mercoledì 30 dicembre 2015

Pensieri e azioni: Buon 2016!


Cari Amiche e cari Amici di GCS,

questo quantomeno vivace 2015 sta giungendo al termine e ci sembrava doveroso porgervi i nostri saluti e auguri.
Quest'anno abbiamo assistito ad un numero notevole di situazioni importanti, a livello internazionale così come a livello locale.
I drammi che si sono consumati, e che continuano inesorabilmente a ripetersi, nelle varie parti del Mondo non possono lasciarci sereni.
Abbiamo negli occhi troppe immagini che non trovano né spiegazione né giustificazione, se non nelle dinamiche geopolitiche che coinvolgono Paesi e Nazioni spinti da interessi cha hanno scavalcato la dignità umana, ma di certo incontrano la nostra rabbia, per quel senso di impotenza che ti lasciano tutte quelle situazioni nelle quali molti di noi poco o nulla possono incidere.
Ciò che non dobbiamo mai smettere di fare è quel lavoro costante di ricerca dell'informazione, che ci può permettere di mantenere una visione quanto più possibile chiara e lucida, capace di resistere alle tempeste mediatiche e alle modalità televisive con le quali vengono trattati certi temi.
Per quanto riguarda "casa nostra", cosa ha sicuramente ha più inciso sulla nostra attività sul territorio è stata la perdita della nostra amata sede, la Biblioteca popolare "Il Faggio Rosso", un luogo nel quale avevamo riposto la volontà di trasformarlo in un angolo di Grugliasco accessibile veramente a tanti.
Un sogno, un progetto, costruito con tanta fatica, di quella che non si vede troppo spesso tra coloro che ci criticano, che si è infranto contro la necessità di un reperimento fondi troppo grande per le nostre possibilità.
Di conseguenza la decisione, coerentemente con la nostra linea politica e ideale, di non cercare un locale dato in concessione comunale per non rischiare di tarpare, anche solo psicologicamente, la nostra libertà di critica. Di questo ne siamo orgogliosi.
Questo vivace 2015 ci ha visti comunque lavorare bene: oltre ad essere riusciti ancora ad ospitare le presentazioni di due bei libri quali la "Terra dei Fuochi", di Antonio Michele Moccia, e "Love Song" di Federico Novaro, e abbiamo intensificato la collaborazione con gli amici di Sistema Torino per il loro nuovo spettacolo "Exporto 2022".
E poi la vincente collaborazione con il Comitato Salviamo l'asilo comunale B. Allende, con il quale ci siamo adoperati per creare la petizione da più di 2.000 firme grazie alla quale è stata scongiurata la privatizzazione dell'ultimo nido comunale di Grugliasco, per arrivare alle iniziative di informazione legate, ad esempio, alla questione della REMS del Barocchio, vicenda sulla quale l'amministrazione aveva vergognosamente tenuto all'oscuro la cittadinanza.
Abbiamo coadiuvato, insieme al Comitato STOP OPG Piemonte, e a varie realtà politiche del territorio, la costruzione del Comitato Promotore NO REMS Grugliasco, stilando un appello indirizzato alla Regione Piemonte con il quale si chiede che non venga realizzata tale struttura e si rivalutino i criteri di assegnazione delle risorse ad essa destinate. Un'altra importante battaglia, questa, che ci auguriamo possa concludersi nel migliore dei modi.
Insomma, ci siamo dati un gran bel da fare, ma questo è ciò che ci piace.
Purtroppo rimangono molti altri problemi che andrebbero affrontati e gestiti, ma sappiamo che per fare ciò serve la forza e la presenza di tanti, che hanno voglia di trovarsi, parlarsi e confrontarsi, liberamente, facendo realmente COMUNITÁ.
Se, citando un noto proverbio africano "per crescere un bambino serve tutto un villaggio", immaginiamoci cosa richiede risolvere le tante questioni che affliggono il nostro territorio.
Noi continueremo con il nostro impegno, nel quale crediamo e che riteniamo possa essere di stimolo per tanti, perseverando nella nostra azione critica nei confronti di quei soggetti che riteniamo discordi con i bisogni reali di cui l'essere umano necessita, e perseguendo quell'unico scopo che si pone alla base di tutte le attività che portiamo avanti: la diffusione della cultura, della solidarietà e della giustizia sociale.
Dal canto nostro, i più carichi, forti, sinceri e resistenti auguri di un

Buon 2016

e vorremmo salutarvi con una massima tibetana che ci suggerisce lo stato d'animo con cui affrontare la nostra vita:

"Quando c'è una meta anche il deserto diventa strada"

Facciamo in modo di non perdere mai di vista la nostra meta

martedì 22 dicembre 2015

Le tasse non pagate? Roba da poco...

