lunedì 29 settembre 2014

News dalla Commissione cementizia di Grugliasco/2


Succede a New York che ci si sfidi, tra i vari quartieri, a colpi di “parchi pubblici”.
Incredibile, in una della città più urbanizzate che si conosca, tra le prime venti al mondo per densità abitativa, si trova un’amministrazione che invece di continuare a costruire perché, come si dice a Grugliasco, “c’è una forte domanda di abitazioni”, lì invece si provveda a recuperare tutta un’area dismessa per trasformarla nel Brooklyn Bridge Park.
Era già successo con il recupero della “High Line” una linea sopraelevata costruita tra il 1929 e il 1934 e, in seguito alla sua dismissione, riutilizzata come passeggiata-giardino pensile.
Forse, qui da noi, per ritornare a vedere un cartello che presenti il progetto di un nuovo parco (non la risistemazione di uno già esistente) bisognerà arrivare ad avere prima i grattacieli chilometrici di Manhattan, ma se è solo per quello, siamo già sulla buona strada.

Venerdì sera, a Grugliasco, non New york, si è tenuta la riunione dell’allegra “Commissione cementizia” (termine che non si può naturalmente affibbiare a chi invece, al suo interno, non è per nulla allineato sulle posizioni dei “cementificatori di maggioranza”).
All’esame la prima (di una lunga serie) variante al nuovo, ma già vecchio, PRG.
Due temi: il primo riguardante la nuova RSA di Grugliasco, che poi servirà anche altre zone dell’area urbana ovest di Torino, questa sarà la prima opera che si vedrà avantaggiata dalle nuove disposizioni in materia di oneri ricavati dall’urbanizzazione: 30% di decurtazione dei costi per l’impresa: totale 140.000 Euro in meno per le casse comunali, che ci dicono sempre bisognose di nuove risorse.
Il guadagno sembrerebbe risiedere in uno sconto che riceveranno i grugliaschesi che chiederanno ricovero presso quella struttura.
Era il risultato migliore? Mha, chissà, anche se ad un ulteriore approfondimento viene risposto che o era così, o l’ente costruente prospettava già l’idea di migrare da Grugliasco…
Ricatti privati e pubbliche virtù.
Il secondo riguarda invece la questione della caserma di carabinieri di Corso Torino.
L’area interessata è quella dell’ex campo da calcio del Borgo San Remo, vago ricordo di uno spazio ancor verde, deputata ad ospitare i nuovi palazzoidi.
Su quest’area era stato ricavato uno spazio di circa 2.500 mq utile per costruirci la nuova caserma dei carabinieri, più adatta, di quella attuale, per esigenze di sicurezza per una città come la nostra.
Riecheggiano ancora le parole del buon Mazzù «La novità più importante – confidava l'allora sindaco nel 2009 – è sicuramente il fatto che avremo, tra due anni o poco più, una nuova caserma dei carabinieri, che sarà il doppio dell’attuale, centrale e ben visibile, su corso Torino a due passi dall’Università. E tutto a costo zero». A dare i soldi sarebbero dovuti essere, infatti, degli investitori privati. FUFFA!
Dopo qualche tempo il Ministero fa sapere di non essere più interessato all’area, e qualcuno ci tiene a ricordare che è sempre andata così, e che queste cose spesso vengono usate come specchietto per le allodole per avere la scusa di far arrivare le ruspe su una determinata area che, una volta svanito il piano di Interesse pubblico, permettono di far subentrare quello di interesse privato.
E quindi che si fa? Si edifica!
Però l’assessore si vanta di aver spalmato su una superficie più ampia i mq che prima erano impilati, permettendosi così di “costruire meglio” (dunque lo sapeva che stava costruendo male…).
Qualcuno alza il ditino e chiede se non sia possibile preservare quella zona a verde pubblico: non sia mai – afferma l’assessore -  non abbiamo più i soldi per mantenere i giardini esistenti, figuriamoci crearne di nuovi.
Però intanto facciamo gli sconti sugli oneri di urbanizzazione…


Che poi lo sappiamo, non è tanto per il mq in più o in meno di giardinetto o di area verde che loro dovrebbero magnanimamente concedere alla cittadinanza. 
Il problema è il buio più totale che si legge nei loro piani futuri per questa città.
Il dramma risiede in questo continuo marciare a vista che tutto provoca tranne che sicurezza: Facciamo la caserma - no non la facciamo… tiriamo giù una scuola, due scuole, la terza la ristrutturiamo, no tiriamo giù anche quella – e le altre scuole? vedremo... 
E  poi palazzi come se fossimo in pieno boom demografico – ma i dati per sapere la richiesta reale di abitazioni? – bho!ma le case già esistenti perderanno molto valore a fronte delle nuove offerte del mercato? – può darsi, ma che importa, noi intanto costruiamo...

E adesso lo sblocca i-taglia farà il resto…

Intanto una relazione dell'Arpa (niente anarco-insurrezionalisti) riporta: 



Il consumo di suolo causato dalla costruzione di nuove aree residenziali, industriali e commerciali nonché servizi, aree estrattive, strade, ferrovie eccetera, rappresenta un serio problema, sia a livello nazionale che europeo, che porta alla sigillatura (Soil sealing) o impermeabilizzazione dei suoli.
L’impermeabilizzazione compromette irrimediabilmente le funzioni biologiche del suolo. Si riduce la superficie disponibile per lo svolgimento delle funzioni del suolo, tra cui l’assorbimento di acqua piovana per l’infiltrazione – che porta all’aumento dei deflussi, con possibili inondazioni dagli effetti talvolta catastrofici – ed il filtraggio. Inoltre, il paesaggio appare frammentato, gli spazi vitali si restringono o sono troppo isolati per ospitare determinate specie, con la conseguente perdita di biodiversità, e la produzione agricola risulta inesorabilmente compromessa.

Buonanotte popolo!

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