mercoledì 11 maggio 2016

A proposito di scuole: e il nido Allende?

Si fa un gran parlare, in questi giorni, del futuro della scuola Casalegno, in borgata Gerbido, destino che sembra ricalcare quello già toccato ad altre strutture scolastiche del nostro territorio, come Don Milani e, prossimamente, Ungaretti.
Il progetto riguarderebbe l'accorpamento delle due strutture esistenti, Baracca e Casalegno, presentato con il solito laconico: non ci sono soluzioni alternative.
È un mantra che sentiamo recitato da quattro anni, mormorato a più riprese come una preghiera, quando non scagliato, con arroganza e supponenza, contro il malcapitato, che fosse cittadino o consigliere poco importava, che osasse opporsi alla decisione.
Una modalità con la quale hanno giustificato tutto, compreso, a proposito di scuole, lo sgombero repentino e vergognoso della Don Milani, avvenuto senza alcun rispetto per il percorso scolastico dei bambini, senza parlare della discriminante sistemazione nella "temporanea" Ungaretti.
Adesso è il turno della Casalegno, al suo posto sappiamo già che sorgeranno le "necessarie" abitazioni, soluzione che alimentano la dipendenza del bilancio comunale dagli oneri di urbanizzazione, e che vedremo quanto terreno in più, rispetto all'esistente edificio, andrà a consumare.
Ma d'altronde questa amministrazione targata PD sta solo e unicamente attenendosi al suo programma, con qualche variantina (l'abbattimento dell'Ungaretti non era stato annunciato...), quindi perché dolersi? Era quanto ci si doveva aspettare da chi non ha progetti, non ha idee, non ha visioni di un futuro cittadino se non quelle che si attengono alle direttive di Regione e Città Metropolitana: un bel modo di lavorare...
E a proposito di impegni, chissà a che punto è la soluzione per il nido Allende, l'ultimo comunale?
Vi ricordate? 
L'anno scorso di questi tempi, il sindaco Montà doveva digerire le circa 2.000 firme, raccolte e depositate in Comune dal Comitato Salviamo il nido Allende, attestanti la volontà dei cittadini di mantenere la natura pubblica della gestione del nido, contrariamente alla sua, di volontà, orientata a privatizzare il tutto (che novità...).
La richiesta conclusiva, alla faccia di quelli che sostengono che il "popolo del NO" non ha mai proposte alternative valide, fu quella di imbastire un tavolo che portasse alla costituzione di un Ente intercomunale, da valutarsi con i comuni di Collegno e Rivoli, che potesse alleggerire il bilancio comunale e allo stesso tempo garantisse la natura pubblica della struttura.
L'impegno venne preso, ma da allora non se n'è saputo più nulla.
Dopo le tasse non pagate, un altro problema di memoria, per il sindaco privatizzatore?




 

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