In questi giorni, ci siamo chiesti parecchie volte come il sindaco Montà avrebbe affrontato il consiglio comunale che si è svolto ieri, nel quale all'ordine del giorno, era prevista la discussione sull'interrogazione riferita al suo mancato pagamento, per ben 5 anni, delle tasse comunali su rifiuti e proprietà.
In un'atmosfera nervosa, che circonda la lettura dei punti sulla quale verte l'interrogazione, emerge il vero volto di una persona che non un solo attimo ha sentito il bisogno di muoversi con umiltà, prendendosi finalmente le proprie responsabilità e agendo di conseguenza.
La questione viene portata su un piano personale, naturalmente, cercando di spostare l'asse dell'attenzione sulla diatriba tra lui e i consiglieri di opposizione, e facendo svolazzare per l'aula frasi vagamente minatorie del tipo "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Citazione biblica con sfavillio savonaroliano.
Ma la bibbia dice anche "date a Cesare quel che è di Cesare" e a Cesare il sindaco non ha dato per ben 5 anni, mentre altri cittadini invece faticavano per essere in regola.
A completare il quadretto ci pensa il suo vice che si prende la briga di spiegare il meccanismo di avviso di riscossione dei tributi comunali, rendendo lampante il fatto che Montà non potesse non essere informato sui mancati pagamenti.
E quindi giù a stracciarsi le solite vesti e a denunciare il vile trattamento al quale "è stato sottoposto lui" e, per l'ennesima volta, "i suoi familiari", sui media e sui social, manco il mondo reale fosse lì.
Chissà se invece era diverso attaccare i ragazzi del Barocchio, imputando loro la colpa dei bossoli sul parabrezza, salvo poi presentare denuncia contro ignoti?
Insopportabile.
Sono questi comportamenti, queste mancanze che creano gli alibi sui quali si costruiscono le piccole furberie di ogni giorno, quelle piccole gocce che erodono e frantumano la virtuosità di una società.
Assistere, di nuovo, ad un amministratore che prova a rigirare la versione appurata dei fatti, commentando che tutto questo, alla fine, sia "roba da poco", vuol dire assistere ad un altro punto di contatto e di diffusione di quel germe che trova la sintesi nel "io so' io e voi nun siete un cazzo".
In troppi ambiti ormai si rileva la costante rimodulazione delle proprie mancanze, delle proprie incapacità, delle proprie colpe, con patetici tentativi finalizzati a scagionarsi da qualunque tentativo di accusa.
Ma non funziona così.
I soggetti pubblici sono i primi modelli ai quali la società civile si ispira per comportarsi e relazionarsi.
Le responsabilità sui fatti non possono essere delegate.
Se, come il sindaco si è spesso riempito la bocca durante i suoi comizi, l'art. 54 della Costituzione impone che "i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore" noi oggi questo articolo non lo vediamo rispettato, anzi riteniamo sia stato ampiamente disatteso.
Soprattutto da parte di chi si fregia di essere il presidente di un'associazione, come Avviso Pubblico, che fa della legalità la propria bandiera.
Non è più tempo delle lezioncine dispensate con supponenza e degli insulti distribuiti al primo oppositore, alla faccia della democrazia e del rispetto dei ruoli.
È il momento di capire che questo percorso è finito, che ciò che questi avevano da dare l'hanno dato, e male, e che è ora che ognuno si assuma, veramente, le proprie responsabilità, e compia le doverose scelte conseguenti.
Questa volta non basteranno un paio di scuse, due preghierine e finita lì.
Per salvaguardare l'immagine della città, per il rispetto che si deve ai cittadini, per dovere nei confronti dell'Istituzione del suo ruolo, e per quel poco che gli rimane di dignità, sarebbe bene che stavolta pensasse seriamente a dimettersi.
Tanto sappiamo bene che, nel caso, non rimarrebbe neppure disoccupato...

giovedì 17 dicembre 2015

Quando il profitto è un’opinione più forte



“Le Gru” non smette di essere il fiore all’occhiello di questa città. Il 4 dicembre esce un comunicato della FILCAMS-CGIL interna al centro commerciale, in cui si deplora l’apertura fino a mezzanotte dal 18 al 24 dicembre, denunciando il pensiero ideologico che sta dietro a tale scelta, funzionale all’acquisto compulsivo e lesiva dei diritti e della dignità dei lavoratori. Il comunicato finisce chiedendo al Sindaco Montà di intervenire nei confronti della direzione del centro commerciale.

