martedì 7 giugno 2016

Elezioni 2016: se il buongiorno si vede dal mattino

Dalla tornata elettorale appena svoltasi che cosa ne è emerso?
Bhé innanzitutto bisogna riconoscere come il M5S sia il vero vincitore.
La sequela di fatti ed eventi succedutosi dal primo "Vaffaday", con il lancio di una nuova forza politica da parte di Grillo, ha in qualche modo già fatto entrare i risultati del M5S nella normalità dei meccanismi politici, ma in realtà la cosa va trattata con più attenzione
Una forza nata sulla base dell'antagonismo a una casta partitica, consolidata e apparentemente granitica, che a soli 7 anni dalla nascita porta a casa un risultato simile nella Capitale è una notizia clamorosa. 
E parlando di situazioni più vicine, è notevole anche il risultato di Torino: Chiara Appendino parte con 11 punti in meno rispetto a un Fassino che, con la solita boria che contraddistingue certi sbruffoni del PD, fino a pochi mesi fa si definiva tranquillo di vincere in carrozza. 
Da rilevare che una città notoriamente “tradizionalista” (ce le ricordiamo le vittorie a man bassa di Chiamparino e di Fassino 2011) abbia regalato tanti consensi al M5S rendendolo il primo soggetto partitico. Ci si chiede se l'ostinata volontà di correre sempre da soli, alla lunga, paghi oppure rischi di diventare il limite, volontario, per un soggetto politico che non convince ancora tutti, e che potrebbe includere molto di più.
Certamente una vittoria della Appendino scombussolerebbe non poco gli equilibri metropolitani: questioni come i rifiuti o i trasporti sarebbero oggetto di sicura revisione, rispetto alla gestione PD, e questo forse permetterebbe, per le realtà circostanti, di beneficiare di una politica sicuramente più vicina alla tutela dei beni comuni.
Sembra invece praticamente archiviato il progetto di Torino in Comune.
Il merito di Airaudo sta nell'aver cercato di riunire, sotto le insegne della sinistra, simboli oramai incapaci di trovare posto nel panorama politico odierno. La forte perdita di credibilità è uno degli elementi più critici che si imputano a quelle compagini, e il voto l'ha dimostrato.
Torino in Comune sarebbe dovuta essere la terza forza politica cittadina, si è trovata ad essere la sesta, e il motivo è sempre lo stesso, un'assenza costante dal territorio che si interrompe solo nei momenti della campagna elettorale. 
Peccato perché le persone c'erano e il valore culturale era notevole. Speriamo che adesso non sporchino l'ultimo spiraglio di dignità con un appoggio silenzioso al PD, sarebbe veramente la dimostrazione che in Italia certe lezioni non si imparano mai.
Un PD sempre più solo, fagocitatore di alleati (scomparsi praticamente i Moderati...) e sfruttatore di quelle clientele, uniche portatrici di voti, che gli rimangono fedeli solo per sopravvivenza.
Un PD che, parlando di credibilità non ha più neanche una carta buona in mano, e che è consapevole di una sconfitta che potrebbe essere prossima.
C'è solo il M5S dunque che potrebbe contendere il ruolo amministrativo al PD?
Non è detto, certamente loro si comportano meglio con i macrotemi (F35, TAV, Acqua Pubblica, ecc...) che con le questioni più locali, nelle quali spesso cadono in imbarazzanti figuracce, evitabilissime, se solo ci fosse un minimo di formazione politica in più.
Fa riflettere comunque che al M5S si imputi il ruolo più gravoso di tutti: far riappassionare le persone alla politica, e che siano proprio quei soggetti, che negli anni non hanno fatto altro che impoverire la partecipazione, ad affibbiargli questo incarico.
Gli stessi che invitano ad andare al mare quando ci sono i referendum.

E mentre dall'altra parte delle Alpi la Francia ci ricorda che il popolo è sovrano (loro, come noi, ce l'hanno scritto nella Costituzione, ma a differenza nostra lo dimostrano), noi, per adesso, ci sentiamo di appoggiare la possibilità di poter godere di un bel cambiamento, e magari di ritornare a poter vivere una politica meno ingombra di opportunistiche apparenze e più ricca di reali passioni.

Buon ballottaggio a tutti!

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