venerdì 19 dicembre 2014

Piano delle Opere: si marcia a vista


Nell’ambito ferroviario esiste un tipo di condotta chiamata “marcia a vista”.
Questa si basa sulla capacità del conducente di stabilire la velocità del veicolo guidato in modo da arrestarlo in tempo al presentarsi di una qualunque situazione di ostacolo soprattutto in quei casi di forte abbassamento della visibilità.
Il piano delle opere pubblico di Grugliasco viene portato avanti, consapevolmente o meno, seguendo questo criterio, e la Commissione Lavori Pubblici ce ne ha dato nuovamente dimostrazione.
Dal presidente Soncin viene fatto sapere che la commissione LL. PP. è stata indetta per evitare di intasare quella Controllo e Garanzia (3 -TRE!- convocazioni in 2 anni e mezzo. nda), e con questo esordio ci introduce al clima surreale che si verrà a creare di lì a poco.

Si devono illustrare gli stati d’avanzamento dei lavori riguardanti la Piazza Matteotti, o meglio le due, quella alta e quella bassa, e della scuola media Europa Unita, nonché il Piano delle Opere pubbliche previste per la nostra città.
Quadro generale: i lavori della piazza e quelli della scuola appartengono ad un appalto unico (espediente per avere risorse derivate dall’alienazione di immobili e terreni da utilizzare a seconda delle necessità) che portò ad una gara per un valore complessivo di 6.400.000,00 Euro, la quale alla prima indizione andò deserta, e alla seconda chiamata vide la partecipazione di una sola impresa che si aggiudicò i lavori presentando un ribasso dello 0,01% (???!!!).
Ci racconta l’assessore, nonché vicesindaco, Musarò che nell’idea iniziale la piazza doveva diventare il cuore della città stipandola di palazzi e di attività commerciali, spostando i parcheggi sottoterra sia dei dipendenti pubblici che degli abitanti di quel palazzo con lo spaccato sul campanile, e mettendola così in condizione di ospitare il Palio cittadino.
Così si deduce perché questi volevano spostare il Comune all’interno del Parco Porporati: anche quell’area sarebbe stata immolata alla costruzione di altri palazzi.
Ma la realtà è un’altra, come sempre.
Piazza Matteotti adesso è letteralmente divisa in due da un trincerone (quel sottopasso nel quale le auto che ci passano ci lasciano il sottomotore) che presenta  con quella piccola passerella, un unico collegamento tra la parte alta e quella bassa, tutti gli spazi in superficie sono adibiti a parcheggio e la vivibilità è andata a farsi benedire, benché Musarò provi ancora a difenderla definendola “Agorà”.
Dai banchi dei commissari di opposizione arriva la correzione: le Agorà greche non erano invase da carretti di trasporto (vedi automobili) ed erano espressione di un’attività culturale che nulla ha a che vedere con quello che ci vogliono vendere oggi.
Come mai? Cos’è accaduto, nel frattempo, che ha portato il generarsi di questa situazione?
Lo si capisce meglio quando si passa alla parte della scuola.
L’Europa Unita è anch’essa un progetto del 2008/2009.
L’edificio in origine doveva semplicemente essere ristrutturato e ampliato partendo dalla struttura già esistente, ma nel frattempo si scoprì che in realtà questa non era a norma con le nuove disposizioni antisismiche e quindi risultava più conveniente abbatterla e ricostruirla, che modificarla.
De facto viene modificata la natura dell’appalto.
Inoltre in corso d’opera si decide di aumentare la sua capienza aggiungendo tre aule, questo per l’effetto dell’accorpamento che verrà con la Gramsci.
Apertura e nuova inaugurazione: settembre 2015, garanzia di assessore. Bene.

Adesso, come mai la piazza si ferma, mentre invece la scuola và avanti?
Semplice: i fondi a disposizione sono andati per l’ampliamento scolastico, perché si sperava di incamerare gli oneri dalla vendita della SUL (Superficie Utile Lorda) del palazzo che avrebbe dovuto nascere al posto dell’attuale parcheggio dei dipendenti, e utilizzare quelli per eseguire la seconda parte della piazza.
Solo che nel frattempo il mercato immobiliare ha subito le sue flessioni, benché questi continuino a vedere in questo meccanismo la soluzione dei conti pubblici, e le imprese che avrebbero dovuto versare denaro sonante nelle casse comunali si sono ben guardate dall’impegolarsi in un incastro simile.
Una scelta dettata anche dalla necessità di non rimanere con due opere incompiute, come peraltro si stava verificando.
Tutto saltato, dunque, e quindi adesso si studiano le varianti per rendere la piazza meno penosa di com’è attualmente, soprattutto in previsione del Palio, e per capire cosa farsene del secondo piano, attualmente al grezzo, scavato sotto la fila di garage già esistenti, che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere gestito da qualcuno (me la vorrei proprio vedere l’impresa che decide di venire a gestire un parcheggio interrato a Grugliasco).
Comunque grandi soluzioni, all’orizzonte, non sembrano essercene.

E la futura Gramsci elementare/materna? A ottobre era stato presentato un preliminare che avevamo descritto in un nostro post, ma dall’epoca, nonostante le ripetute richieste da parte dei commissari, il progetto non è mai stato messo a disposizione per poterlo studiare in modo più attento.
Chissà perché.
Anche qua, vien da chiedere: i fondi ci sono? Non ci sono? Da dove verranno recuperati? Son previste alinazioni di immobili? Altri saccheggiamenti?
Non è dato sapere.
Dunque si marcia a vista, il piano delle opere è qualcosa tutto da scoprire, e credo non solo per noi che siamo fuori dalle “segrete stanze”, ma anche per i responsabili.
Staremo a vedere, nel frattempo Grugliaschesi, godiamoci il sapore dell’incognita, il gusto dell’incerto sempre presente, di sicuro non ci si annoia, però...

 GPC

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