Il Sindaco risponde organizzando un incontro a tre (lui, sindacati e direzione) per il 7 dicembre, scrivendo sui social network che “Il Comune non ha competenza in merito perché gli orari sono liberalizzati”, e si mostra indignato solo per il fatto che la direzione non lo ha informato preventivamente. Mica per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori!
Inoltre, ai cittadini che lo sollecitano nell’essere dalla parte dei lavoratori, lui dice di sapere “bene quali sono i diritti e i sacrifici dei lavoratori, ma anche i numeri di afflusso sono un’opinione più forte”.
Brividi.
Ma in fondo è coerente con il modello di società che il suo “partito” porta avanti a ogni livello: la merce è più importante delle persone.
Eh si, perché a ben guardare tutte le volte che gli interessi dei lavoratori confliggono con quelli del profitto, la spunta sempre quest’ultimo. E un Sindaco fedele alla linea non può che accodarsi a questa scelta di parte.
Nel comunicato che la CGIL interna fa uscire il giorno stesso dell’incontro si ribadisce il “metodo unilaterale intrapreso dal centro commerciale”, e si descrive un Sindaco disposto a “sostenere il superamento del sistema delle liberalizzazioni” e a portare il tema al Consiglio della Città metropolitana.
Poi però si aggiunge una cosa che ci ha messo la pulce all’orecchio.
Nel comunicato CGIL si dice anche che “Il Sindaco non intende esporre il Comune a ordinanze di chiusura forzata”
Ma allora il Comune è impossibilitato a intervenire, o sceglie di non intervenire?
Il D.Lgs 267/00 "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali" (aggiornato ad agosto 2015) dice:
"Il sindaco, altresì, coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti."

In fondo, leggiamo su un articolo de "La Stampa"
(17 dicembre) che il sindaco "ha firmato il si alla delibera di apertura". Il primo cittadino smentirà?

In ultimo, un cittadino attento e sensibile, ha recuperato questo annuncio direttamente dalla pagina facebook ufficiale del Comune di Grugliasco, dove con spirito trionfalistico si annuncia una grande opportunità che il territorio offre: finalmente acquistare un bagnoschiuma o dell'insalata a tarda serata (notte era troppo da scrivere!) si può!!
Cittadini e lavoratori non vedevano proprio l'ora.

Quindi ci chiediamo: dove sta la verità?
Montà e la sua maggioranza saranno forse più sensibili alla voce del centro commerciale che a quella dei lavoratori?


E mentre si attende un po' di trasparenza da parte dell'amministrazione comunale, i lavoratori hanno annunciato uno sciopero che si propone di vanificare l'imposizione del centro commerciale.

mercoledì 9 dicembre 2015

Un Comitato per il NO alla riforma costituzionale


Anche a Grugliasco si sta formando il Comitato per il NO al referendum costituzionale che chiamerà alle urne tutti gli italiani tra giugno e ottobre.
Cosa prevede la “riforma”, meglio detta “legge costituzionale Renzi-Boschi”, sulla quale saremo chiamati a esprimerci?

In poche parole si tratta della sostanziale demolizione della Costituzione,  attraverso la concentrazione del potere in poche mani, manomettendo la grande conquista civile della separazione dei tre poteri: legislativo, giudiziale ed esecutivo. 
Separazione che, è il caso di ricordarlo, è tornata in vigore nel nostro Paese dopo la dittatura fascista.

La legge Renzi-Boschi se non verrà bocciata dal referendum, renderà il Parlamento la fortezza della casta
Come? Principalmente in due modi.

Il Senato sarà svuotato di competenze e non sarà più eletto dai cittadini (avete letto bene!), ma dai Consigli regionali, che decideranno quali consiglieri regionali vestiranno contemporaneamente la veste di senatori. Alla faccia della democrazia e della rottamazione della casta!

In secondo luogo la Camera dei Deputati, ultima camera rimasta elettiva, sarà eletta con una legge elettorale (l’Italicum) in cui il partito che prende un voto in più (non importa con quale percentuale, fosse anche il 25% dei votanti), si acchiappa il 54% dei seggi dell’unica Camera rimasta ad avere il potere di dare o togliere la fiducia al Governo.
Come se non bastasse, l’Italicum prevede che i futuri deputati siano nominati dal partito di riferimento, cioè dal suo segretario. Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che chi “vince” le elezioni sarà capo del Governo, ovvero la stessa persona che avrà deciso chi sono i deputati che avranno il potere di dargli la fiducia. Insomma, il Parlamento dipenderà dal Governo, invece dell’esatto opposto come prevedono i Paesi moderni e civili. In tale concentramento dei poteri si inserisce anche l’inquietante modifica, specialmente per gli eventi globali a cui assistiamo, dell’articolo 78, che darà alla sola Camera il potere di deliberare lo stato di guerra. Ancora una volta, il capo del partito “vincente" dopo aver nominato a suo piacimento Governo e Parlamento, potrà decidere senza bilanciamenti democratici se l’Italia va in guerra.

Se questo stravolgimento della Costituzione passerà, noi cittadini avremo ancora meno voce in capitolo di quanto, già poca, ne abbiamo oggi. Se non ci mobilitiamo noi, nessuno lo farà al posto nostro: contribuiamo alla nascita e alle attività del Comitato grugliaschese!

lunedì 7 dicembre 2015

REMS Grugliasco: un appello contro il manicomio criminale


Di seguito si riporta il testo del comunicato di accompagnamento all'appello.

