mercoledì 9 dicembre 2015

Un Comitato per il NO alla riforma costituzionale


Anche a Grugliasco si sta formando il Comitato per il NO al referendum costituzionale che chiamerà alle urne tutti gli italiani tra giugno e ottobre.
Cosa prevede la “riforma”, meglio detta “legge costituzionale Renzi-Boschi”, sulla quale saremo chiamati a esprimerci?

In poche parole si tratta della sostanziale demolizione della Costituzione,  attraverso la concentrazione del potere in poche mani, manomettendo la grande conquista civile della separazione dei tre poteri: legislativo, giudiziale ed esecutivo. 
Separazione che, è il caso di ricordarlo, è tornata in vigore nel nostro Paese dopo la dittatura fascista.

La legge Renzi-Boschi se non verrà bocciata dal referendum, renderà il Parlamento la fortezza della casta
Come? Principalmente in due modi.

Il Senato sarà svuotato di competenze e non sarà più eletto dai cittadini (avete letto bene!), ma dai Consigli regionali, che decideranno quali consiglieri regionali vestiranno contemporaneamente la veste di senatori. Alla faccia della democrazia e della rottamazione della casta!

In secondo luogo la Camera dei Deputati, ultima camera rimasta elettiva, sarà eletta con una legge elettorale (l’Italicum) in cui il partito che prende un voto in più (non importa con quale percentuale, fosse anche il 25% dei votanti), si acchiappa il 54% dei seggi dell’unica Camera rimasta ad avere il potere di dare o togliere la fiducia al Governo.
Come se non bastasse, l’Italicum prevede che i futuri deputati siano nominati dal partito di riferimento, cioè dal suo segretario. Cosa vuol dire tutto questo? Vuol dire che chi “vince” le elezioni sarà capo del Governo, ovvero la stessa persona che avrà deciso chi sono i deputati che avranno il potere di dargli la fiducia. Insomma, il Parlamento dipenderà dal Governo, invece dell’esatto opposto come prevedono i Paesi moderni e civili. In tale concentramento dei poteri si inserisce anche l’inquietante modifica, specialmente per gli eventi globali a cui assistiamo, dell’articolo 78, che darà alla sola Camera il potere di deliberare lo stato di guerra. Ancora una volta, il capo del partito “vincente" dopo aver nominato a suo piacimento Governo e Parlamento, potrà decidere senza bilanciamenti democratici se l’Italia va in guerra.

Se questo stravolgimento della Costituzione passerà, noi cittadini avremo ancora meno voce in capitolo di quanto, già poca, ne abbiamo oggi. Se non ci mobilitiamo noi, nessuno lo farà al posto nostro: contribuiamo alla nascita e alle attività del Comitato grugliaschese!

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