lunedì 5 dicembre 2016

Vince il NO e Grugliasco fa la sua parte

Dunque la Costituzione, per ora, è salva.
Con la vittoria del NO al referendum gli italiani hanno decretato che la riforma portata avanti dal duo Renzi-Boschi, con l'avvallo di tutta una serie di personaggi per nulla raccomandabili come Verdini e Alfano, venga rigettata e si mantengano gli equilibri sanciti nel '46.
Una vittoria importante, quella del fronte del NO, perché ha saputo dare una risposta solenne a chi da, ormai anni, prova costantemente a mettere mano alla struttura del nostro ordinamento giuridico con l'unico tentativo di piegare il meccanismo parlamentare al volere di una forza politica predominante, creando un forte contesto di antidemocrazia.
I cittadini hanno detto NO, l'hanno detto con coscienza, con la consapevolezza che questa riforma stava andando ad incidere sulla salute dei loro diritti e hanno scelto. Un bel segno di speranza per un Paese psicologicamente stanco, che spesso ha poca voglia di lottare e quando lo fa spesso gli capita di farlo per interesse.
Questa volta in gioco c'era il futuro prossimo delle persone, già reso fin troppo instabile dalle tante riforme che hanno svuotato di certezze i lavoratori, minacciato dalle nere nubi del gotha della finanza e dell'industria, delle banche e dei capitali.
Il vento delle urne ha riportato un sole che speriamo duri a lungo.
Piuttosto misera e triste, come tante altre cose lo sono state, la reazione di un Renzi che pensava di avercela fatta, ma che alla fine ha saputo solo dire: "Non pensavo mi odiassero così tanto", a dimostrazione che la riforma costituzionale era un meccanismo messo in atto da un comitato d'affari sul quale il premier ci si era giocato la fiducia, piuttosto che la volontà di agire in nome di quel patto sociale, plurale e condiviso, che è la Costituzione.
Veramente risibili, tanto quanto lo è credere che il 40% del SI possa corrispondere ai voti del PD...  
A Grugliasco le cose sono andate decisamente bene, a partire dall'affluenza, il 75,47%, più di 23.000 grugliaschesi hanno sentito la necessità di esprimere la propria decisione, che ha consacrato il NO con il 56% dei consensi.
Dati importanti che ci restituiscono un quadro dove a vincere, prima di tutto, è stata la partecipazione, sempre più sofferente e debole, ripresasi per questo appuntamento.
Ci fa piacere, come membri sempre attivi e presenti del COMITATO GRUGLIASCHESE PER IL NO, leggere questi numeri, dei quali, in parte naturalmente, ci sentiamo artefici, dato l'impegno e la costanza che abbiamo riversato in questa campagna fin dal suo esordio, dal 9 aprile, quando cominciammo, a raccogliere le firme per i quesiti referendari, e poi continuammo senza sosta, nei mesi successivi, presenziando, organizzando e diffondendo quell'informazione che nei canali ufficiali era schiacciata dallo strapotere, ingombrante e asfissiante, della campagna per il SI.
Adesso sappiamo bene che non si può ritenere di aver scongiurato ulteriori attacchi e pericoli, ai meccanismi democratici del nostro Paese. 
Ma se si può prendere una lezione, da questo memorabile 4 dicembre, è che il presente, e di conseguenza il futuro, è in mano ai cittadini, e che quando questi si uniscono, e lo fanno secondo coscienza, e non sterili opportunismi, possono vincere. 

Nessun commento:

Posta un commento