Contro la REMS di Grugliasco un’alternativa concreta


In attesa dei chiarimenti da parte della Regione Piemonte, si costituisce il Comitato per scongiurare l’installazione del manicomio criminale nella cittadina del torinese

In attesa di comprendere quali sviluppi avrà la vicenda legata alla decisione di collocare una REMS in zona Barocchio, a Grugliasco, le forze sociali e politiche locali, coadiuvate dal Comitato STOP-OPG  Piemonte, decidono di costituirsi in un Comitato temporaneo NO-REMS Grugliasco e di presentare un appello indirizzato direttamente alla Regione Piemonte, con l’esplicita richiesta di rivedere il piano regionale per il trattamento dei detenuti psichiatrici, in fase di dismissione dagli OPG nazionali.
Una decisione assunta dopo la presa d’atto, da parte dei soggetti firmatari dell’appello, di cosa comporterebbe avere una struttura di questo tipo, sul proprio territorio, gestita secondo procedure non chiare e comunque lontane dagli indirizzi di natura basagliana che dovrebbero contraddistinguere queste nuove realtà. 
La vicenda della REMS di Grugliasco risale a quando, in estate, il gruppo consiliare di Grugliasco Democratica, prima, e quello del Movimento 5 Stelle, poi, avevano scoperto, a mezzo di interrogazione, che l’Amministrazione era a conoscenza, e non aveva posto vincoli, alla volontà dell’Assessorato alla Sanità regionale di realizzare la REMS adeguando la struttura dell’Asl TO3 della zona, collocando dunque una struttura detentiva tra due istituti scolastici, un’area sportiva e il Centro Squat “Barocchio”.
L’inquietante silenzio nel quale è stata lasciata la questione, a livello locale, ha indotto i soggetti più sensibili di Grugliasco ad attivarsi per informare la cittadinanza.
Da qui l’organizzazione, a cura dell’associazione Grugliasco Comunità Sostenibile, di una serata dedicata al tema della detenzione psichiatrica, con la partecipazione in rappresentanza  del Comitato STOP-OPG Piemonte della Dott.ssa Anna GRECO e del prof. Luciano SORRENTINO.
In tale occasione si è ribadita la necessità di concentrare su soluzioni alternative alle REMS le risorse economiche e la progettualità di questa fase così delicata per la psichiatria piemontese .
Ne è scaturita la decisione di coinvolgere tutti i soggetti  interessati al tema, di avviare una campagna di  sensibilizzare del territorio, non solo grugliaschese, e di rivolgere un appello al Governo regionale per una modifica del programma relativo ai pazienti provenienti dagli OPG.

Grugliasco 01/12/2015

Comitato NOREMS-Grugliasco  








venerdì 20 novembre 2015

Il Comune a caccia di farfalle

Il piano delle opere comunali è un documento che riassume gli interventi e, appunto, le opere che il Comune programma per un arco di tempo definito.
Quello presentato l'altra sera in commissione offre una vasta gamma di voci che sommano un importo pari a circa 25.000.000 di Euro, una bella somma, non c'è dubbio, ma fermarsi all'apparenza sarebbe un peccato tropo grave.
È andando nel dettaglio che si possono conoscere meglio le destinazioni degli importi da appaltare, e le sorprese (amare) sbucano come funghi.

lunedì 16 novembre 2015

REMS a Grugliasco: il progetto si allontana?

Sul progetto abbiamo sempre sollevato le nostre perplessità sia per la modalità con la quale si è mantenuto il deplorevole silenzio, da parte dei soggetti istituzionali locali, sia sulla tipologia di realtà che si sarebbe insediata sul nostro territorio.
L'articolo de La Stampa, uscito in questi giorni, denuncia il fatto che, rispetto ai programmi previsti dal Ministero, il Piemonte sarebbe fuori norma da 228 giorni, e questo sembrerebbe far intravedere la minaccia del commissariamento.
A tuttoggi l'unica REMS attiva nella nostra Regione risulta essere quella della clinica di Bra, quella da dove, pochi giorni fa, è evaso un paziente.
La stessa alla quale vengono riconosciuti per ogni posto letto, non per ogni paziente presente, che è ben diverso, 240 Euro (a noi risulta qualcosa in più) dalla Regione, ovvero da noi contribuenti, con un risultato, in termini di riscontro delle terapie, assai dubbio.
E le altre REMS?
Qui la questione diventa più complessa.

