lunedì 9 novembre 2015

REMS: prime prove, primi problemi


È di pochi giorni fa la notizia dell'evasione del detenuto dalla neo REMS "San Michele" di Bra, provincia di Cuneo.
La REMS "San Michele"di Bra
Un uomo di 32 anni, sottoposto a custodia cautelare su ordine del tribunale di Vercelli che lo aveva ritenuto «socialmente pericoloso», è fuggito dalla finestra facendo perdere le proprie tracce.
È tuttora ricercato.
La struttura di Bra era stata identificata come una delle più adatte, in Piemonte, per assolvere l’obbligo di accogliere nel territorio di provenienza  gli autori di reato internati nei  6 Ospedali Pschiatrici Giudiziari  finora esistenti in Italia, secondo quanto previsto dalla Legge 81 del 2014. 

A Grugliasco, lo sappiamo, ne vorrebbero collocare una, da adattare sull'attuale edificio dell'ASL, vicino a scuole, campi sportivi e ad un centro squat da sempre ostile a queste forme di detenzione. Una miscela non da poco.
Il fatto accaduto a Bra evidenzia ciò che a più riprese è stato sollevato nei mesi passati dal Comitato STOP OPG Piemonte, ovvero che le soluzioni scelte dalla Regione, per vari motivi, non sono compatibili con la corretta gestione di questa tipologia di pazienti.
Questo è stato detto a più riprese, e in più sedi, proprio per sensibilizzare tutti, istituzioni in primis, sul fatto che  la cura e la gestione non può risolversi con strutture inadeguate come quelle che vorrebbero calare sui territori, giocando ad un irresponsabile scarica barile.
Le REMS, così come sono progettate non funzionano.
I principi basagliani, sulla scorta dei quali vennero chiusi i manicomi nel lontano 1978, e che hanno funzionato da leva per la soppressione degli OPG, permettono di comprendere chiaramente come ogni caso psichiatrico debba essere gestito in maniera particolare, e non con sistemi omologanti e appiantenti. 
Le alternative, a parità di disponibilità economiche disposte dagli Enti, esistono già sul territorio e potrebbero essere messe in pratica con maggiori tutele e garanzie per tutti.
In più, le risorse assorbite dalle Rems potrebbero essere meglio utilizzate per rafforzare i Dipartimenti di Salute Mentale e gli altri servizi territoriali oggi così sofferenti.
Far finta di niente, e perseguire sulla strada della realizzazione della REMS, così come la vorrebbe la Regione, significherebbe essere fautori e complici delle problematiche che si potrebbero verificare nei mesi a seguire.

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