lunedì 20 aprile 2015

Buona scuola, cattive pratiche

La buona scuola, tanto di moda in questo momento, manifesta già i segni di rovina da facciata mal affrescata e già totalmente crepata come solo il PD potrebbe presentare.
La volontà di praticare tagli all'istruzione, come nessun altro aveva osato finora, si scontra con una sempre più grande fame di strutture scolastiche adeguate, efficienti e sicure.
Basti pensare che il 68% delle strutture scolastiche è antecedente il 1974, ma noi abbiamo bisogno degli F-35 e dell'EXPO, il resto vada pure in malora.
L'Uomo-slide di Firenze continua nella sua propaganda da quattro soldi finalizzata a tenere buono il popolino, anche se oramai non è una cosa di così ardua difficoltà, e promette e promette e non mantiene mai, ma tanto chi se ne accorge? Se non fosse per le solite dinamiche interne di partito, che sembra si stia attrezzando per il ciclico rimpiazzo, quell'ebetino potrebbe andare avanti fino a fine legislatura, con buona pace di coloro che ancora provano ad opporsi a questa sottrazione costante di diritti sociali acquisiti, nei decenni passati, con fatica, sacrifici e sforzi sovrumani.
D'altronde, a quanto pare, non ce lo si può più permettere, il diritto è diventato un costo e la sicurezza, ancora di più, un lusso, e allora cosa si fa? Semplice, si riducono i costi.
La sanità, le strutture pubbliche, quelle scolastiche, ovvero tutto ciò che non fa alzare il PIL  (le armi non si toccano, quelle fanno impennare tantissimo) finisce nel mirino della scure dei tagli, condendo il tutto con termini dal fascino austero e parsimonioso: accorpiamo, efficentiamo, razionalizziamo.
Insomma, tagli, grandi, dolorosi e spesso fatti proprio male.
E Grugliasco, lo sappiamo bene, non fa eccezione, in nessuna delle tre tipologie sopraddette.
Un esempio? Parliamo di Don Milani.
L'anno scorso promuovemmo una petizione che puntava ad evitare lo spostamento dei circa 100 bambini da una struttura dedicata, seppur bisognosa di seri interventi manutentivi, ad una totalmente inadatta e inadeguata come la elementare Ungaretti.
Il Sindaco ammaliava i genitori sventolando loro sotto il naso l'improbabile realizzazione della futurissima elementare-materna al posto della media Gramsci, senza presentare uno straccio di progetto, ma disponendo il trasloco nella decadente Ungaretti e nell'area vuota della Di Nanni, risistemate alla bene meglio per accogliere i piccoli.
La miopia politica di questa operazione risiedeva, secondo noi, nel fatto che era inutile spostare le strutture due volte (Don Milani-Ungaretti, Ungaretti-Nuova Materna/Elementare) e che tanto valeva aspettare la fine della riqualificazione del complesso destinato ad ospitare i due livelli scolastici per spostare i piccoli alunni.
Perché tanta fretta? Perché decidere un cambio così delicato, facendolo passare, peraltro, con le nota di spesa del bilancio cittadino, invece di interpellare i tecnici competenti per ogni ambito per comprendere quale fosse il modo migliore di effettuare questo operazione?
La dura lex di questa Amministrazione non ne volle sentire parlare e così i bambini vennero smistati come abbiamo già raccontato più volte, con le conseguenze che sappiamo.
E adesso che siamo venuti a conoscenza dei costi dell'operazione, il quadro presenta quanto segue:
per i lavori di pseudo adeguamento all'Ungaretti si son spesi € 47.660,00, mentre per quelli alla Di Nanni le spese sostenute ammontano a  44.300,00
Totale 91.960,00.
Ora, il Sindaco, nella sua slide-one-man-show illustrò che il costo per ogni alunno della Don Milani, sostenuto dall'amministrazione, ammontava a circa € 220,00 che, per circa i 100 bambini ospitati, produce matematicamente un risultato di circa € 22.000,00, quindi al netto dei costi, e ragionando per difetto, con quello che si è speso per spostare i bambini negli altri due plessi li si sarebbe potuti lasciare lì per almeno altri 4 anni, ovvero il tempo necessario al Super Sindaco, sempre a detta sua, per realizzare i lavori alla futura ex Gramsci.
Risultato: alunni messi in una struttura inadeguata e discriminante (ricordiamo che l'Ungaretti non permette l'accesso ai disabili ai piani superiori), personale sotto dimensionato per la divisione fatta con la Di Nanni e una discreta quantità di soldi pubblici investiti in qualcosa che tanto fra un pò non servirà più.
Eccola, la buona scuola dei nostri renzisti.
Oppure c'è un'altra risposta, qualcosa che a noi era naturalmente sfuggito ma che forse il Sindaco sapeva già, ovvero che in realtà non sarebbero mai riusciti a terminare in tempo utile l'Europa Unita, e che quindi non avrebbero potuto traslocare i ragazzi della Gramsci per iniziare i lavori, chissà.
Ma se così fosse, cosa aspetta a dircelo? 
Guadagnerebbe tanti punti, che magari se li potrebbe giocare per la prossima questione: il nido Allende.

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