REMS e PD: 2+2=5


La guerra è pace,
la libertà è schiavitù,
l’ignoranza è forza!
Gli slogan di matrice orwelliana sembravano capeggiare dietro le teste di coloro che l’altra sera hanno partecipato alla serata organizzata dal PD in solidarietà nei confronti del Sindaco Montà, per la storia del ritrovamento di alcuni bossoli sulla sua auto.
Quel gesto, da parte di PD e dintorni, è stato subito collegato agli occupanti del centro squat del Barocchio, anche per fomentare un bel po' di odio nei loro confronti, salvo poi venire a sapere che la denuncia presentata è verso ignoti: Montà, al netto degli starnazzamenti provenienti dai suoi, sa bene quanto sia alto il rischio di una querela per diffamazione, in questi casi.
Però intanto sui media, in pieno stile “sbatti il mostro in prima pagina”, il colpevole veniva già identificato.

lunedì 9 novembre 2015

REMS: prime prove, primi problemi


È di pochi giorni fa la notizia dell'evasione del detenuto dalla neo REMS "San Michele" di Bra, provincia di Cuneo.
La REMS "San Michele"di Bra
Un uomo di 32 anni, sottoposto a custodia cautelare su ordine del tribunale di Vercelli che lo aveva ritenuto «socialmente pericoloso», è fuggito dalla finestra facendo perdere le proprie tracce.
È tuttora ricercato.
La struttura di Bra era stata identificata come una delle più adatte, in Piemonte, per assolvere l’obbligo di accogliere nel territorio di provenienza  gli autori di reato internati nei  6 Ospedali Pschiatrici Giudiziari  finora esistenti in Italia, secondo quanto previsto dalla Legge 81 del 2014. 

lunedì 12 ottobre 2015

REMS: la confusione necessaria del PD

Il PD locale solidarizza con il Sindaco e organizza una serata per parlare di REMS e per, a suo dire, "fare chiarezza".
Vien da chiedersi cosa c'entri il presunto atto intimidatorio occorso al Sindaco, con una questione di natura pubblica come la costruzione di un manicomio criminale nella nostra città.
Dopo l'assordante silenzio di questi mesi, rotto solo dall'interrogazione del gruppo consiliare GD e dalla nostra campagna di informazione, culminata nella serata del 2 ottobre scorso, in Sala Consiliare, con due relatori d'eccezione come la Dott.ssa Anna GRECO e il Prof. Luciano SORRENTINO, membri del Comitato STOP-OPG, ecco che il PD (badate bene, non l'Amministrazione, certe cose hanno un senso) si dichiara desideroso di fare chiarezza.
Relatori? Non pervenuti.
Ma come? Nei mesi precedenti la propaganda di partito, dotata però degli strumenti pubblici, aveva più volte dichiarato che non c'era niente da chiarire (falso), che non erano argomenti di competenza del Sindaco (falso) e che era già tutto definito (falso), come mai tutta questa improvvisa voglia di dipanare la nebbia dell'ignoranza dalle nostre menti?
Forse che, grazie alla nostra attività, e alle criticità sollevate dagli occupanti della casa del Barocchio, si sono finalmente resi conto che in effetti quelche cosa da chiarire c'è? Chissà...
Di sicuro le contraddizioni aumentano: perché diffondere prima un volantino, fondalmentalmente d'attacco nei confronti della comunità del Barocchio, a nome del Comune (alla faccia dei 5 cent ad abitante per pulire le facciate dalle scritte) e poi organizzare una serata attraverso il proprio partito d'appartenenza?
Perché non preferire di partecipare alla nostra iniziativa che, oltre ad essere organizzata in un ambiente istituzionale, vedeva due personaggi sicuramente attrezzati per argomentare le eventuali ragioni a sostegno della causa del REMS?
In tutto questo, procura un certo sdegno leggere che un incontro del genere viene fatto SOLO in solidarietà al primo cittadino: delle condizioni in cui si troveranno i detenuti della struttura o delle ricadute che questa avrà sul territorio chi se ne importa, l'importante, parafrasando il celebre marchese "siamo noi, 'che voi non siete un cazzo".
Stiamo assistendo ad una situazione paradossale dove: una classe dirigente allo sbando non ha risposte e comportamenti chiari per i cittadini, un gruppo di anarchici viene mediaticamente accusato di essere l'autore di un atto intimidatorio nei confronti del Sindaco (salvo poi leggere che la denuncia depositata è stata fatta contro "ignoti"), e gli unici titolati a poter parlare, come ad esempio i tecnici del Comitato STOP-OPG, non vengono nemmeno interpellati per redigere le linee guida della struttura che dovrebbe sostituire le vecchie strutture detentive.
A chi giova dunque tutta questa confusione?
Dietro tutto questo c'è tanto odore di soldi per opere pubbliche e di promesse di carriere politiche facilitate, insomma dei soliti comportamenti che non fanno altro che far male alla società e allontanare le persone da un qualunque interessamento per la vita pubblica.
E infatti loro la chiamano CHIAREZZA.

