mercoledì 3 settembre 2014

Don Milani/Ungaretti: il (non) senso della vergogna


Sulla vicenda delle scuole, ci eravamo fermati, per così dire, alla raccolta firme, ma la cosa è andata avanti: un breve riepilogo.
Il Comune (il Sindaco) decide di buttare giù due scuole, Don Milani, Borgata San Francesco, e Casalegno, Borgata Gerbido, nonostante la moria di posti per gli alunni della scuola dell’infanzia.
Così quelli che fino all’anno scorso andavano alla Don Milani si vedono smistati tra Di Nanni e Ungaretti, e la motivazione è la seguente: il terreno su cui è collocata la struttura scolastica deve essere ceduto all’edilizia privata per fare cassa. Non male, e in cambio i cittadini cosa riceverebbero? Una Gramsci che, ci raccontano Sindaco e Dirigenti, smetterebbe di essere scuola media per diventare la nuova materna/elementare, rifatta grazie ai soldi ottenuti dalla vendita del terreno della Don Milani.
Spiegazione interessante che praticamente mette in luce il fatto che il Sindaco sappia già quanto ricaverà dalla messa in vendita: 1 mln di Euro, ci conferma.
Ma i condizionali sono tutti d’obbligo, perché poi a luglio veniamo a scoprire che non solo non esiste un progetto di rifacimento della Gramsci (Binda dixit), ma non esiste nemmeno un “Piano scuola” generale, il che tradotto vuol dire non ci sono idee, non ci sono progetti per il futuro delle scuole di Grugliasco, ma solo grandi volontà di recuperare soldi marciando sui diritti dei cittadini.
Inoltre, come se già tutto questo non bastasse, viene anche dichiarato che l’Ungaretti non potrà accogliere persone affette da disabilità motoria. Una dichiarazione da niente, se fossimo nel 2014 A.C.
Il Comitato Genitori Scuola Sicura, sorto proprio per interessarsi direttamente di queste problematiche, presenta una Petizione Popolare con la quale si richiede che l’Ungaretti venga messa in condizione di ospitare anche disabili e che il terreno su cui sorge la Don Milani mantenga la sua destinazione d'uso, ovvero venga restituito alla Comunità per farci un'altra scuola.
Ma visto che i tempi, scelti ad hoc dagli artefici dello spostamento, sono contingentati e settembre è prossimo ad arrivare, ad agosto il Comitato presenta una diffida al Comune nella quale lo esorta a non procedere in tal senso in quanto la struttura di destinazione possiede caratteristiche socialmente discriminanti e non risponde ai requisiti prescritti dalla legge (D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503).

A questo punto uno si aspetterebbe che, non diciamo persone serie ma almeno dotate di un minimo senso civico, si fermassero, riflettessero e poi ritornassero sui loro passi: “scusate, effettivamente ci siam sbagliati, abbiamo fatto le cose in maniera un po’ avventata, rivedremo il tutto e poi vi faremo sapere…”. E i cittadini avrebbero anche capito, perché gli errori si commettono, gli sbagli, soprattutto quando si amministra una realtà come quella di una cittadina come Grugliasco, possono accadere. Sì, è vero, noi e il Comitato è un po’ di mesi che lo andiamo ribadendo, ma magari, di fronte ad una diffida inviata anche alla Regione e all’Asl competente, nonché alla Prefettura di Torino, ecco, magari di fronte ad un documento del genere, motivato, non dettato dall’impulso, qualcuno si sarebbe anche potuto ravvedere. Magari… Nemmeno di fronte a tutto questo hanno ascoltato il loro buon senso, anzi hanno prodotto una risposta che la F.I.S.H. Piemonte, che sta seguendo il Comitato in questa vicenda, ha definito “inaccettabile”.
La vergogna segna l'uomo il confine intimo del peccato. Lì dove egli arrossisce, inizia il suo essere più nobile, diceva Hebbel, ispiratore del patragismo: le considerazioni, dunque, si traggono da sè.

Alla prossima puntata, perché ci sarà...

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