venerdì 20 novembre 2015

Il Comune a caccia di farfalle

Il piano delle opere comunali è un documento che riassume gli interventi e, appunto, le opere che il Comune programma per un arco di tempo definito.
Quello presentato l'altra sera in commissione offre una vasta gamma di voci che sommano un importo pari a circa 25.000.000 di Euro, una bella somma, non c'è dubbio, ma fermarsi all'apparenza sarebbe un peccato tropo grave.
È andando nel dettaglio che si possono conoscere meglio le destinazioni degli importi da appaltare, e le sorprese (amare) sbucano come funghi.

Vengono elencati rifacimenti, ristrutturazioni, bonifiche, piste ciclabili e chi più ne ha più ne metta, tutto bello e tutto meraviglioso, Grugliasco è un grande cantiere, peccato scoprire, piano piano, che buona parte delle attività previste riconduca ad un finanziamento di origine privata.
Mala tempora currunt, per le disponibilità finanziarie dei Comuni, e allora ecco intervenire i Cavalieri dei capitali privati pronti a investire sul territorio le loro eccedenze dei profitti. Cioè, più o meno.
Sì perché una banca, o una multinazionale, o un'industria dell'energia difficilmente la si vede scucire dei soldi secondo esclusivi principi filantropici.
Gli accordi solitamente prevedono che, a fronte di un'operazione di project financing, l'Ente appaltante (il Comune)  non debba sborsare alcuna cifra per realizzare progetti e opere a fronte, naturalmente, di una "cessione" a favore dell'impresa.
Quindi un pezzo di "pubblico", cioè di "nostro", viene messo sull'altare del sacrificio per portare a casa un risultato che poi è tutto da valutare, spesso coincidente più con i desideri imprenditoriali, che con le necessità del territorio.
Quindi la bonifica dall'amianto la facciamo fare a San Paolo-Intesa e dell'"efficientamento energetico" del palazzo comunale, stimato 3.000.000 di Euro, lasciamo che se curi IREN.
In cambio di... chissà.
Gli assessori danno "non risposte" e gli arrogantelli della maggioranza provano a usare gli strumenti appresi durante le loro esperienze capitoline, con risultati grotteschi.
Il "Master Plan" comunale è tutto in mano ai colossi dell'impreditoria che ne dispongono e ne fanno, di fatto, ciò che meglio ritengono, scavalcando bisogni territoriali e necessità sociali per un proprio tornaconto, in cambio di una parvenza di interesse pubblico. 
È la svendita della sovranità, l'espropriazione della res pubblica, utile alla schiavitù 2.0 dei nostri tempi.

C'è un grande prato verde...

Ed ecco sbucare, il Prato delle Farfalle.
No, non è uno scherzo, è un'opera prevista veramente nel piano comunale.
E non è uno scherzo nemmeno il costo previsto: 300.000 Euro, circa.
È questa, udite udite, un'opera di compensazione ambientale per la presenza dell'inceneritore.
E infatti è curata e gestita da TRM, la società che lo gestisce.
Ve lo immaginate, con l'aria mefitica che si sta respirando in questi giorni, le farfalle che allegramente svolazzano sul fiabesco prato di corso Allamano? 
Non che si possa mettere in discussione l'abilità dei nostri amministratori, nella tecnica col retino, ma magari i cittadini si sarebbero aspettato altro.
Alla domanda se esistano delle alternative più valide, e soprattutto più efficaci, visto che si sta parlando di agire in maniera diretta contro gli effetti delle emissioni di uno degli impianti di incenerimento dei rifiuti più grande d'Italia, la risposta dell'Assessore ai Lavori Pubblici, puntuale, non si fa attendere: "E io che ne so?
A leggere certe cose, e soprattutto a sentirle, si rimane sconcertati, nonostante tutto è difficile abituarsi realmente a questo livello di negligenza civica.
Chi ha contributo all'elezione di questi soggetti, e li continua a sostenere, anche non apertamente, si faccia un'esame di coscienza, la società civile non ne può più di vedere il lavoro di migliaia di anni di cultura politica e sociale, ridotto a questo ridicolo circo Barnum dove i politici sono le attrazioni e il capitale si diletta nel loro ammaestramento.
Di veder cacciare farfalle non se ne può veramente più.

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