mercoledì 7 ottobre 2015

Comunicato di condanna dell'atto rivolto al Sindaco di Grugliasco

L’Associazione Grugliasco Comunità Sostenibile condanna il deplorevole gesto accaduto al Sindaco Roberto Montà, evidenziando che gesti di questa natura non appartengono a un proficuo dibattito politico.
Rilevando nel gesto una matrice di stile mafioso ci uniamo al comunicato di Avviso Pubblico dove si sottolinea che:
“Molti si stanno spingendo in là nei giudizi, immaginando colpevoli e dinamiche su quanto accaduto. A noi tutto questo sembra inopportuno. Le autorità competenti, in cui riponiamo la massima fiducia, sapranno certamente fare luce sull'accaduto in tempi rapidi”.
Come principali sostenitori della campagna d’informazione sulla vicenda della realizzazione della struttura REMS, auspichiamo che la vicenda accaduta non sia usata per confondere e deviare l’attenzione pubblica dalla discussione di merito e pertanto ci uniamo al comunicato del Comitato STOP-OPG Piemonte:
“Siamo, com'è noto, contrari alla logica neomanicomiale che porta all'attivazione delle Residenze per l'esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS), compresa quella di Grugliasco, perché la riteniamo anacronistica, dispendiosa, inefficace, e perché crea inutilmente allarme nella cittadinanza. Sosteniamo invece che le risorse finanziarie previste vadano utilizzate per il potenziamento dei servizi territoriali e la messa a punto di percorsi terapeutico - riabilitativi individuali dei pazienti provenienti dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari”.

lunedì 5 ottobre 2015

Il Saggio, la Luna e i miserabili al potere

"Iniziamo che stasera c'è la Juve" è la frase che detta i tempi delle attività dell'ultima Commissione Lavori Pubblici.
E allora lo zelante Presidente apre la seduta.
All'ordine del giorno si dovrebbe parlare della situazione delle piste ciclabili e, argomento sicuramente più delicato, dello stato della scuola media Europa Unita.
La presentazione del progetto della, forse, futura pista ciclabile che dovrebbe collegare l'Università con la stazione ferroviaria (500.000,00 Euro circa) viene accompagnata dalla distribuzione di un'improbabile tabella riportante dati e numeri della situazione delle piste ciclabili realizzate, e di quelle che si vorrebbero fare: segni dei tempi che mostrano una decadenza anche nella forma, non solo nella sostanza, essenziale, quando si parla di Istituzioni.

giovedì 10 settembre 2015

Il Mercante in fiera di Grugliasco: la deriva dei lavori pubblici

La degenarazione amministrativa del nostro territorio ha ormai assunto connotati grotteschi.
Il limite è già stato superato da tempo, ma ogni volta Sindaco & Co. non perdono occasione per stupirci (negativamente) un altro pò.
Eravamo rimasti alla storia della Piazza Matteotti, stravolta e resa inservibile rispetto alle sue funzionalità e alla sua storia, e alla vicenda dell'incompiuta scuola media Europa Unita, chiedendoci come ne sarebbero usciti, visto che i lavori (all'origine, un appalto unico per rifare piazza e scuola vinto con un ribasso dello 0,01%, su un importo di 6.400.000,00 Euro), a parte piccoli sprazzi di attività, languono da almeno un anno, nonostante le vane promesse di assessori e sindaco che indicavano in settembre di quest'anno la riapertura del plesso scolastico.
Le solite balle... spaziali, veri campioni in questa disciplina.
Però adesso ci è giunta la notizia di come riusciranno a sbloccare questa impasse: dalla risposta all'interrogazione presentata dal gruppo consiliare  dei M5S veniamo a conoscenza del fatto che, per finire, i lavori verrà dato alla SECAP, l'impresa che sta eseguendo i lavori alla scuola, il fabbricato facente parte del complesso dell'ex Convento dei Maristi.
Che questo sia attualmente fatiscente (anche perché magari interessava che finisse in quello stato) è innegabile, ma usarlo come ripiego per saldare una somma che avrebbe già dovuta essere computata nella gara d'appalto ci sembra assurdo. 
Inoltre il valore storico di quell'edificio andava tutelato, in quanto bene comune: ci ritroveremo un'altra discutibile opera edilizia come quella realizzata nell'altra parte della piazza?
Mercanti in fiera che cercano di metterci una toppa, in pratica, tacconando un errore abbastanza grossolano che è stato sicuramente fatto o in fase di valutazione dell'ammontare dei lavori o in fase di realizzazione delle opere.
Adesso ci piacerebbe sapere a quanto ammonta la somma definitiva per permettere ai Grugliaschesi di tornare in possesso di una scuola e di una piazza sottratte loro da 5 anni ed evitare di avere altri disagi, peraltro inconcludenti, come quelli che abbiamo dovuto subire per tutto questo tempo.
Anche perché nella risposta dell'Assessore Musarò si legge che il fabbricato verrà usato come "permuta in luogo del parziale pagamento delle somme dovute per la realizzazione delle opere" alienandolo all'impresa appaltatrice.
Che il buco sia più grande della toppa?


