mercoledì 27 maggio 2015

Nido Allende: la ragione dei numeri

Mancano circa 30 giorni alla scadenza dei termini per conoscere il destino dell'asilo comunale "B. Allende", quello che a febbraio Montà voleva privatizzare ma che, in seguito alle circa 2000 firme raccolte con la petizione, e al ruolo svolto dalle rappresentanze sindacali, si è dovuto poi orientare su ben altre strade (anche se lui, con sguardo duro e fiero, non lo ammetterà mai).
Il 30 giugno si dovrebbe conoscere, in teoria, se il nido passerà alla gestione dell'ASM, l'azienda del Comune di Venaria, attualmente commissariato, che, proprio per questa situazione, difficilmente potrebbe prendere una decisione così significativamente politica, oppure se verrà avviato il progetto dell'Ente intercomunale, che prevede il coinvolgimento di Collegno e (forse) Rivoli, anche se qui i tempi sono abbastanza ristretti e non si scorgono segnali definitivi in questa direzione.

Molto probabilmente accadrà che il Comune si troverà a dover gestire il nido ancora per qualche mese, o magari tutto l'anno scolastico, e, in questo frangente, cercherà di sciogliere i  nodi della questione.
Il lavoro del Comitato Salviamo l'asilo Allende, fin dall'inizio della sua costituzione, si è orientato sul comprendere se i costi del nido, riassunti dal sindaco la sera della presentazione del piano di dismissione, corrispondessero alla realtà, dato il fatto che, a chi la struttura la conosce bene, sembrò di sgorgere diverse incongruità nei numeri illustrati, argomento determinante se si proclama di voler dismettere una struttura pubblica usando come motivazione i costi di gestione.
Il Comitato dei genitori, in collaborazione con il Comitato di gestione del nido, ha raccolto dati a sufficienza per permettersi di avviare un accertamento serio sulle spese di mantenimento della struttura.
Il prossimo passo sarà dunque trovarsi con l'Amministrazione per un confronto finalizzato a comprendere quanto, e se, fosse veramente così impellente "alleggerire" il bilancio comunale togliendo il nido dalla voce costi.
Montà, la famosa sera in sala consiliare, disse chiaramente che era necessario privatizzarlo per una mera questione di necessità economiche, ma qui adesso sembra risultare più un'operazione commerciale che altro.
Un comportamento che si rifà alle tendenze del suo partito, in barba a diritti e riconoscimenti conquistati nei decenni, ma lui, proprio come il suo mentore di Firenze, ha sempre tirato fuori l'argomento che ha i numeri per governare senza bisogno di sentire le opposizioni.
Chissà a chi daranno ragione i numeri, stavolta, e se queste ragioni verranno ascoltate e non finiranno come la questione dei bambini spostati dalla Don Milani all'Ungaretti, anche lì per un'altra esigenza di bilancio, con buona pace delle loro necessità e bisogni.
Finora abbiamo subito un martellante ed incessante ritornello, abbastanza fastidioso, secondo il quale questo Comune non avrebbe risorse a sufficienza per coprire la gestione delle strutture scolastiche che si ritrova a carico, ma, casualmente, vediamo essercene per tante altre cose.
Noi intanto continuiamo a muoverci per sostenere la causa del Comitato dei genitori, e garantire che il nido mantenga la sua natura pubblica, adoperandoci in prima persona per fare chiarezza in questa delicata situazione.

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