martedì 14 ottobre 2014

La Gramsci che verrà?


Era un bel pomeriggio di primavera quando, presso la scuola Gramsci, futura ex-media della Borgata San Francesco, venivano elargiti proclami e promesse a genitori desiderosi di rassicurazioni e ragguagli in merito al destino dei loro piccoli.
In quell'occasione veniva illustrato una sorta di piano-fornero della scuola di Grugliasco: sì, è vero, temporaneamente i bambini della materna Don Milani, saranno sistemati al secondo piano di una scuola buona per l’abbattimento come l'Ungaretti, alla quale le lasceremo delle caratteristiche discriminanti per i disabili, e quindi magari questa soluzione non soddisferà tutti (i sacrifici di Elsa...), ma questo perché è necessario vendere il terreno della materna, dalla quale si ricaverà 1 mln di Euro che servirà per rifare la Gramsci e a trasformarla in un plesso unico materna+elementare, con (pausa-sospiro) abbattimento dei costi.
Gaudenti e soddisfatti sorrisi si sarebbero dovuti, secondo loro, spiaccicare sulle facce degli incuriositi genitori, chi vive nel Renzieworld pensa che tutto si risolva come in una sitcom americana degli anni ’70, con selfie finale allegato.
Venerdi 10 ottobre, genitori e interessati convenuti alla Commissione urbanistica hanno potuto invece constatare l’avveniristico progetto che prevede un istituto capace di ospitare circa 370 alunni (250 per le elementari e 120 per la materna), distribuiti rispettivamente in 10 e 4 sezioni.
Nota: per quanto riguarda la materna, la normativa, a meno che Grugliasco non faccia caso a sè, come oramai per molte cose, gli alunni per classe non dovrebbero superare il numero, già discutibilissimo, di 29 (fatta salva la presenza di disabili, che allora abbasserebbe il numero), invece qui, a quanto pare, loro pensano di stiparne di più (120/4=30).
Due piani, materne sotto ed elementari sopra, ci sarà la costruzione di una nuova mensa, che naturalmente mangerà ulteriore terreno esterno, alla faccia del consumo di suolo.
Pareti mobili, spazi verdi dedicati, aree didattiche rimodulabili, tutte quelle cose che sulle carta costano poco, molto poco, ma che poi spesso, alla conta dei fatti, non trovano riscontro nella realtà.
Palestra, campo da basket, pista d'atletica ad uso e consumo dei grugliaschesi (chissà chi la gestirà...) e, naturalmente, dato che viviamo nel fantastico mondo del Renzie Style, dove il superfluo diventa necessario e il linguaggio vince sul pensiero, ecco sbucare il cleaver and smart Civic Center: cioè un auditorium.
Ma veniamo all’aspetto tecnico-economico.
Tempi di realizzazione: 24 mesi che, se assomiglieranno a quelli dell’Europa Unita, trasformeranno la “temporanea sistemazione” dell’Ungaretti in una quasi-definitiva.
E a proposito di Europa Unita, l’assessore si è sperticato nel confermare la sua riapertura agli studenti avverrà nel settembre del 2015: dunque fra 320 gg circa potremo celebrare la riapertura di una scuola che pensavamo ormai andata. Tenetevi pronti, grugliaschesi!
Tornando alla Gramsci, il progetto andrà in gara con la formula dell’appalto integrato, ovvero il progetto definitivo ed esecutivo verranno realizzati dalla ditta aggiudicatrice, ammontare totale: 4.000.000,00 di Euro, circa.
4.000.000,00?
Ma nell’ormai famosa assemblea del 9 aprile non venne raccontato ai genitori che serviva 1 milione di euro per rifare la Gramsci?
Allora era 1 da aggiungere ad altri 3: ma magari avevamo capito male noi...
Però quante domande nascono, così.
Ad esempio: siamo sicuri che questi 3 milioni siano già nella pancia dell'amministrazione?
E dato che quello della Don Milani è un terreno da vendere a privati, e gli ultimi deludenti esiti delle aste pubbliche non fanno ben sperare, si può essere sicuri che tale somma verrà incassata? 
E se sì, perché?
E se non si ricaverà la cifra prevista? Son previsti altri saccheggi del territorio?
Dunque, si sta andando in gara con un progetto che, de facto, non ha copertura finanziaria: si può fare?
E poi ancora: in questo disegno (folle) della sistemazione delle scuole di Grugliasco si è tenuto conto delle variazioni demografiche che si verificheranno di qua al 2018, anno in cui dovrebbe essere inaugurata la nuova materna?
Quante domande, vero?
E soprattutto, quanti dubbi reali, come dicono in piemonte: NEN BALE... SPAZIALI.

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