giovedì 27 agosto 2015

REMS a Grugliasco: poca trasparenza, troppe criticità

La storia del progetto di piazzare un REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) a Grugliasco presenta criticità e aspetti così discutibili da meritare una certa attenzione e un necessario approfondimento.
Innanzitutto cosa sono le REMS.
In base a quanto previsto dalla Legge 30 maggio 2014 n.81, che porterà alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), verranno attivate queste sono strutture ricettive a carattere sanitario che comunque rispondono anche a criteri di custodia poiché accoglieranno i pazienti con disturbo psichico, 
autori di reato, ritenuti non dimissibili dagli OPG.
Gli OPG, generalmente chiamati "manicomi criminali", erano divenuti da tempo luoghi di detenzione pura e semplice

martedì 14 luglio 2015

La Troika de' noiantri


Sempre più in basso! Questo è il trend del livello politico di questa maggioranza.
Se il Comune di Grugliasco fosse uno Stato a sé, e il suo andamento dipendesse dalle capacità politiche e amministrative di questa maggioranza, saremmo a negoziare un “exit strategy” con la Merkel già da un bel po’.
L’illustrazione, per così dire, della prospettiva del piano scuole per questa città mostra enormi limiti e incapacità previsionale.
L’Assessore Del Bianco snocciola frasi che si torcono su sé stesse: prima sostiene che abbiamo scuole fatiscenti e obsolete che cadono a pezzi e bisogna prevedere dunque importanti interventi edili,

lunedì 6 luglio 2015

Grecia: la vittoria della partecipazione


Il risultato referendario greco lo si può leggere sotto luci diverse, ma indubbiamente racconta soprattutto di quanto sia fallimentare la politica economica di questa UE che a tutto si dedica eccetto che a costruire un’identità europea vera, a prescindere da parametri, deficit, PIL o debiti.

Il successo del “NO” trasmette la voglia del popolo greco di intraprendere un’altra strada, rispetto a quella imposta finora da gente esterna alle sue dinamiche sociali, culturali, economiche e tradizionali.

La questione sta proprio lì: l’obbligo di applicazione di un modello che non tiene conto dell’aspetto umano, ma solo ed esclusivamente del comportamento economico.

venerdì 3 luglio 2015

Piazza Matteotti: l'incompiuta


Dunque Piazza Matteotti rimarrà così com’è, fino a data da destinarsi.

Grugliaschesi, siete contenti?

La piazza del Comune, quella del Palio, quella che sarebbe dovuta tornare a splendere con attività commerciali e di gente che avrebbe allegramente passeggiato godendosi un gelato seduta su una panchina, rimarrà invece un obbrobrio abortito, con una zona alta e una bassa divise da una fossa spacca-coppe dell’olio senza utilità alcuna se non quella di far accedere i proprietari ai loro box auto.

Quegli stessi garage interrati che non acquisteranno mai il valore che avrebbero avuto come nel caso in cui fosse stato tutto pedonale.

lunedì 29 giugno 2015

GCS sostiene la petizione: Rompiamo le catene del debito greco!

Da Comitati ATTAC
Le popolazioni dell'Europa intera sono devastate dall'austerità, politica fallimentare e soluzione fittizia al problema dell'accumulazione dei debiti pubblici, la maggior parte dei quali sono stati causati dal salvataggio delle banche. I cittadini europei si aggiungono ai milioni di persone nei paesi in via di sviluppo che continuano a essere profondamente toccate dalla nuova crisi da debito e dai decenni di pesante austerità.La Grecia è in prima linea in materia di crisi del debito europeo. La popolazione greca è oppressa da un debito enorme e impagabile, che trova la sua origine nei prestiti fatti da irresponsabili banche europee, richiesti da una corrotta élite greca e dalla presenza di un network globale di paradisi fiscali che facilitano la fuga dei capitali dal paese. La Commissione per la verità sul debito greco ha iniziato a rivelare la profonda ingiustizia di questi debiti.

venerdì 29 maggio 2015

CAAT: Le ragioni delle proteste

Nella notte tra il 24 e il 25 maggio ci siamo recati al presidio convocato dai lavoratori e dal sindacato S.I. Cobas del CAAT (Centro Agro-Alimentare di Torino), uno di più grandi snodi logistici d'Europa, dove la merce, prima di raggiungere i vari supermercati europei (e torinesi), viene smistata.
Il CAAT di Torino
Qui ci lavorano circa 800 lavoratori, divisi in una 30ina di cooperative, e la proprietà è al 90% del Comune di Torino, pur trovandosi sul territorio grugliaschese. 
E'  una vicenda che richiama alcuni dei temi sui quali siamo già impegnati, come il rapporto tra il cibo e la comunità, dove quest'ultima viene messa nel tritacarne dalla nuova etichetta di consumatori, in modo da dimenticare e non farsi domande rispetto alla "storia" dei beni che compra: dove sono prodotti, da chi, in quali condizioni, e, sopra tutti questi, perché.

