mercoledì 31 gennaio 2018

Piazza Matteotti: quando la propaganda diventa routine

In un articoletto uscito su Luna Nuova venerdì 26 gennaio si annuncia che da questa settimana non si potrà più parcheggiare sull’area prossima al parco Champagnat, a causa dell’inizio dei lavori per la costruzione del palazzone che chiuderà definitivamente piazza Matteotti.
Un massiccio di cemento che è stato chiamato “ville sul tetto”, cosa che se a leggerlo viene subito in mente il surrealismo di Magritte, invece ci si rende poi conto che è solo il gergo della propaganda per spacciare il solito palazzone condominiale.
Ne avevamo già parlato qua, descrivendo quale impatto avrebbe avuto sull’armonia architettonica della piazza e cosa avrebbe comportato in termini di revisione delle aree parcheggio.
Il palazzo che sorgerà è la conclusione finale di un progetto nato male e finito peggio, che prevedeva il rifacimento dell’intera piazza Matteotti, con tanto di parcheggio interrato, e della ristrutturazione della scuola media Europa Unita.
Un appalto unico che ha visto, alla fine, realizzata solo una parte della piazza, quella chiamata “alta”, con gli annessi box sotterranei, attualmente divisa dal resto grazie ad un trincerone veicolare e una scuola che sembrava non avrebbe mai più rivisto la luce.
Proprio per finire la scuola venne ceduta alla Secap, società appaltatrice dei lavori, l’area dove adesso sorgeranno le “ville volanti”. 
E qui sta il giro di parole dell’articolo, nel quale si riporta che l’area sarebbe stata acquistata dall'impresa, cosa inesatta, in quanto in realtà è stata ceduta dall'amministrazione per necessità di concludere i lavori della scuola, proprio come riportato nella delibera di Giunta. 
Cosa confermata anche dall'ex Assessore Musarò, in risposta ad un'interrogazione nella quale asseriva che la parte di fabbricato e l'area antistante sarebbero stati usati come "permuta in luogo del parziale pagamento delle somme dovute per la realizzazione delle opere" alienandolo all'impresa appaltatrice.
Dunque, se ci eravamo già immaginati soldi freschi entrati a rimpinguare le bisognose casse comunali possiamo pure smettere di sognare anzi, ciò che è da fare è aprire bene gli occhi e prestare attenzione verso chi amministra, anche perché, spesso, la memoria loro ce l'hanno corta, o comunque la esercitano poco.
E sempre per restare nel campo della precisazioni, ci siamo permessi di adeguare, naturalmente solo virtualmente, il cartello che copre l'area di cantiere del parcheggio che realizzeranno proprio in faccia al parco Champagnat. 
Cuoricini fuori, cemento dentro.


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