon senso, anzi hanno prodotto una risposta che la F.I.S.H. Piemonte, che sta seguendo il Comitato in questa vicenda, ha definito “inaccettabile”.
La vergogna segna l'uomo il confine intimo del peccato. Lì dove egli arrossisce, inizia il suo essere più nobile, diceva Hebbel, ispiratore del patragismo: le considerazioni, dunque, si traggono da sè.

Alla prossima puntata, perché ci sarà...

Comunicato incendio doloso alla Cavallerizza Reale di Torino

L'associazione Grugliasco Comunità Sostenibile si unisce all'indignazione generale per il vergognoso quanto triste fatto accaduto nella notte alla Cavallerizza Reale di Torino, patrimonio comune tutelato dall'UNESCO.
L'incendio doloso che ha procurato diversi seri danni alla struttura, fino ad oggi contesto di convivialità multiculturale collettiva grazie all'impegno del collettivo Assemblea Cavallerizza 14:45, non può che rappresentare un ulteriore attacco alla difesa dei beni comuni.

Ci uniamo a tutti gli altri comitati che hanno manifestato la loro solidarietà per il triste evento occorso, e stringendoci in un abbraccio ai compagni impegnati nell'occupazione civile della Cavallerizza, invitiamo la cittadinanza ad unirsi alla partecipazione alle attività per la ricostituzione dei locali danneggiati e alla difesa, costante e determinata, dei beni comuni.

Il Direttivo