giovedì 21 gennaio 2016

Le bugie della "legalità"

Com'era prevedibile, la vicenda del mancato pagamento delle tasse, da parte del sindaco Montà, non poteva finire con la letterina di pseudo-scuse inviata urbi et orbi ai grugliaschesi.
Nella missiva veniva sottolineato che i vari impegni che lo vedevano coinvolto lo avevano portato a scordare, o a perdere di vista, scadenze e pagamenti relativi ad IMU/ICI e TASI.
Un articolo (che trovate qua) dimostra come invece non potesse non sapere, il che rende ancora più sonora la presa in giro fatta ai grugliaschesi con la sua lettera accorata.
Adesso però è necessario comprendere bene che con la fiducia delle persone non si può scherzare.
Inutile piagnucolarne di scollamenti tra cittadini e istituzioni, se poi si è i primi a non riuscire ad incarnare quel modello di amministratore che sia in grado di essere al di sopra dei sospetti: cosa potranno permettersi di pensare adesso i cittadini? 
Che allora è vero che la politica è dominata dalla furbizia? Dall'arroganza del potere? 
Vedendo questo comportamento come si porranno la prossima volta che si vedranno recapitare bollette e cartelle esattoriali? 
Cercheranno di cacciare via i fantasmi della tentazione di comportarsi come il proprio sindaco, o invece cederanno e si risponderanno che "se in fin dei conti lo ha fatto lui, perché non lo posso fare io..."?
Le dimissioni non le dovrebbe dare per soddisfare chi è contro di lui o per, a suo dire, dare piacere a chi usa questo argomento per manovre politiche.
Le dimissioni le dovrebbe dare per la responsabilità che ha ancora nei confronti della società che fuori guarda e osserva queste cose.
Una responsabilità che lo richiama anche al dovere di salvare l'immagine della politica, quella che molti altri fanno con fatica, impegno, sacrifici e dedizione, cercando, in maniera disperata, anche di ricreare un'immagine che sia quantomeno confortante per le persone sempre più schiacciate dalla sensazione che tanto "nulla si possa cambiare".
Le dimissioni le dovrebbe dare, inoltre, in nome del ruolo che, per ora, ancora ricopre come Presidente di Avviso Pubblico e in nome di quella legalità tanto paventata, quanto tradita dai loro stessi comportamenti, utile solo per fini propagandistici ed elettorali.
Compia questo atto, con coraggio e serenità, glielo chiede qualcosa di più di un'opposizione politica: glielo impone quel rispetto verso i cittadini, che è stato tradito non una, bensì due volte.
C'è un livello morale, al quale noi facciamo ancora riferimento, dal quale non ci si può più permettere di scendere. 
Speriamo valga anche per lui.

lunedì 4 gennaio 2016

A più di 4 anni dal referendum, che ne è dell'acqua pubblica a Grugliasco?


Era il giugno del 2011 quando, a seguito di 1.402.035 firme, 27 milioni d'italiani, il 95,8% dei votanti, si pronunciarono a favore della cancellazione del profitto sull'acqua. Ma sappiamo come è l'andazzo nel nostro Paese, il voto (e le percentuali) vanno bene da sbandierare solo quando favoriscono certe tesi e certe carriere.
Dunque cosa se ne fece di quella vittoria popolare, chiara e netta?


Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua ce lo racconta così:
"Il Governo attuale e in particolare il Partito Democratico si stanno rendendo responsabili di definire un nuovo quadro normativo (art. 7 decreto Sblocca Italia, legge di stabilità e DDL Madia) che punta a raggiungere il medesimo obiettivo di privatizzazione dell'abrogato Decreto Ronchi: rendere inevitabili le dismissioni delle azioni dei comuni e favorire economicamente i soggetti privati e i processi di aggregazione tra aziende.

S'intende così costruire un meccanismo per cui le attuali "quattro sorelle dell'acqua" già collocate in Borsa - A2A, Iren, Hera e Acea - potranno inglobare tutte le società di gestione dei servizi idrici, ambientali ed energetici, divenendo i “campioni” nazionali in grado di competere sul mercato globale. (...)"

Ma come andò a Grugliasco?
Il Comitato Acqua Pubblica Grugliasco, coordinato dai militanti dell'ANPI locale (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), raccolse in 40 giorni circa, con banchetti che andavano dal mercato al Palio, passando per le cascine e i concerti, 2.516 firme.
Il giorno delle votazioni, con un affluenza del 67,7%, i favorevoli furono il 96,7%, 20.135 elettori!

A livello cittadino la maggioranza che, per intenderci, fu eletta dalla metà delle persone appena un anno dopo, cosa ha fatto?
In linea con i comandi superiori ha girato attorno alle belle parole quali "bene comune", andando avanti nel processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, e lasciando che fosse il profitto a dettare legge sui diritti e sulla qualità del servizio.
Se ve lo state chiedendo, si, sono gli stessi che si riempiono la bocca di legalità e democrazia. A beh, ma come si dice... a bocca piena, soprattutto se di belle parole, ci si sente meglio!