mercoledì 9 marzo 2016

A Grugliasco comanda ancora il cemento, Don Milani e Ungaretti: bye-bye

Con il solito voto a comando la maggioranza ha deciso di approvare la variazione di destinazione d'uso delle due aree, sulle quali sono presenti le scuole Don Milani e Ungaretti, per permetterne l'edificazione per fini residenziali.
Un'operazione che viene inserita nel DUP (Documento Unico di Programmazione), il documento che detta le linee guida al bilancio della città.
Declameranno tale gesto come utile e doveroso, in realtà si tratterà di dover costruire una facciata di salvaguardia ad un percorso mal gestito e per niente lungimirante.
Tanto per fare un po' di memoria, in un articoletto di 2 anni fa si annunciava il piano di
ridimensionamento dell'infrastruttura scolastica, indicando nella Don Milani la prima "vittima" di questa crociata: nell'estate del 2014 i circa 110 bambini della materna vennero presi e smistati tra Di Nanni, dove si approntarono due sezioni apposta, e Ungaretti, piazzandoli al primo piano di un edificio che tutto possiede tranne che le caratteristiche per accogliere bambini di 3-5 anni.
In via temporanea, naturalmente, perché, dicevano, poi sarebbe partita la ristrutturazione della media Gramsci, una volta terminati i lavori all'Europa Unita (inizio lavori giugno 2012), e questa sarebbe diventata la nuova elementare/materna. Data fissata: 2018.
Peccato però che nel frattempo l'Europa Unita non veniva ultimata, complice il fatto di essere abbinata ai lavori della piazza Matteotti (che vediamo tutti in che stato versa), e la sua apertura, prevista per l'anno scolastico 2014/2015, slittando, procurava un effetto domino su tutte le altre scadenze..
Risultato: la Don Milani sgombrata inutilmente (qui spieghiamo perché) in tutta fretta, l'Ungaretti utilizzata come materna oltre le tempistiche previste (e chissà quando cesserà di esserlo, visto che il progetto della Gramsci è stato affidato solo lo scorso anno) e l'Europa Unita che ancora deve essere terminata (stavolta ci dicono settembre 2016).
Si capisce abbastanza che l'obiettivo principale, in tutta questa operazione, era guadagnare due aree appetibili per l'edificazione e garantire la loro disponibilità in tempi relativamente ristretti, altrimenti si sarebbe potuto aspettare la conclusione dei lavori di una scuola prima di procedere con il resto degli spostamenti.
Invece no, prima il bilancio, poi il resto, se c'è ancora spazio.
E noi sappiamo che è sempre più complesso, per i Comuni, riuscire a gestire i diritti al cittadino (così si chiamano ciò che loro chiamano "servizi") causa anche la costante diminuzione delle erogazione di fondi dalle casse centrali, nonché i vincoli e gli obblighi di bilancio imposti dal Patto di Stabilità.
Sappiamo che esistono questi aspetti, ma sappiamo anche che certe scelte sono politiche, non sempre prettamente amministrative.
Tener chiuso il Teatro Perempruner, o destinare 300.000 Euro delle compensazioni dall'inceneritore, per la realizzazione del "prato delle farfalle" (non è uno scherzo!), o decidere di privatizzare l'ultimo asilo comunale, tentativo finito male grazie alla mobilitazione cittadina, sono tutte scelte politiche.
È la politica del "chiagni e fotti": rimbalzano al governo centrale le responsabilità delle loro azioni, si lamentano con i cittadini per non perdere consenso locale, tanto Roma è distante e non sente, peccato poi però cavalcare la struttura del loro stesso partito quando questo serve per la carriera.
E come se niente fosse, il Sindaco moroso (leggi) avvalla la nuova rendicontazione delle tasse comunali e anzi, allorché infastidito da chi gli ricorda di quanto questa amministrazione sia delegittimata dal legiferare nel merito, assume l'atteggiamento del nobile indisposto per la rivolta popolare.
Ma d'altronde loro sono "i Buoni", come scriveva Rastello, loro sono quelli della “costruttività” («ok, questa è la tua protesta, ma dov’è la proposta?»), il “metterci la faccia”, l’insistenza di parole come “noi, nostro, nostra”, la “corresponsabilità” usata come un martello per inchiodare l’avversario: la creazione del nemico, «il lorsignori dell’oratore. Chi non è con noi è contro di noi».

Nessun commento:

Posta un commento