mercoledì 19 aprile 2017

La scuola Baracca e quello strano dejavù

Scrivere del progetto di riqualificazione della scuola Baracca del Gerbido rievoca, inevitabilmente, uno schema già visto con la scuola materna Don Milani e il suo spostamento nella fatiscente Ungaretti.
Era il 2014, secoli fa, e quest'amministrazione si adoperava per fare ciò che sa fare meglio, chiudere scuole pubbliche, intraprendendo la scellerata decisione di sgomberare una materna di circa 110 bambini, per recuperare risorse dalla vendita del terreno, ricollocando due sezioni nella elementare Di Nanni e tre, appunto, nell'Ungaretti, con la promessa di ristrutturare la media Gramsci per farci un complesso unico che avrebbe ospitato i due gradi scolastici. Il tutto venne naturalmente corredato da un pseudo incontro con le famiglie, e qualche rendering della futura materna/elementare.
La storia poi è andata un po' diversamente.
Oggi i bambini della elementare e della materna continuano a convivere nello stesso fatiscente edificio, nel quale ogni tanto vengono effettuati interventi tampone per scongiurare criticità legate alla sicurezza e la Gramsci, che fino a due anni fa sembrava praticamente fatta, è sempre più abbandonata.
Storie di questa amministrazione che si ripetono ciclicamente, e che adesso coinvolgono la Baracca.
In un incontro avvenuto presso il Gerbido, più utile ai fini elettorali che altro, nel quale si sono illustrati progetti praticamente fatti (in barba al principio della reale partecipazione della cittadinanza) che prevedono una scuola da alienare, la Casalegno ("il ricavo previsto si aggira tra i 600.000 e il milione di Euro" cit.) e una scuola che si troverà nella morsa dei lavori per circa un anno. Se va bene (Europa Unita docet).
Certo, concordiamo sul fatto che la ristrutturazione sia ovviamente necessaria, in quanto l'edificio presenta i segni di un'incuria manutentiva che sicuramente l'hanno segnato, e la necessità di apportare degli interventi di efficientamento energetico sono quanto mai basilari per garantire a Grugliasco un edificio scolastico moderno e a basso impatto ambientale.
Ma come questo stia avvenendo ci lascia perplessi: la riorganizzazione degli spazi interni, le aree verdi che verranno sacrificate all'ampliamento, la destinazione della Casalegno una volta dismessa sono tutti aspetti sui quali cercheremo di tenere alta l'attenzione.
Ciò che ci lascia questa amministrazione, alla fine del suo mandato, è un quadro desolante e per nulla incoraggiante del comparto scolastico, fatto di ritardi, sgomberi e cecità progettuale, oltre che di manovre incaute e chiaramente insensibili.
Grugliasco merita una gestione scolastica diversa, con investimenti chiari e svincolati da manovre alienanti o legati a strani fondi immobiliari.
Insomma, qualcosa di diverso rispetto a quanto visto finora.

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