mercoledì 4 marzo 2015

C'erano una volta, tante scuole a Grugliasco...


Cos'è una fiaba? E' uno strumento per capire la realtà. Quella realtà spesso più complessa di come la si vorrebbe descrive, esattamente come quella che riguarda l'aspetto delle scuole di Grugliasco, in questo momento. 

Guardare alla questione dell’Allende senza avere quadro d’insieme impedisce di cogliere la straordinaria opera demolitrice dell’offerta formativa, che si sta attuando sul nostro territorio.
Partendo dalla materna Don Milani, trasferita un anno fa da una sede appropriata, che meriterebbe solo di essere ristrutturata e valorizzata, all’inadeguata elementare Ungaretti, con buona pace di coloro che pensano che una rampa di scale per accedervi e altre problematiche simili siano scelte compatibili con la presenza di bambini di tre anni.
Passando per la media Gramsci che dovrebbe essere trasformata in materna/elementare, al posto dell’Ungaretti, non appena l’Europa Unita riaprirà (ahi-ahi): costo previsto dell’operazione: 4.000.000,00 di Euro (ultime cifre annunciate), progetto a mala pena intravisto con le solite slide proiettate e perdita, da parte della borgata di San Francesco, di un grado di istruzione.
Un’attenzione particolare merita la questione della scuola media Europa Unita, in ristru-stravolgimento da 3 anni (i lavori dovevano durare 2) e che, secondo annunci più volte urlati ai quattro venti, dovrebbe riaprire a settembre di quest’anno. SETTEMBRE, ricordiamocelo.
A breve toccherà anche alla scuola Baracca al Gerbido, ma per adesso restiamo concentrati sulla volontà di dare in concessione a privati l’ultimo asilo comunale per risparmiare, sembra, circa 100.000,00 Euro, il primo anno, dei prossimi non si sa niente.
Il pacchetto di dismissione è stato illustrato dal Sindaco Montà circa 15 giorni fa in sala consiliare, al cospetto di una settantina di persone comprese tra genitori e lavoratori.
A seguito delle veementi rimostranze esternate riguardo al progetto, il Sindaco, a parte dare il meglio di sé in un’analisi dell’incontro contenuta in una mail, dal pessimo valore umano e dal dubbio gusto istituzionale, indirizzata ai suoi carissimi consiglieri, ha acconsentito a sedersi ad un tavolo tecnico composto da sindacati e lavoratori per provare a sondare la possibilità di altre soluzioni.
Trovo singolare che debbano essere cittadini o strutture esterne ai soggetti deputati a governare a cercare di trovare delle alternative valide alle sue decisioni economico-sociali: ogni tanto sembra di avere a che fare con un datore di lavoro, piuttosto che un difensore del patrimonio pubblico.
Comunque, in questa fase, si sta svolgendo un interessante, quanto complesso, confronto tra le parti, che sicuramente ha rimesso in discussione le privatistiche soluzioni annunciate, alcune peraltro totalmente fuori linea dalla logica con la quale si trattano le concessioni, come, ad esempio, l’assegnazione della concessione per un ciclo ventennale.
Da altre parti (vedi Torino) le concessioni sono state fissate su base quadriennale: caratteristica questa che permette sicuramente all’amministrazione di muoversi in maniera più libera, e in questi casi poco c’entra invocare la stabilità dei contratti dei lavoratori, quando si privatizza.
La Commissione Bilancio dell'altra settimana ha permesso di conoscere un po’ meglio alcuni dettagli della trattativa in corso che sembrerebbe aver orientato gli originali piani di dismissione su un altro percorso.
Tanto per cominciare è stata sottolineata la necessità di preservare il nido da gestioni privati e l’idea che ne è emersa sarebbe quella di creare un consorzio intercomunale al quale parteciperebbero anche Collegno e Rivoli che metterebbero a disposizione i loro rispettivi ultimi asili nido (2 a testa).
Non si conoscono bene i termini contrattuali dei dipendenti anche se naturalmente si può ben intuire che questa soluzione includerebbe certamente una flessibilità extracomunale, prima naturalmente non presente.
Certo, se questa fosse l’unica clausola per mantenere integra la natura pubblica dell’asilo, tutto sommato potrebbe essere un sacrificio accettabile, ma conoscendo tutti i dettagli è ben difficile farsi un'idea chiara.
A dire di Montà, un primo riscontro ricevuto dai Sindaci dei Comuni coinvolti nell’operazione, lascerebbe intendere che qualche possibilità su questo piano ci sia, anche perché, capiamoci, gli altri son della stessa pasta del nostro, e probabilmente non vedevano l’ora di trovare una sponda per “alleggerirsi” dei loro asili.
Tanti ancora i dubbi: se varierà il rapporto bambini/educatrici, di che natura sarà il contratto dei dipendenti della struttura e se muterà la loro remunerazione.
Insomma, tante incognite, ma una certezza, ovvero che i genitori dell’asilo sono determinati a portare avanti la difesa del concetto di bene pubblico, a dispetto di slide e di mere valutazioni di tipo economico.
La loro petizione popolare, sia cartacea che online, prosegue e veleggia serenamente verso quota 400: chissà se anche questa firme verrà bollata come “balle spaziali” dagli stessi soggetti istituzionali che l’altro anno offesero chi si stava impegnando sul tema della Don Milani.
E chissà come questi personaggi tratteranno il pensiero che da qualche tempo assilla i bambini dell’Allende.
Sì, proprio loro, e non è il loro destino ad occupargli le menti, loro non conoscono ancora le diavolerie che architettano certi adulti per rendere più complesso il loro vivere futuro.
No, il loro cruccio è legato ad una scomparsa, avvenuta improvvisamente, di una figura che era diventata un punto di riferimento solido e costante, nonché magico e misterioso.
C'era una volta, Fata Libretta.
Loro, i bambini, un giorno la stavano aspettando come al solito, per ascoltare le prodigiose storie che ella narrava, e per cimentarsi con i meravigliosi laboratori organizzati con tanta passione, ma quel giorno la fata non arrivò.
E nemmeno i giorni successivi. Niente, sparita nel nulla, senza nemmeno aver avuto modo di ritirare le sue cose. Cose da fiaba, più o meno...
Dove sarà, adesso, cosa le sarà successo?
Forse, chissà, le sarà toccato lo stesso destino che sta toccando alle scuole di Grugliasco.
Sembra una storia da libro, vero? Di quelle dove le fatine portatrici di primavere vengono spazzate via dalla magia nera di certi stregoni che, come nei peggiori rituali, compiono sacrifici immolando degli innocenti, tutto in nome del loro assurdo potere.

GPC

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