mercoledì 27 maggio 2015

Nido Allende: la ragione dei numeri

Mancano circa 30 giorni alla scadenza dei termini per conoscere il destino dell'asilo comunale "B. Allende", quello che a febbraio Montà voleva privatizzare ma che, in seguito alle circa 2000 firme raccolte con la petizione, e al ruolo svolto dalle rappresentanze sindacali, si è dovuto poi orientare su ben altre strade (anche se lui, con sguardo duro e fiero, non lo ammetterà mai).
Il 30 giugno si dovrebbe conoscere, in teoria, se il nido passerà alla gestione dell'ASM, l'azienda del Comune di Venaria, attualmente commissariato, che, proprio per questa situazione, difficilmente potrebbe prendere una decisione così significativamente politica, oppure se verrà avviato il progetto dell'Ente intercomunale, che prevede il coinvolgimento di Collegno e (forse) Rivoli, anche se qui i tempi sono abbastanza ristretti e non si scorgono segnali definitivi in questa direzione.

venerdì 22 maggio 2015

La compulsione da cemento e il marketing territoriale


Ieri sera in commissione urbanistica si è parlato di Università: del paventato Polo Scientifico, che la Giunta precedente dava per fatto, non se sa più nulla, o meglio, si sa che molto probabilmente non si farà.

Le osservazioni nel merito trovano la solita espressione sconvolta del nostro assessore all’urbanistica che con potenti tentennamenti, e amnesie topografiche, persevera nel portare avanti ciò che gli vien detto di fare e dire, forse senza che neanche lui ben ricordi che cosa deve riportare.

Alle risposte dei tecnici, non corrispondono altrettanto preparati riscontri dei politici, ma questa politica mica prevede preparazione, dedizione e ricerca: qui bisogna solo esibire i muscoli, fare le facce dure e strafottenti nei confronti di chi dissente e asfaltare le discussioni (comuni) a favore della decisioni (loro).

Ma non è una questione di "PDPDLUDC o che altri", è una questione di teste, di volontà, di capacità (di cui non se ne rileva presenza se non volta al massimo impegno nel preservare il proprio orticello).


lunedì 11 maggio 2015

Salutando la nostra sede: #SAVETHEBOOK

Come già annunciato ai nostri associati, e alla cerchia più ristretta di amici di questa associazione, da fine questo mese non potremo più usufruire dei locali della nostra cara sede/biblioteca "IL FAGGIO ROSSO".
Una conseguenza derivata da condizioni economiche per noi diventate insostenibili, e non potevamo certo perseguire una strada, seppur onorevole, che deviasse dai concetti che cerchiamo di portare avanti.
Sapevamo che il fatto di avere un locale “nostro”, svincolato da concessioni comunali, quindi libero ed indipendente da eventuali condizionamenti, sarebbe stata una scommessa azzardata, ma la speranza di farci conoscere e apprezzare, e trovare quindi un sostegno diffuso tra la popolazione, era un’ambizione che ci sentivamo di coltivare, fosse anche solo per la volontà di divulgare il più possibile il nostro pensiero, le nostre informazioni, la nostra idea di società.

lunedì 4 maggio 2015

Sfasci te o s-fascio io?

A Milano si stanno ancora raccogliendo i cocci delle vetrine rotte e si sta finendo di spegnere i roghi appicati generati dal gruppo denominato "black block" che il 1° maggio, nel mezzo della serie di manifestazioni contro l'EXPO (ce ne son state più d'una, ma vigliacca miseria a trovare due foto degli altri cortei pacifici), ha creato i danni necessari per deviare l'attenzione delle persone da quello che invece è un problema politico di ordine planetario, e sostenuto dal Movimento NoEXPO, come la carenza di cibo e di risorse per più di 2 miliardi di persone nel Mondo.
I lanci di pietre e le azioni selvagge, che tutto lasciano pensare tranne che alla volontà di manifestare contro l'evento fieristico, hanno trovato grandissimo risalto sui media, come era logico che fosse, ma lasciano anche intravedere ben altro.
A Milano, volti coperti con bombe carta e spranghe, sono stati evidentemente messi in una condizione di poter agire pressocché indisturbati, vanificando così il tentativo di far passare il vero messaggio di contestazione che si stava portando avanti, non solo nei confronti dell'opera-EXPO in sé, ma del significato, l'ennesimo, di cui questa è rappresentante e che trasuda di corruzione, devastazione ambientale, malaffare, cattiva politica ed occidente-centrismo.